A fine agosto sono state approvate anche in Europa le terapie a base di cellule CAR-T, la prima terapia cellulare antitumorale dell’umanità. Da questo momento i Paesi europei devono lavorare per rendere disponibili queste cellule per tutti i cittadini che ne hanno bisogno. In Italia è l’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) che dovrà decidere il prezzo mentre il Ministero della Salute dovrà stabilire chi potrà somministrare questo tipo di terapia.
• LA CONTRATTAZIONE
La contrattazione economica per questo tipo di terapia non ha molti modelli di riferimento, in Italia come nel resto d’Europa. Ci si può rifare alle poche terapie cellulari finora autorizzate. Si tratta di farmaci molto costosi che sono però del tutto innovativi nel modo in cui vengono prodotti. “Nel corso degli ultimi mesi abbiamo lavorato anche con altre società scientifiche insieme ad Aifa e ho trovato grande disponibilità”, afferma Paolo Corradini, presidente della Società Italiana di Ematologia. “Ma oggi i vertici dell’Agenzia sono cambiati ed è molto più difficile immaginare dei tempi certi per questa approvazione”.
• NON C’E’ TEMPO DA PERDERE
Spesso fra l’autorizzazione europea e quella italiana, che per essere reale deve arrivare fino a livello delle singole Regioni, passano molti mesi. “In questo caso parliamo di persone che versano in condizioni di malattia molto gravi che purtroppo non hanno tutto questo tempo a disposizione. Ritardare è una grossa responsabilità”, sottolinea Corradini.
• I CENTRI
A livello internazionale esistono dei documenti che descrivono le caratteristiche dei centri clinici che possono somministrare questo tipo di terapie. Il primo è che siano accreditati a livello internazionale per il trapianto allogenico. “E’ già un primo screening per la qualità che dobbiamo poter garantire ai pazienti non tanto per la somministrazione in sé, ma per la gestione delle complicanze, anche acute, che si possono verificare in seguito”, spiega Corradini.
• LA PROPOSTA
L’ideale sarebbe creare in ospedale un CAR-T team che includa ematologo, medico trasfusionista, neurologo, rianimatore: uno staff che ha le competenze per poter gestire questo trattamento. La proposta degli esperti è quindi che gli ospedali che vogliano offrire questa terapia comincino un percorso specifico.
• LA CONTRATTAZIONE
La contrattazione economica per questo tipo di terapia non ha molti modelli di riferimento, in Italia come nel resto d’Europa. Ci si può rifare alle poche terapie cellulari finora autorizzate. Si tratta di farmaci molto costosi che sono però del tutto innovativi nel modo in cui vengono prodotti. “Nel corso degli ultimi mesi abbiamo lavorato anche con altre società scientifiche insieme ad Aifa e ho trovato grande disponibilità”, afferma Paolo Corradini, presidente della Società Italiana di Ematologia. “Ma oggi i vertici dell’Agenzia sono cambiati ed è molto più difficile immaginare dei tempi certi per questa approvazione”.
• NON C’E’ TEMPO DA PERDERE
Spesso fra l’autorizzazione europea e quella italiana, che per essere reale deve arrivare fino a livello delle singole Regioni, passano molti mesi. “In questo caso parliamo di persone che versano in condizioni di malattia molto gravi che purtroppo non hanno tutto questo tempo a disposizione. Ritardare è una grossa responsabilità”, sottolinea Corradini.
• I CENTRI
A livello internazionale esistono dei documenti che descrivono le caratteristiche dei centri clinici che possono somministrare questo tipo di terapie. Il primo è che siano accreditati a livello internazionale per il trapianto allogenico. “E’ già un primo screening per la qualità che dobbiamo poter garantire ai pazienti non tanto per la somministrazione in sé, ma per la gestione delle complicanze, anche acute, che si possono verificare in seguito”, spiega Corradini.
• LA PROPOSTA
L’ideale sarebbe creare in ospedale un CAR-T team che includa ematologo, medico trasfusionista, neurologo, rianimatore: uno staff che ha le competenze per poter gestire questo trattamento. La proposta degli esperti è quindi che gli ospedali che vogliano offrire questa terapia comincino un percorso specifico.