Curling, l'isola in Scozia dove nascono le stones
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - È uno degli sport più curiosi delle Olimpiadi invernali: due squadre di quattro giocatori ciascuna che lanciano pietre sul ghiaccio, facendole scivolare verso una specie di meta, coadiuvati da "spazzini" che ripuliscono freneticamente la superficie con piccole scope per diminuire la resistenza del suolo a questa sorta di pesantissima palla. Via di mezzo tra gli scacchi e le bocce, il curling è diventato una competizione ufficiale dei Giochi soltanto dal 1998, ma ha origini antichissime: si presume che sia stato inventato nella Scozia medievale intorno al 1541. E proprio da un'isola disabitata della Scozia provengono tutte le pietre con cui si gioca a Pechino in questi giorni.
"I libri di storia ci dicono che da almeno duecento anni le pietre per il curling vengono da una cava di granito dell'isola di Ailsa Craig", dice alla Bbc Jimmy Wyllie, direttore di Kays Curling, una piccola azienda scozzese specializzata nella produzione…
LONDRA - È uno degli sport più curiosi delle Olimpiadi invernali: due squadre di quattro giocatori ciascuna che lanciano pietre sul ghiaccio, facendole scivolare verso una specie di meta, coadiuvati da "spazzini" che ripuliscono freneticamente la superficie con piccole scope per diminuire la resistenza del suolo a questa sorta di pesantissima palla. Via di mezzo tra gli scacchi e le bocce, il curling è diventato una competizione ufficiale dei Giochi soltanto dal 1998, ma ha origini antichissime: si presume che sia stato inventato nella Scozia medievale intorno al 1541. E proprio da un'isola disabitata della Scozia provengono tutte le pietre con cui si gioca a Pechino in questi giorni.
"I libri di storia ci dicono che da almeno duecento anni le pietre per il curling vengono da una cava di granito dell'isola di Ailsa Craig", dice alla Bbc Jimmy Wyllie, direttore di Kays Curling, una piccola azienda scozzese specializzata nella produzione di questi levigati dischi di roccia.
Situata a 16 chilometri dalla costa della Scozia occidentale, con un'estensione di appena 99 ettari, l'isola ha un faro, nessun abitante e appartiene al nono marchese di Ailsa, che l'ha messa in vendita ma non ha ancora trovato acquirenti, a parte un imprenditore indiano che ne ha rilevato un pezzetto per farci costruire sopra quattro cottage, mai utilizzati: voleva farci un albergo a cinque stelle ma il progetto non è decollato. Dalla sua cava sono estratti due tipi di microgranito, il "commn green" e il "blue hone", che combinati insieme producono le sfere perfettamente lisce per il curling. A questo provvede la Kays Curling, basata a Mauchline, una cittadina di 4 mila abitanti a sud di Glasgow: fondata nel 1851, la fabbrica ha continuato ininterrottamente a produrre pietre da curling, diventandone il fornitore ufficiale per le Olimpiadi da quando questo sport è stato introdotto ufficialmente ai Giochi.
Il 72enne Wyllie ha cominciato a lavorare nell'azienda quando aveva 15 anni e non ha ancora smesso. Ciascuna pietra da curling, anche detta disco, pesa fra 17 e 19 chilogrammi e viene dotata di un manico, fissato nella parte superiore da un bullone, con il quale il giocatore la lancia sul ghiaccio e le imprime una rotazione. Gli operai della Kays producono mediamente una pietra all'ora, per un totale di 38 alla settimana. Senonché il loro compito è in via di estinzione: il granito dell'isola è di una specie unica, che si trova soltanto lì, i diritti sulla cava appartengono alla stessa famiglia di aristocratici scozzesi dal 1560, ma l'ultima estrazione di granito è avvenuta nel 2002, anno in cui il governo autonomo di Edimburgo ha inserito l'isola tra le aree protette, facendone una riserva faunistica. La cava ha dovuto chiudere, ma alla Kays Curling hanno abbastanza granito per continuare a soddisfare tutti gli ordini ancora per un po'.
Molto popolare pure in Canada, negli Stati Uniti e in Scandinavia, il curling si gioca anche con pietre originate altrove, in particolare nel nord del Galles, per cui non c'è rischio che il curling rimanga senza. Fino a Pechino 2022, tuttavia, a livello olimpico lo sport delle lastre di granito lanciate sul ghiaccio ha dovuto tutto a una sperduta isoletta della Scozia.