Boxe, per Magnesi una sconfitta drammatica: kot con Rikiishi a ventisei secondi dalla fine

Magnesi stremato all'angolo dopo il match: Rikiishi lo va a salutare
Magnesi stremato all'angolo dopo il match: Rikiishi lo va a salutare 

Finisce prima del limite alla dodicesima e ultima ripresa la semifinale mondiale dei superpiuma. Match straordinario che l’italiano stava conducendo ai punti prima dell’epilogo

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Ventisei secondi. Sarebbe bastato resistere in piedi, imbrigliare in qualche modo l’azione dell’avversario, e Michael Magnesi si sarebbe guadagnato il diritto di sfidare il texano O’Shaquie Foster per il mondiale Wbc dei superpiuma. Ma a quel punto del match, ventisei secondi erano una eternità: a Magnesi erano rimaste solo risorse morali, non ne aveva più nè dal punto di vista tecnico, nè tantomeno da quello fisico. Masanori Rikiishi, pugile vero, verissimo, venuto dal Giappone, stava colpendo un bersaglio immobile e incapace di difendersi. L’arbitro panamense Hector Afu a quel punto ha detto basta decretando il ko tecnico quando la dodicesima e ultima ripresa era al tramonto. Lo avesse fatto un po’ prima avrebbe risparmiato al pugile di Cave una punizione a quel punto inutile.

Sul ring di Colleferro il pugilato ha mostrato come bellezza e drammaticità sul ring finiscano spesso per andare d’accordo. Il match è stato stupendo, come in Italia se ne vedono pochi: non a caso era una semifinale mondiale per la sigla più prestigiosa, la Wbc. Magnesi, più basso di quasi 10 centimetri rispetto al suo avversario, non ha perso tempo sfoderando un match notevole. Per due terzi del match ha accorciato la distanza, è entrato spesso nella guardia del giapponese, ha boxato con lucidità, ha fatto sentire la pesantezza dei suoi colpi.

Rikiishi ha dato l’idea di essere un osso duro già nel secondo round, quando ha incrociato Magnesi con un sinistro facendogli per un attimo il filo dell’incontro. Ma il pugile di casa stava andando meglio tanto da meritare il netto vantaggio che dopo 8 round. Con quel margine di punti (4 in tutti i cartellini), Magnesi poteva girarsene al largo. Non lo ha fatto, continuando a scambiare, troppo.

Il vento dell’incontro è girato al decimo round, quando Magnesi ha accettato uno scambio folle: una serie incredibile di colpi a viso aperto. “Stai sul ring, non per strada” gli hanno detto arrabbiatissimi dall’angolo. E avevano ragione. L’italiano ne è uscito con il serbatoio delle energie svuotato, il giapponese ha ripreso uno slancio insospettabile fino a pochi secondi prima.

L’ultima parte del match è stata a senso unico. Rikiishi a dimostrato di essere un bel campione, sapeva di poter vincere solo mettendo giù il suo avversario, ma non si è gettato in una caccia insensata, Ha attaccato senza sprecare colpi, è stato chirurgico. Alla dodicesima ripresa ha atterrato Magnesi prima con un gancio destro, quindi con un diretto sinistro. Il Lupo Solitario si è rialzato celermente, d’istinto e d’orgoglio. Poteva forse sfruttare meglio il conteggio dell’arbitro per riprendere mezza energia in più. Ma anche quella mezza non gli sarebbe bastata. Rikiishi lo ha investito con una serie di colpi, l’arbitro gliene poteva risparmiare parecchi, poi si è finalmente reso conto che quei ventisei secondi potevano diventare una pericolosa eternità.

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