Qatar, i Mondiali degli stadi mezzi vuoti: guasti tecnici e poco pubblico, ecco perché
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciDOHA - Negli occhi di chi c'era, resterà indelebile l'immagine dello stadio di Al Bayt che dall'intervallo in poi si svuota. Come non fosse stata la partita inaugurale del Mondiale, come un match di bassa serie A a maggio, a giochi fatti. Era il sintomo di qualcosa che rischia di diventare ripetitivo, nel corso del torneo.
Usa-Galles con lo stadio mezzo vuoto
Le informazioni ufficiali raccontano di una percentuale di biglietti venduti intorno al 97%. A entrare negli stadi sembra una stima almeno generosa. Magari quella tra Stati Uniti e Galles non era la partita più attesa del giorno, ma al Bin Ali Stadium di Al Rayyan - che poi, più che una città, è un quartiere periferico di Doha - i posti vuoti si facevano notare molto. In ogni settore, disegnando un mosaico pieno di interruzioni e di tessere mancanti, nella cornice luminosa di un impianto da 200 milioni di dollari. E non per le selezioni all'ingresso: sono stati fatti…
DOHA - Negli occhi di chi c'era, resterà indelebile l'immagine dello stadio di Al Bayt che dall'intervallo in poi si svuota. Come non fosse stata la partita inaugurale del Mondiale, come un match di bassa serie A a maggio, a giochi fatti. Era il sintomo di qualcosa che rischia di diventare ripetitivo, nel corso del torneo.
Usa-Galles con lo stadio mezzo vuoto
Le informazioni ufficiali raccontano di una percentuale di biglietti venduti intorno al 97%. A entrare negli stadi sembra una stima almeno generosa. Magari quella tra Stati Uniti e Galles non era la partita più attesa del giorno, ma al Bin Ali Stadium di Al Rayyan - che poi, più che una città, è un quartiere periferico di Doha - i posti vuoti si facevano notare molto. In ogni settore, disegnando un mosaico pieno di interruzioni e di tessere mancanti, nella cornice luminosa di un impianto da 200 milioni di dollari. E non per le selezioni all'ingresso: sono stati fatti abbandonare dei cappelli arcobaleno ai tifosi gallesi dalla "tournament security force", il servizio di sicurezza della Coppa del Mondo, se così si può definire, composto da lavoratori immigrati che opera negli stadi. Ma nessuno è rimasto fuori. E allora, perché?
Cancelli aperti a tutti in Olanda-Senegal
Anche in Olanda-Senegal gli spazi vuoti rubavano l'occhio. C'è chi, sui social, ipotizza che lo stadio fosse vuoto per un quarto addirittura. E pensare che - lo ha raccontato il giornale spagnolo Marca - prima dell'inizio per un guasto ai tornelli i cancelli sono stati aperti a chiunque avesse la Hayya card, un permesso concesso solo a chi abbia acquistato almeno un biglietto per il Mondiale. Eppure doveva essere forse, almeno da un punto di vista sportivo, la partita più ricca di contenuti, considerato che chi ha acquistato i tagliandi per tempo - come avviene in circostanze come i Mondiali - certo non poteva immaginare che sarebbe mancato il Pallone d'Argentino (perdonate la licenza) Sadio Mané, uno dei migliori giocatori del pianeta. Ma evidentemente, Doha non ha convinto un numero sufficiente di persone a imbarcarsi per seguire questo strano Mondiale autunnale. Vuoi per i costi. Vuoi per le scarsissime garanzie in termini di diritti. E magari anche perché, come cantavano gli ecuadoriani la prima notte Mondiale, i tifosi "vogliono la birra". Praticamente introvabile, però, nella terra dei "no".