Sanremo 2022, i Maneskin aprono le danze questa sera, pronti per 'chiudere un altro cerchio'

I vincitori del festival, lo scorso anno, con 'Zitti e buoni', sono gli attesissimi superospiti della gara canora

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Quanti "cerchi" devono chiudere i Maneskin in questa stagione? Uno, quello di X Factor, dove non avevano vinto ma avevano trionfato, l’hanno chiuso qualche mese fa, tornando da ospiti alla finale del talent di Sky tanto per dire che il "fattore X - che i votanti non avevano trovato in loro ma in Lorenzo Licitra - li aveva portati assai lontano. L’altro, quello della vittoria a Sanremo, lo arrivano a chiudere tra pochissimo, sul palco dell’Ariston, dopo un anno a dir poco incredibile, nel quale hanno travolto tutto e tutti.

I Maneskin, con Amadeus e Fiorello, vincitori a Sanremo 2021
I Maneskin, con Amadeus e Fiorello, vincitori a Sanremo 2021 
Un anno in cui - non stiamo esagerando - hanno cambiato il corso naturale delle cose. Nel senso che nessuno, prima di loro, era riuscito a fare quello che hanno fatto loro, arrivando dalla periferia dell’impero musicale angloamericano. Nessun italiano, ovviamente, ma nemmeno artisti francesi, tedeschi, solo gli Abba negli anni 70 erano riusciti con qualche singolo a entrare nella top ten statunitense, ma di certo non erano una rock band e non sono riusciti, in pochi mesi, a passare dallo status di band sconosciuta a quello di protagonisti dell'opening act dei Rolling Stones.

Certo, è tutto frutto dei tempi. Della velocità della comunicazione digitale, delle piattaforme di streaming che rendono ogni band ubiqua, che prendono atto dei gusti del pubblico in tempo reale, dei social network che stravolgono ogni possibile (e inutile) campagna di marketing. Ma al di la delle tecnologie e dei segni dei tempi, i Maneskin sono arrivati ovunque ai primi posti delle classifiche di ascolto, vendita, gradimento, soltanto sulla base di uno straordinario e planetario consenso popolare, “by popular demand”, perché piacciono al pubblico, in particolare a quello più giovane. Piacciono perché sono rock, nel senso più classico del termine, ovvero giovani, sfrontati, vitali, autonomi, energici e appassionati. Piacciono perché trasmettono un incontenibile senso di libertà, perché la loro bellezza non rientra nei canoni, perché sono sexy senza essere provocanti.

Il trionfo all'Eurovision
Il trionfo all'Eurovision 
Piacciono anche per la musica? Dipende. Ma mai come in questo caso, almeno dalle nostre parti, che il loro rock sia nuovo, originale, sorprendente non è particolarmente rilevante. Nel loro caso, come direbbe Totò, "è la somma che fa il totale". E' la band, concettualmente, a superare i limiti del genere, del suono, dell’immagine, dei testi, di qualsiasi altra cosa. La somma, l’insieme, parlano più chiaramente dei singoli elementi presi in considerazione. Il "messaggio" dei Maneskin è chiaro quando si guarda tutto nel suo complesso e i tanti piccoli pezzi del puzzle vengono chiari davanti alla vista come un'unica immagine.

Quindi il rock è solo parte del tutto. Una parte importante, comunque, perché il rock oggi tutto è tranne che mainstream, tranne che linguaggio di massa, specialmente tra i giovani che tendono a considerarlo un ferro vecchio del secolo passato. Proprio questa "minorità" ha reso i giovanissimi Maneskin fuori di testa ma diversi da loro. Diversi dai rapper, dai trapper, da chi si muove nell’universo urban o indie. Alternativi a tutto, insomma, e fuori dal tempo, suonano una musica vecchia e che sembrava inutilizzabile per raccontare la realtà, riportandola invece alla sua fondamentale alterità, rumorosa, eccessiva, glamour e immediata.

Tutto questo, un anno fa, è esploso sul palco di Sanremo dove quest’anno tornano come ospiti d’onore. Sarà curioso vedere quello che vorranno fare, sarà interessante capire come quest’anno di successi planetari li ha cambiati, se la loro unità di quartetto è rimasta tale, se la loro coerenza rock non è stata scalfita, se la loro gioventù è stata cancellata dalla stardom, se il mercato li ha già, anche solo in parte, fagocitati, trasformati in prodotto, in cartolina “rock” con l’immagine del mondo "alternativo" edulcorata per il pubblico dello streaming. O se invece, com’era un anno fa quando sono arrivati al Festival, i quattro di Monteverde sono rimasti tali. Decisi a fare quello che vogliono, come vogliono, dove vogliono. E a disegnare da soli il proprio destino.