Arrivare presto, in medicina, è sempre fondamentale. Riconoscere le sindromi mielodisplastiche prima possibile, per poi gestirle con grande attenzione come avviene nei centri specializzati, diventa basilare per il decorso di queste malattie. “Una diagnosi tempestiva e una gestione attenta può migliorare molto l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti con sindromi mielodisplastiche – ricorda Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Queste malattie del sangue guariscono solo se viene eseguito il trapianto di midollo osseo, una procedura che però è riservata a pochissimi casi tanto che si offre a meno del 5% dei malati. Fino a vent’anni fa non esistevano trattamenti per le sindromi mielodisplastiche ad eccezione della trasfusione di sangue. Oggi la cura di queste malattie è molto cambiata: gli ematologi sono molto più attenti a non sottovalutare l’anemia nei soggetti anziani, ci sono terapie innovative e nel complesso è assai migliorata la qualità di vita dei pazienti”.
Come affrontare le sindromi mielodisplastiche
Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria
Come affrontare le sindromi mielodisplastiche
Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria