Per le sindromi mielodisplastiche il trattamento è su misura

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Come un vestito cucito da un sarto di una grande “maison” di moda, così le cure per le sindromi mielodisplastiche vengono oggi “disegnate” su misura per ogni paziente dall’ematologo. “Il trattamento delle sindromi mielodisplastiche è diverso a seconda del grado di rischio che la malattia ha di evolvere in leucemia acuta – precisa Esther Oliva, Ematologa del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Nei pazienti a basso rischio si cura l'anemia con farmaci che sono in grado di stimolare e migliorare il processo che porta alla formazione di nuovi globuli rossi; quando l’anemia è severa si passa alla trasfusione di sangue e ai farmaci chiamati ferrochelanti, capaci di eliminare il ferro depositato in eccesso. Ai pazienti ad alto rischio più giovani, in buone condizioni e senza altre malattie e con un donatore geneticamente compatibile, si offre il trapianto di midollo osseo, mentre per i più anziani è disponibile la terapia con farmaci che riducono il fabbisogno di trasfusioni di sangue”.

Le terapie salvavita, fondamentali nella talassemia
Maria Domenica Cappellini, Professore di Medicina Interna Università degli Studi di Milano