“Non ce l’ho fatta, il mio avversario è stato migliore. Ma continuerò”. Sono parole cariche di orgoglio quelle di Anthony Joshua, ma la sensazione è che stavolta la sua carriera sia proprio finita. La notte che doveva sancire il suo ritorno dopo 3 anni sul trono mondiale dei pesi massimi (nella versione Ibf, le altre tre sigle le detiene Oleksandr Usyk) si è trasformata in un calvario. Daniel Dubois lo ha demolito dopo cinque riprese elettriche, in cui ogni colpo è stato scagliato senza domani. AJ sul ring ha mostrato la stessa fierezza mostrata nelle dichiarazioni: si è piegato, ha provato in tutti i modi a non spezzarsi. Si è rialzato tre volte, alla fine un destro corto terrificante al quinto round lo ha schiantato: al tappeto con il viso in avanti, con le gambe che non rispondevano più ai comandi della volontà.
Dubois stupisce i 96.000 di Wembley
Insomma, la notte di Joshua si è trasformata in quella di Dubois. Il 27enne di Greenwich si presentava sfavorito dal pronostico, ma sul suo biglietto da visita c’era scritto 20 ko su 21 vittorie, campanello sinistro per un pugile come AJ che nella mascella di vetro ha sempre avuto il suo punto debole. “E’ stato un viaggio lungo per arrivare dove sono adesso. Sono un guerriero, voglio la rivincita con Usyk (l’ucraino che nell’estate dell’anno scorso lo ha battuto prima del limite, ndr)”. Usyk e Fury (che a Riad si affronteranno nella rivincita il prossimo 21 dicembre) erano a bordo ring, parte di uno spettacolo straordinario. Il miniconcerto di Liam Gallagher nel giorno del suo compleanno n.52, i 96.000 di Wembley, il gotha della boxe mondiale concentrato a Londra. Un po’ tutti erano lì attirati dal pugle più mediatico del pianeta, ma alla fine hanno ammirato Dubois.
Un match segnato sin dal primo round
Il match ha preso la sua strada in poche battute. Dubois ha infatti centrato Joshua con un destro alla mascella infliggendogli il primo knock down in apertura. AJ dal quel momento non si è più ripreso, incapace di opporre una fase difensiva decente. Ha tenuto nel secondo round, è andato ancora al tappeto nel terzo e nel quarto. Nel quinto ha tirato fuori tutto quello che gli era rimasto dentro. Un destro ha scosso Dubois, che ha traballato per qualche secondo ma poi ha sgretolato quel barlume di fiducia che il 35enne di Watford stava ritrovando con un tremendo destro corto. Joshua dice di non mollare, il suo manager afferma che sarà fatta valere la clausola di rivincita. I colori però sono quelli del tramonto.