Come affrontare le sindromi mielodisplastiche

1 minuti di lettura
Arrivare presto, in medicina, è sempre fondamentale. Riconoscere le sindromi mielodisplastiche prima possibile, per poi gestirle con grande attenzione come avviene nei centri specializzati, diventa basilare per il decorso di queste malattie. “Una diagnosi tempestiva e una gestione attenta può migliorare molto l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti con sindromi mielodisplastiche – ricorda Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Queste malattie del sangue guariscono solo se viene eseguito il trapianto di midollo osseo, una procedura che però è riservata a pochissimi casi tanto che si offre a meno del 5% dei malati. Fino a vent’anni fa non esistevano trattamenti per le sindromi mielodisplastiche ad eccezione della trasfusione di sangue. Oggi la cura di queste malattie è molto cambiata: gli ematologi sono molto più attenti a non sottovalutare l’anemia nei soggetti anziani, ci sono terapie innovative e nel complesso è assai migliorata la qualità di vita dei pazienti”.

Come affrontare le sindromi mielodisplastiche
Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria