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Eden Hazard in azione durante la sfida con Panama (afp)

Belgio, Hazard vuole il Mondiale: ''Arriviamo agli ottavi, poi tutto può succedere''

Il giocatore del Chelsea guida un gruppo ricco di talento che in Russia vuole lasciare il segno

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SOCHI - C'è un campione sottotraccia, al Mondiale, e c'è una Nazionale che vuole vincere il torneo, senza sbandierarlo troppo. Il campione è Eden Hazard, fantasista del Chelsea corteggiato dal Real Madrid, e la Nazionale è il Belgio, la squadra ad alta concentrazione di talento, che ha iniziato col piede giusto: il 3-0 al Panama, dopo un primo tempo bloccato, è stato deciso proprio dal talento di Hazard, Mertens, De Bruyne, Lukaku e perfino Courtois, con una parata decisiva sull'1-0.
Hazard, siete partiti come volevate?
"Non proprio. Abbiamo cominciato a giocare come dovevamo soltanto all'inizio del secondo tempo. In pratica abbiamo regalato tre quarti d'ora agli avversari. La prossima volta dobbiamo ricordarci che le partite cominciano dal primo minuto. Però il modo in cui abbiamo giocato dopo l'intervallo, in effetti, è stato confortante".
Quindi?
"Quindi il nostro obiettivo resta quello di arrivare il più lontano possibile. Abbiamo ottimi giocatori e dopo gli ottavi di finale, in un Mondiale, tutto può succedere. Arriviamo agli ottavi, intanto. Uscire ai quarti dell'Europeo ci ha fatto un po' male".
Quattro anni fa, in Brasile, usciste ai quarti con l'Argentina.
"Nel frattempo siamo diventati più solidi, abbiamo giocatori più solidi sotto ogni punto di vista. Non ce ne sono solo 4-5, siamo 23 giocatori di qualità".
Lei è la stella della squadra, meno celebrata dei 4-5 campioni più famosi: che cosa si aspetta dal suo Mondiale? 
"Personalmente io mi sento bene, nella condizione giusta, e  voglio fare un grande Mondiale. Credo di poterci riuscire".
Il debutto l'ha soddisfatta?
"Ho fatto buona partita. Soprattutto, sono stato sempre dentro il gioco. Io devo creare azioni, magari provocare qualche ammonizione. Certo, mi sarebbe piaciuto segnare, ma sarà per la prossima volta".
La  sensazione è che il Belgio non abbia ancora messo il piede sull'acceleratore.
"Abbiamo rotto il ghiaccio. Dopo il primo tempo eravamo un po' contrariati, perdevano troppi duelli individuali. Ci siamo detti che era ora di darci una mossa".
Per lei, nel finale, c'è stata un'emozione particolare quando è entrato suo fratello Thorgan.
"Beh sì, ne abbiamo parlato. Non capita tutti i giorni che due fratelli giochino insieme in un Mondiale. Ma i più contenti saranno i nostri genitori, per noi in fondo è stata una partita, ovviamente speriamo che ne arrivino altre".
Sull'azione del secondo gol, lei ha smesso di passare il pallone a Lukaku.
"Non è che io abbia scelto di passare la palla a Kevin De Bruyne invece che a Lukaku per qualche ragione particolare: in quel momento uno fa la cosa che gli sembra migliore per lo sviluppo dell'azione".
Ha sgridato Lukaku?
"No, gli ho parlato nell'intervallo: nel primo tempo si nascondeva un po', là davanti. Gli ho detto di svegliarsi, stavamo giocando uno in meno e non possiamo permettercelo, per quanto ci siano tanti giocatori forti. Lui ha cominciato a entrare nel gioco e il risultato si è visto subito. Quando uno come Lukaku entra nel gioco, può fare gol in qualunque momento e infatti ne ha segnati due. Ma ora abbiamo partite più difficili, dobbiamo continuare così".