✕

Sanremo 2022, Maneskin da standing ovation. "Qui siamo a casa". E Damiano piange

2 minuti di lettura

La diretta della seconda serata

Giunsero, videro, vinsero. E poi, un anno dopo tornarono, da trionfatori, dopo aver conquistato terre e popoli, da veri imperatori del mondo musicale. I Måneskin ieri sera a Sanremo hanno ribadito in maniera inequivocabile che 6 dischi di diamante, 133 platino e 34 oro a livello globale e quasi 4 miliardi di streaming totali sono solo l’inizio, che la strada è appena cominciata e l’unico limite sopra di loro è il cielo. Certo, è strano vedere il pubblico dell’Ariston, piuttosto tradizionalista, spellarsi le mani per quattro ventenni che non hanno nulla a che vedere con la “canzone italiana” che in teoria il Festival celebra. Ma i tempi sono cambiati, l’Italia della musica è diversa da quella di quattro o cinque anni fa e i Måneskin lo dimostrano senza equivoci. 

'Coraline', il testo del brano dei Måneskin che ha fatto commuovere Damiano (e il pubblico)

…

La diretta della seconda serata

Giunsero, videro, vinsero. E poi, un anno dopo tornarono, da trionfatori, dopo aver conquistato terre e popoli, da veri imperatori del mondo musicale. I Måneskin ieri sera a Sanremo hanno ribadito in maniera inequivocabile che 6 dischi di diamante, 133 platino e 34 oro a livello globale e quasi 4 miliardi di streaming totali sono solo l’inizio, che la strada è appena cominciata e l’unico limite sopra di loro è il cielo. Certo, è strano vedere il pubblico dell’Ariston, piuttosto tradizionalista, spellarsi le mani per quattro ventenni che non hanno nulla a che vedere con la “canzone italiana” che in teoria il Festival celebra. Ma i tempi sono cambiati, l’Italia della musica è diversa da quella di quattro o cinque anni fa e i Måneskin lo dimostrano senza equivoci. 

'Coraline', il testo del brano dei Måneskin che ha fatto commuovere Damiano (e il pubblico)

Amadeus li va a prendere davanti all’albergo con la golf car e li porta in teatro. E tutto quello che si è ascoltato prima sembra vecchio e polveroso: vestiti in nero, eleganti e sexy, sostenuti da uno spettacolare arrangiamento dell’orchestra, Damiano, Victoria, Ethan e Thomas accendono il turbo e fanno saltare in piedi anche la platea. Suonano con forza Zitti e buoni poi tornano una seconda volta con Coraline. Sono arrivati al Festival in un ruolo che negli anni passati è stato di Springsteen o dei Queen, ma cercano di volare basso, di non esagerare: «Per noi è vitale essere tornati qui, ci fa rimanere con i piedi ancorati a terra» dicono prima di salire in scena, «e Sanremo è casa. Siamo arrivati un anno fa senza alcuna aspettativa ma da quel momento è cambiato tutto improvvisamente. È passato un anno, abbiamo fatto il giro del mondo e siamo di nuovo qui a festeggiare tutto quello che ci è successo, sullo stesso palco, insieme al pubblico di Sanremo e con Amadeus, che per primo ha creduto in noi. Senza di lui tutto questo non sarebbe successo».

I Maneskin durante l'esibizione a Sanremo. In alto, la commozione di Damiano (ansa)

Sul palco dell’Ariston si muovono con la consueta sicurezza, anzi, qualcosa in più lo hanno evidentemente imparato all’università americana del rock’n’roll, sui palchi che hanno calcato, con le persone che hanno incontrato: «L’America è un posto incredibile, tutto va veloce e per noi lo è stato ancora di più. Quando arriviamo siamo sempre “gli Italiani” e ne siamo orgogliosi». E poi: «Gli Stati Uniti sono il paese delle opportunità, come si dice di solito, e forse è vero. Lo è per noi, in questo momento ce ne sta dando tante e non vogliamo perderne nemmeno una. Lavoriamo tutti i giorni per questo». 

I “Quattro di Monteverde” vivono una vita che non immaginavano di poter vivere quando solo un anno fa sono andati all’Ariston con Zitti e buoni. Come immaginare, infatti, dicono i ragazzi, «i consigli di Ed Sheeran davanti a una birra, il pranzo con Chris Martin, alla serata con Beck in giro per Los Angeles…». Roba da sogno, ma ancora nulla rispetto a quello che li aspetta quando suoneranno in tutte le grandi città europee e in festival internazionali come Coachella, Rock in Rio, Rock Am Ring, Lollapalooza, Reading & Leeds. E il 9 luglio arriveranno a Roma: «A casa, in un posto bellissimo, il più bello del mondo». 

Ma, come dicevamo, tutto questo è solo l’inizio, nelle prossime settimane la band si rimetterà a scrivere, a preparare le nuove canzoni, per crescere e arrivare ancora più in alto. Magari anche oltre il limite del cielo.