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Il MessagGino / 1: Mahmood e Blanco, che coppia

Gino Castaldo ci racconta il suo Festival di Sanremo
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A volte ci vuole davvero poco a fare la storia. Basta cantare una sublime e disarmante verità, bastano due uomini che sul palco del festival più antico del mondo cantano un duetto d’amore, pulito, emozionante, senza nulla a pretendere, senza nulla da dimostrare, senza ideologia. Non era mai successo, ed è bello che sia accaduto, è bello che un uomo abbia cantato a un altro uomo: “E tu scappi da qui, mi lasci così, nudo con i brividi, a volte non so esprimermi, e ti vorrei amare, ma sbaglio sempre, e ti vorrei rubare un cielo di perle”. È bello che l’abbiano fatto Mahmood e Blanco, come un fratello maggiore a fianco del suo talentuoso fratellino più giovane, e bello che ci sia stata tenerezza infinita, come gli uomini non sanno mai regalarsi tra di loro.

A volte ci vuole davvero poco a fare la storia. Basta cantare una sublime e disarmante verità, bastano due uomini che sul palco del festival più antico del mondo cantano un duetto d’amore, pulito, emozionante, senza nulla a pretendere, senza nulla da dimostrare, senza ideologia. Non era mai successo, ed è bello che sia accaduto, è bello che un uomo abbia cantato a un altro uomo: “E tu scappi da qui, mi lasci così, nudo con i brividi, a volte non so esprimermi, e ti vorrei amare, ma sbaglio sempre, e ti vorrei rubare un cielo di perle”. È bello che l’abbiano fatto Mahmood e Blanco, come un fratello maggiore a fianco del suo talentuoso fratellino più giovane, e bello che ci sia stata tenerezza infinita, come gli uomini non sanno mai regalarsi tra di loro.