Renzi: “Basta litigare. Dobbiamo mandare a casa Meloni”

Renzi: “Basta litigare. Dobbiamo mandare a casa Meloni”
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Il leader Iv dal palco di Rep Idee invoca le primarie “o sarà il caos”. “Il Pd non faccia la guerra a Schlein. Se il centrosinistra non sarà unito il prossimo capo dello Stato lo sceglierà la destra. Vannacci può farli implodere”

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BOLOGNA – Matteo Renzi ritiene “un disastro” il governo Meloni “perché sta facendo male all’economia, alla storia del Paese e perché sta suscitando un sentimenti di odio”. E il centrosinistra? “Non mi metto a fare polemiche sul passato. Ma riterrei una responsabilità morale e politica consegnare a Meloni, Vannacci, Salvini e compagnia bella l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. Farò di tutto perché il successore di Sergio Mattarella non sia eletto da quelli di Ignazio La Russa. Penso sia arrivato il momento di dire: facciamo uno sforzo e mettiamoci insieme”. Il leader di Italia Viva è ospite di Serenella Mattera sul palco di Repubblica delle Idee. Ma Renzi non farà il Renzi? “La mia sinistra è riformista. Ma se voi considerate la sinistra riformista un pezzo della destra avete sbagliato obiettivo. Io non pretendo che gli altri cambino idea su di me: farò quello che ho sempre fatto, c’è bisogno di uno spazio di centrosinistra anche riformista. Devo essere umile, uno che lavora in squadra con altri. Ma pur di mandare a casa Giorgia Meloni sono disposto a giocare a centrocampo, a fare il massaggiatore”.

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Basta litigare, dice Renzi. “Vorrei parlare di futuro: ci sono 194mila giovani che se ne sono andati lo scorso anno dall’Italia. Se i ragazzi si laureano in Italia e se ne vanno, di chi è la colpa? Del governo Renzi di dieci anni fa. Io voglio essere chiaro: questo Paese non può fare l’opposizione al governo Renzi di dieci anni fa, o il centrosinistra si sveglia e manda a casa Meloni o saremo colpevoli tutti. Basta litigate, mettiamoci a lavorare”. E avverte: "Il terzo polo? Le prossime elezioni sono un referendum tra la Meloni e chi vince le primarie tra di noi".

Per Renzi le primarie sono necessarie. “Io non sono qui per aggiungere una riga al mio cv. Vedo una presidente del consiglio pericolosa, e allora dico: il centrosinistra si deve organizzare. Vanno fatte le primarie. Non c’è alternativa. Non vedo la possibilità di individuare un Romano Prodi trent’anni dopo. Si porti la gente a votare, mentre la Meloni si rinchiude per paura di Vannacci. Noi apriamoci alla società. Vinca il migliore. Spero che il centrosinistra faccia le primarie: senza è il caos. Quando vanno fatte? All’inizio del 2027. Facciano le regole che devono fare. Online? Io sono pronto a tutto. Io voglio vincere”.

E rivolge lo sguardo sul Pd e la segretaria Elly Schlein. “Ho rispetto per lei, ma non è la mia ‘tazza di tè’”, non certo un feeling totale. Però “lei ha avuto il coraggio di dire ‘io non sono d’accordo con te’ in un periodo in cui mi amavano tutti. Spero che il Pd non faccia la guerra alla sua segretaria. Non è possibile che ci sia un leader e tutte le volte sia azzoppato dal proprio partito”. Nel centrodestra da sfidare, Vannacci prende sempre più piede. “La Costituzione è antifascista, che piaccia o no a Vannacci. Quello che penso tatticamente è che lui potrebbe far implodere il centrodestra e far vincere il centrosinistra”. Parla proprio al centrosinistra ora: “Il problema è cosa facciamo per i prossimi dieci anni. Svegliamoci, andiamo all’attacco. Meloni alle ultime elezioni politiche ha preso il 26%. Sapete chi ha preso la stessa percentuale e ha perso? Bersani. Perché è andata così? Perché la sinistra era divisa tra Letta, noi e i 5Stelle. A voi dico: volete fare come nel 2022 o sfruttare le divisioni della destra e salvare il Quirinale? Meno male che Sergio c’è”.

Renzi è sicuro: “Li possiamo mandare a casa. Lady Tax”, ovvero Meloni, “va mandata a casa”.

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