Un alieno all'Ariston / 2: perdersi nella mappa scritta addosso
dal nostro inviato Maurizio Crosetti , dal nostro inviato Maurizio CrosettiL’alieno ancora non si è ripreso dall’emozione, lui è un cuore gentile e come i bambini resta agitato per tanto tempo, specialmente quando gli accade la sera, prima di andare a dormire. Però è contento, perché pensava di essere atterrato su un pianeta sconosciuto e forse ostile, temeva di sentirsi solo e invece ha già capito che il Festival è abitato da creature d’altri mondi non meno di lui. Per esempio, quella simpatica signora sulla nave, vestita da Pokémon o da Coronavirus, le è sembrata perfetta anche per il suo pianeta: potrebbero andarci insieme, sebbene quel posto non si raggiunga per mare.
L’alieno ancora non si è ripreso dall’emozione, lui è un cuore gentile e come i bambini resta agitato per tanto tempo, specialmente quando gli accade la sera, prima di andare a dormire. Però è contento, perché pensava di essere atterrato su un pianeta sconosciuto e forse ostile, temeva di sentirsi solo e invece ha già capito che il Festival è abitato da creature d’altri mondi non meno di lui. Per esempio, quella simpatica signora sulla nave, vestita da Pokémon o da Coronavirus, le è sembrata perfetta anche per il suo pianeta: potrebbero andarci insieme, sebbene quel posto non si raggiunga per mare.
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All’alieno è sembrato che alcuni di loro non abbiano nemmeno tanta voce. Poi, improvvisamente e come appunto accade ai bambini, l’alieno si è addormentato. Era già molto tardi, e non stava più succedendo niente. I due presentatori ripetevano sempre le stesse cose, e questo ha cullato il sonno dell’alieno. Si è svegliato di colpo: credeva fosse ancora la prima serata, si è agitato di nuovo, ha chiesto scusa ai vicini e invece ha scoperto che era appena cominciata la seconda. Poi si è rimesso a dormire.