“Mi ha battuto solo per la ferita”. Matteo Signani si avvicina alla telecamera per esprimere il proprio disappunto dopo aver lasciato, sul ring di Wolverhampton, il titolo europeo dei pesi medi nelle mani dell’idolo di casa Tyler Denny. Uno scontro di teste, a nostro avviso provocato più dall’atteggiamento scorbutico di Denny, ma giudicato casuale dall’arbitro Wouters (non apparso proprio all’altezza della situazione), ha indirizzato il match proprio nella fase in cui il 44enne giaguaro romagnolo stava entrando con decisione nel match. La ferita al sesto round, il maestro Gordini ha concesso a Signani il settimo per provarci, poi all’inizio dell’ottavo la decisione di lasciar perdere.
Peccato, perché Signani in quel paio di occasioni in cui era riuscito a piazzare i suoi colpi corti, aveva spaventato Denny. Non è un fenomeno il britannico, e probabilmente il titolo europeo rappresenterà il punto massimo della carriera. Però è veloce, si muove molto sul ring ed ha anche un certo senso della praticità: non a caso, appena Signani cercava di portare il match sul proprio terreno, legava immediatamente, complice anche l’atteggiamento permissivo dell’arbitro.
Il quinto round è stato quello della speranza per Signani, che ha messo in difficoltà l’avversario con un gancio sinistro, il sesto doveva essere quello della riscossa e invece si è trasformato in quello della beffa. Per il guardia costiera, anche per questioni anagrafiche, potrebbe essersi trattato dell’ultimo match della carriera. Ma considerando l’andamento del match e una notevole integrità fisica del giaguaro, non è da escludere qualche clamoroso ripensamento.
La Femina sconfitto da Davies a Manchester
Serata negativa per la boxe italiana. A 100 km di distanza, a Manchester, Vincenzo La Femina ha vanamente tentato la conquista del titolo europeo dei supergallo, battuto per kot alla quinta ripresa dal britannico Liam Davies. Un incontro che ha evidenziato la differenza tra il movimento anglosassone e quello italiano. Entrambi i pugili si presentavano imbattuti, ma è apparsa fin troppo evidente l’abitudine del campione ad una boxe maggiormente competitiva. La Femina è piaciuto molto dal punto di vista caratteriale: non è andato a contenere i danni ma ha provato a prendersi il titolo contro un pugile già ben posizionato della classifiche mondiali e inevitabilmente destinato ad una sfida iridata. Non ha invece per nulla convinto dal punto di vista tattico, affrontando con la guardia troppo bassa le fasi chiave della sfida. Una concessione pericolosa con uno come Davies, pugile completo, dal maggiore allungo, veloce e anche potente.
Incontro emozionante soprattutto nella terza ripresa, quando un gancio di Davies ha messo giù l’italiano, che però nello scambio successivo ha piazzato a sua volta un colpo corto mettendo a terra il rivale. Nel quarto round, un La Femina ancora all’attacco veniva centrato da un altro gancio di incontro che gli infliggeva il secondo atterramento. Il viatico per la fine del match, nel round seguente, decretata dall’arbitro – intelligentemente – dopo una serie di colpi precisi e violenti di Davies.