Dominik Fischnaller bronzo nello slittino a Pechino 2022
dalla nostra inviata Alessandra Retico , dalla nostra inviata Alessandra ReticoQuattro anni per annullare due millesimi. Nel budello di ghiaccio di Yanqing, il più lungo al mondo, Dominik Fischnaller corre contro il destino che nel 2018 gli negò il podio a PyeongChang e si prende il bronzo sullo slittino nel singolo maschile. Il carabiniere altoatesino, 28 anni, è il primo degli umani dietro agli imprendibili: oro del tedesco Johannes Ludwig, argento all'austriaco Wolfgang Kindl.
E' la terza medaglia per l'Italia in due giorni di Olimpiadi a Pechino e la prima olimpica per gli azzurri nella specialità da Sochi 2014 quando Armin Zoeggeler, col bronzo e sesta medaglia a Cinque Cerchi (mai nessuno come lui) chiuse la sua carriera in sella alla slitta per prendere la guida della nazionale. E infatti Armin è a bordo ghiaccio e urla, lui poco avvezzo a manifestazioni esagerate: abbraccia quello che da un decennio è considerato il suo erede e solleva la sua astronave azzurra in alto.
Aggrappata al ghiaccio, …
Quattro anni per annullare due millesimi. Nel budello di ghiaccio di Yanqing, il più lungo al mondo, Dominik Fischnaller corre contro il destino che nel 2018 gli negò il podio a PyeongChang e si prende il bronzo sullo slittino nel singolo maschile. Il carabiniere altoatesino, 28 anni, è il primo degli umani dietro agli imprendibili: oro del tedesco Johannes Ludwig, argento all'austriaco Wolfgang Kindl.
E' la terza medaglia per l'Italia in due giorni di Olimpiadi a Pechino e la prima olimpica per gli azzurri nella specialità da Sochi 2014 quando Armin Zoeggeler, col bronzo e sesta medaglia a Cinque Cerchi (mai nessuno come lui) chiuse la sua carriera in sella alla slitta per prendere la guida della nazionale. E infatti Armin è a bordo ghiaccio e urla, lui poco avvezzo a manifestazioni esagerate: abbraccia quello che da un decennio è considerato il suo erede e solleva la sua astronave azzurra in alto.
Aggrappata al ghiaccio, Dominik l'ha lasciata per tutte e quattro le manche della gara, mantenendo sempre la terza posizione e difendendola dagli attacchi alle spalle del tedesco Loch, poi 4°. Run pulita e velocità sostenuta, oltre i 133 km all'ora, quella conclusiva che stavolta lo porta dove merita, a differenza della Corea del sud nel 2018 quando mancò il bronzo per due millesimi. Una rivincita, per un ragazzo che ha abbandonato il calcio per dedicarsi a quella che è una questione di famiglia: è fratello minore di Hans Peter, anche lui slittinista, e cugino di Kevin Fischnaller, altro slittinista della nazionale, che la gara di Dominil l'ha dovuta guardare in un Covid hotel a Pechino dove è stato isolato dopo essere stato trovato positivo.
Anche per lui, Dominik esulta. "E' una medaglia che vale tanto dopo 4 anni difficili da quando l'ho persa a PyeongChang. Per questo la dedico a me stesso oltre che alla mia famiglia. Anche qui sono stati giorni difficili dopo quello che è successo a mio cugino Kevin. E' una medaglia anche per lui, mi è mancato". Ma attorno aveva tutta la famiglia dello slittino, a cominciare da Zoeggeler: "Quanto è importante Armin? Tantissimo, lo è per me e per tutta la squadra".
"E' una medaglia alla quale tenevamo tantissimo" dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ancora in quarantena nel suo albergo dopo la positività al Covid. "Ci avevamo puntato già quattro anni fa, purtroppo in Corea Dominik fu beffato per soli due millesimi di secondo. Oggi si è preso la sua grande rivincita. Un saluto anche allo sfortunato Kevin al quale dò appuntamento tra quattro anni a Cortina. Sono felice per Dominik, per Armin, per la Federazione. Hanno lavorato seriamente e duramente in questi anni e oggi possiamo dire che l'Italia ha trovato l'erede di Zoeggeler, soprattutto in prospettiva Milano Cortina 2026. Considerando che in Italia non abbiamo una pista, questa medaglia si può definire quasi un miracolo". E il frutto della resistenza.