In verità il tiki taka degli Spagnoli abbinato alla tendenza difensiva dei Portoghesi mi ispirava poco, tanto più che in precedenza avevo assistito alla partita assai tediosa tra Uruguay ed Egitto. Invece stimolato da mia figlia curiosa per il blasone dei protagonisti mi sono messo a guardare il match. Grande partita. Emozionante piena di colpi di scena, forse la migliore del mondiale di Putin.
Tengo per i Portoghesi. Grande popolo. Gentili, calmi, disponibili, un po' tristi. Fortunati, hanno l'oceano ed un clima invidiabile. Mangiano ben, bevono meglio.
La partita è un assolo di Cristiano Ronaldo. Tre gol prestazione maiuscola. CR7 è un vero divo, spettacolo nello spettacolo. Una star assoluta e si atteggia come tale. Sa benissimo che tutte le inquadrature sono per lui e per il pubblico di tutto il globo si esibisce come sempre in una serie di facce da grande attore del cinema. Urla continuamente contro gli arbitri che gli danno contro, contro gli gli avversari che lo marcano senza rispetto, contro i compagni che non lo assistono, non gli passano la palla, non fanno quello che vuole lui. Con Ronaldo non deve essere certo facile andare d'accordo. Ma che delizia vederlo giocare. Busto eretto, Velocissimo nella corsa. Quando stacca di testa, sale altissimo e rimane sospeso, sfidando la legge di gravità.
I comportamenti da istrione sonno tutti una finta. Alla fine CR7 non serba rancore per nessuno. E se un fan invade il campo gabbando il servizio d'ordine, per farsi un selfie con lui, CR7 blocca generoso i servizi di sicurezza pronti a cacciare l'intruso e si presta al ritratto con il tifoso emozionato in lacrime.
Ma ritorniamo al derby iberico e consideriamo il gol del pareggio finale. Mancano circa 10 minuti al termine dell'incontro. La Spagna sopra di un gol è l'assoluta padrona del campo ed i suoi giocatori tikitakano in attesa della fine del match. I Portoghesi sono alla frutta. Lancio lungo dalla difesa lusitana, CR7 si avventa sulla palla, la difende, finchè Piquè non lo butta giù. Punizione dal limite dell'area. L'esecutore non viene neppure messo in discussione. Clima da film western, quelli di Sergio Leone per intenderci. Mezza Spagna schierata in barriera. Telecamere sul viso di Ronaldo, tiratissimo, concentratissimo, quasi in meditazione yoga. La tensione è quasi insopportabile. CR7 calcia, la sfera telecomandata oltrepassa il muro umano e si infila tra palo e traversa. Tiro di estrema precisione e potenza. Tre a tre. Gli spagnoli restano di sasso. sullo slancio il Portogallo attacca ancora, ma vincere sarebbe troppo. Il pareggio pirotecnico fissa il risultato del derby iberico.
Gli Spagnoli erano andati sotto subito in apertura, a causa di un rigore casato da Nacho e trasformato da Ronaldo. Poi la Spagna aveva iniziato a giocare. L'esonero di Lupetegui a 2 giorni dall'inizio della manifestazione mondiale aveva gettato i tifosi spagnoli nella disperazione. In panchina siede dunque Hierro, il secondo, con l'aria un po' smarrita. Ma i campo i senatori Busquets, Silva e soprattutto Iniesta comandano le operazioni e giocano a memoria, Con il loro palleggio ipnotico dominano a centrocampo rintronando avversari e pubblico. In avanti Isco e Diego Costa sono assai insidiosi. Diego Costa alla mezz'ora prima tramortisce Pepe, poi si destreggia tra due difensori portoghesi ed assesta il diagonale del pareggio. Prima della fine del tempo la palla transita dalle parti di CR7, che la dirotta in porta di sinistra. Il portiere spagnolo De Gea si impapera, 2 a 1 per i Lusitani.
