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Sliding doors tra i due ct, il volo di Mancio a Londra nel 2016

Roberto Mancini, 56 anni, ct azzurro da maggio 2018 (ansa)
Cinque anni fa Roberto Mancini poteva diventare commissario tecnico dell'Inghilterra, ma alla fine la Football Association decise di confermare l'allenatore a interim Gareth Southgate. Cosa è successo dopo è sotto gli occhi di tutti
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La sera dell'8 ottobre 2016, defilato per quanto possibile ma comunque colto dalla fotocamera di un cellulare, Roberto Mancini apparve in tribuna a Wembley per seguire Inghilterra-Malta, match di qualificazione al Mondiale di Russia. Sam Allardyce, ct britannico di fresca nomina dopo la fine dell'esperienza Hodgson, aveva ballato una sola partita, la vittoria in Slovacchia del 4 settembre. Nei giorni successivi Big Sam era caduto nella trappola di due giornalisti del Telegraph che, fingendosi dirigenti sprovveduti, si erano fatti spiegare come aggirare le regole sul tesseramento dei giocatori. Con disarmante leggerezza il navigato tecnico glielo aveva illustrato, garantendo che con i vari trucchetti si potessero fare un sacco di soldi. Il giorno dopo la catastrofica pubblicazione dei suoi "consigli", Allardyce per decenza si era dimesso. La federcalcio londinese aveva allora nominato Gareth Southgate, l'allenatore dell'Under 21, ct a interim, iniziando nel fr…

La sera dell'8 ottobre 2016, defilato per quanto possibile ma comunque colto dalla fotocamera di un cellulare, Roberto Mancini apparve in tribuna a Wembley per seguire Inghilterra-Malta, match di qualificazione al Mondiale di Russia. Sam Allardyce, ct britannico di fresca nomina dopo la fine dell'esperienza Hodgson, aveva ballato una sola partita, la vittoria in Slovacchia del 4 settembre. Nei giorni successivi Big Sam era caduto nella trappola di due giornalisti del Telegraph che, fingendosi dirigenti sprovveduti, si erano fatti spiegare come aggirare le regole sul tesseramento dei giocatori. Con disarmante leggerezza il navigato tecnico glielo aveva illustrato, garantendo che con i vari trucchetti si potessero fare un sacco di soldi. Il giorno dopo la catastrofica pubblicazione dei suoi "consigli", Allardyce per decenza si era dimesso. La federcalcio londinese aveva allora nominato Gareth Southgate, l'allenatore dell'Under 21, ct a interim, iniziando nel frattempo a guardarsi in giro. Nessuno l'ha mai ammesso ufficialmente, ma quella sera Mancini era stato invitato dalla Football Association (e del resto, per quale altro motivo volare a Londra per vedere Inghilterra-Malta?): un mese prima aveva risolto il secondo contratto con l'Inter - i rapporti con Erick Thohir erano ai minimi storici - e i titoli vinti al primo giro con i nerazzurri e in seguito col Manchester City lo rendevano eleggibile per la massima panchina inglese.

Sliding doors come nessuna, questa storia, visto dove siederanno (poco) Mancini e Southgate questa sera. L'8 ottobre 2016 gli inglesi batterono Malta 2-0, qualche giorno dopo pareggiarono 0-0 in Slovenia, e il secco 3-0 alla Scozia del mese successivo convinse la FA che il sospirato ct inglese - un mantra che era già costato a Fabio Capello l'ostilità della critica - potesse essere lui. Con la consueta eleganza Mancini ripose le sue aspirazioni senza mai parlarne, e dopo un pareggio 2-2 in amichevole con la Spagna a Southgate venne tolto l'interim: c.t. a tempo pieno.

Il ct inglese Gareth Southgate, 50 anni (reuters)

Da parte sua Mancini, dopo una stagione di inattività, firmò a giugno 2017 per lo Zenit di San Pietroburgo, dove visse un'annata mediocre. Nel febbraio del 2018, durante la sosta del campionato russo, portò la squadra a Roma per lavorare in un clima tiepido, e un bel mattino, nella sala colazione dell'hotel Parco dei Principi dove soggiornavano, incrociò Alessandro Costacurta, da pochi giorni vice commissario della Figc dopo che il disastro della mancata qualificazione al Mondiale aveva travolto la gestione Tavecchio. Billy era l'uomo che doveva occuparsi del rilancio sportivo: il suo primo compito era quello di scegliere il nuovo ct, ma l'inesperienza lo faceva muovere con i piedi di piombo. Fin da subito aveva due nomi in testa, Ancelotti e Mancini, con una preferenza per il secondo perché sapeva che il primo - suo amico carissimo - era troppo legato ai ritmi quotidiani dei club.

Così, nelle colazioni con vista su villa Borghese, i due si comportarono come quegli innamorati che, pur lanciandosi dei segnali, stentano a fare il primo passo. Mancini era tesserato per lo Zenit, e Costacurta non voleva debuttare da dirigente infrangendo le regole. Così, un po' comicamente, a lungo i due parlarono soltanto in generale del compito che aspettava il nuovo ct, dei giocatori più interessanti in arrivo dalle Under, di come - per assurdo - Roberto avrebbe impostato il lavoro se fosse stato libero, cosa che evidentemente non era. Un'impasse spezzata dalla telefonata di un conoscente comune ("Roberto ha rescisso il contratto con lo Zenit") seguita da una rapida convocazione a Roma. Due giorni dopo l'ultima partita in Russia, Mancini veniva presentato come il commissario tecnico della rinascita azzurra. La stessa missione che sta compiendo Gareth Southgate, in finale all'Europeo dopo la semifinale mondiale. In tutta evidenza due allenatori che il destino, dopo qualche tentennamento, ha spedito sulle panchine giuste.