✕

Guido Vianello sul ring a Philadelphia: “Ho vissuto nel quartiere di Rocky per ritrovare stimoli”

Ascolta l'audio

Il peso massimo romano affronta nella notte tra sabato e domenica il canadese Barriere: “Dopo la sconfitta con Torrez mi sono messo in castigo, è dal 5 maggio che faccio allenamenti massacranti”
1 minuti di lettura

“Ho affittato una casa in periferia, a 50 metri da quella di Rocky. All’angolo c’è un bar, nel film era la palestra dove sono state fatte le riprese degli allenamenti”. A Philadelphia ci sono due statue che testimoniano un legame indissolubile con la boxe. Una raffigura il pugile mai esistito ma reso immortale al cinema da Sylvester Stallone. L’altra è dedicata a Joe Frazier, che era nato nella Carolina del Sud ma che nella città della Pennsylvania aveva il suo quartiere generale e faceva fumare il sacco con il suo terrificante gancio sinistro. Nella notte tra sabato e domenica (diretta su Dazn) sul ring ci sarà di Guido Vianello, 31 anni, romano. Contro il canadese Alexis Barriere (12 match con altrettante vittorie, 10 per ko), dovrà rilanciare la sua carriera dopo la sconfitta ai punti dello scorso aprile con l’argento olimpico di Tokyo Richard Torrez. Era il match che avrebbe dovuto proiettarlo ai vertici della categoria più difficile e affascinante, quella dei pesi massimi.

…

“Ho affittato una casa in periferia, a 50 metri da quella di Rocky. All’angolo c’è un bar, nel film era la palestra dove sono state fatte le riprese degli allenamenti”. A Philadelphia ci sono due statue che testimoniano un legame indissolubile con la boxe. Una raffigura il pugile mai esistito ma reso immortale al cinema da Sylvester Stallone. L’altra è dedicata a Joe Frazier, che era nato nella Carolina del Sud ma che nella città della Pennsylvania aveva il suo quartiere generale e faceva fumare il sacco con il suo terrificante gancio sinistro. Nella notte tra sabato e domenica (diretta su Dazn) sul ring ci sarà di Guido Vianello, 31 anni, romano. Contro il canadese Alexis Barriere (12 match con altrettante vittorie, 10 per ko), dovrà rilanciare la sua carriera dopo la sconfitta ai punti dello scorso aprile con l’argento olimpico di Tokyo Richard Torrez. Era il match che avrebbe dovuto proiettarlo ai vertici della categoria più difficile e affascinante, quella dei pesi massimi.

Guido Vianello 

Guido, tanti match tra Las Vegas e New York. Adesso la prima volta a Philadelphia.
“Si, ho svolto a Londra una parte intensa di preparazione, poi mi sono trasferito qui con un certo anticipo. Volevo respirare la città”.

Che atmosfera ha trovato?
“I posti di Rocky sono oggettivamente emozionanti. Sono andato a correre vicino al ponte dove è stata girata una scena famosissima del film. Però ho anche colto delle contraddizioni. Se giri l’angolo giusto è tutto bello, se imbocchi quello sbagliato trovi degli zombie, gente ridotta quasi a vegetale dalla droga”.

C’è una sua foto sotto la statua di Rocky. Si è fatto anche la scalinata di corsa?
“Solo una parte, qui fa un gran caldo e non avevo l’abbigliamento giusto. Mi aspettavo parecchi gradi in meno”.

La sconfitta con Torrez è stata un passo indietro proprio nel momento della possibile svolta della carriera. Cosa è successo?
“Non ho saputo gestire l’ambiente, la pressione, tutta la gente che scandiva ‘Usa Usa’ per il mio avversario. E poi l’arbitro che permetteva il suo pugilato e limitava il mio. Ma niente scuse, dovevo essere più bravo”.

Vianello scaglia un diretto sinistro al volto di Torrez 

Cosa ha fatto dopo quel match?
“Mi sono messo in castigo, chiedendo al mio allenatore Simone D’Alessandri e a Giovanni de Carolis (il dt della nazionale azzurra, ndr), che dopo quella sconfitta è entrato nello staff, un allenamento distruttivo”.
E loro cosa le hanno risposto?
“Mi hanno accontentato. Sedute massacranti, 20 riprese di sparring a settimana. E tutto questo a partire dal 5 maggio. A un certo stavo quasi per mollare, ma ho resistito”.
E’ quindi lecito attendersi un Vianello supercarico?
“Non so neanche io come reagirò a un periodo di lavoro così lungo e intenso. Ma a sensazione non vorrei essere nei panni di Barriere…”

Leggi i commenti