Nel secondo tempo gli spagnoli continuano il loro palleggio estenuante. La Spagna sopra o sotto di uno o più gol gioca sempre nello stesso modo. La tattica comunque premia e prima Diego Costa sotto misura e poi Nacho in diagonale ribaltano il risultato. Poi ci pensa Ronaldo. Che bella partita.
Tengo per i Portoghesi. Grande popolo. Gentili, calmi, disponibili, un po' tristi. Fortunati, hanno l'oceano ed un clima invidiabile. Mangiano ben, bevono meglio.
La partita è un assolo di Cristiano Ronaldo. Tre gol prestazione maiuscola. CR7 è un vero divo, spettacolo nello spettacolo. Una star assoluta e si atteggia come tale. Sa benissimo che tutte le inquadrature sono per lui e per il pubblico di tutto il globo si esibisce come sempre in una serie di facce da grande attore del cinema. Urla continuamente contro gli arbitri che gli danno contro, contro gli gli avversari che lo marcano senza rispetto, contro i compagni che non lo assistono, non gli passano la palla, non fanno quello che vuole lui. Con Ronaldo non deve essere certo facile andare d'accordo. Ma che delizia vederlo giocare. Busto eretto, Velocissimo nella corsa. Quando stacca di testa, sale altissimo e rimane sospeso, sfidando la legge di gravità.
I comportamenti da istrione sonno tutti una finta. Alla fine CR7 non serba rancore per nessuno. E se un fan invade il campo gabbando il servizio d'ordine, per farsi un selfie con lui, CR7 blocca generoso i servizi di sicurezza pronti a cacciare l'intruso e si presta al ritratto con il tifoso emozionato in lacrime.
Ma ritorniamo al derby iberico e consideriamo il gol del pareggio finale. Mancano circa 10 minuti al termine dell'incontro. La Spagna sopra di un gol è l'assoluta padrona del campo ed i suoi giocatori tikitakano in attesa della fine del match. I Portoghesi sono alla frutta. Lancio lungo dalla difesa lusitana, CR7 si avventa sulla palla, la difende, finchè Piquè non lo butta giù. Punizione dal limite dell'area. L'esecutore non viene neppure messo in discussione. Clima da film western, quelli di Sergio Leone per intenderci. Mezza Spagna schierata in barriera. Telecamere sul viso di Ronaldo, tiratissimo, concentratissimo, quasi in meditazione yoga. La tensione è quasi insopportabile. CR7 calcia, la sfera telecomandata oltrepassa il muro umano e si infila tra palo e traversa. Tiro di estrema precisione e potenza. Tre a tre. Gli spagnoli restano di sasso. sullo slancio il Portogallo attacca ancora, ma vincere sarebbe troppo. Il pareggio pirotecnico fissa il risultato del derby iberico.
Gli Spagnoli erano andati sotto subito in apertura, a causa di un rigore casato da Nacho e trasformato da Ronaldo. Poi la Spagna aveva iniziato a giocare. L'esonero di Lupetegui a 2 giorni dall'inizio della manifestazione mondiale aveva gettato i tifosi spagnoli nella disperazione. In panchina siede dunque Hierro, il secondo, con l'aria un po' smarrita. Ma i campo i senatori Busquets, Silva e soprattutto Iniesta comandano le operazioni e giocano a memoria, Con il loro palleggio ipnotico dominano a centrocampo rintronando avversari e pubblico. In avanti Isco e Diego Costa sono assai insidiosi. Diego Costa alla mezz'ora prima tramortisce Pepe, poi si destreggia tra due difensori portoghesi ed assesta il diagonale del pareggio. Prima della fine del tempo la palla transita dalle parti di CR7, che la dirotta in porta di sinistra. Il portiere spagnolo De Gea si impapera, 2 a 1 per i Lusitani.
Nel secondo tempo gli spagnoli continuano il loro palleggio estenuante. La Spagna sopra o sotto di uno o più gol gioca sempre nello stesso modo. La tattica comunque premia e prima Diego Costa sotto misura e poi Nacho in diagonale ribaltano il risultato. Poi ci pensa Ronaldo. Che bella partita.