A piccoli passi, la scienza si porta sempre più avanti nella conoscenza dei meccanismi all’origine delle sindromi mielodisplastiche, tanto che si ipotizza anche di giungere ad eliminare le trasfusioni di sangue, oggi necessarie per questi pazienti. “Un futuro senza trasfusione è una possibilità assai probabile- dice Valeria Santini, Professore di Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze. I pazienti con sindrome mielodisplastica a basso rischio di progressione verso la leucemia, possono essere trattati preocemente dopo la diagnosi con farmaci adatti, alcuni tradizionali altri molto innovativi per i quali attendiamo presto l’approvazione anche in Europa, soprattutto per sottogruppi di pazienti che presentano specifiche alterazioni genetiche. Ci sono poi diversi farmaci in sperimentazione. Ricordiamo che alcune sindromi mielodisplastiche hanno un rischio maggiore di evolvere in leucemia acuta, per queste sono necessarie terapie più aggressive fino al trapianto di cellule staminali”.
Mielodisplasie, verso un domani senza trasfusioni
Valeria Santini, MDS Unit di Ematologia - Azienda Ospedaliero Sanitaria Careggi di Firenze
Mielodisplasie, verso un domani senza trasfusioni
Valeria Santini, MDS Unit di Ematologia - Azienda Ospedaliero Sanitaria Careggi di Firenze