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Bergamo, il cane Belle, la passione per la fotografia: le certezze di Sofia Goggia

L'abilità comunicativa, i rapporti non sempre facili con le altre sciatrici, un po' di scaramanzia. I punti di forza della vicecampionessa olimpica della discesa libera
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Per compiere un'impresa come quella di Sofia Goggia, argento olimpico a 23 giorni dall'infortunio al ginocchio, servono determinazione, coraggio, sacrificio e un pizzico di incoscienza. Nel periodo di preparazione a un evento importante come i Giochi i punti di riferimento devono essere saldi come piloni di cemento armato perché niente deve distrarre dall'obiettivo. Quelli di Goggia sono l'aria della sua Bergamo, il cane Belle che non voleva farla partire per la Cina e la passione per la fotografia, di cui la campionessa dà sfoggio su Instagram. Ma nel bagaglio della vita di Sofia ci sono anche gli infortuni, le rinunce, rapporti di non sempre facile gestione.

Bergamo …

Per compiere un'impresa come quella di Sofia Goggia, argento olimpico a 23 giorni dall'infortunio al ginocchio, servono determinazione, coraggio, sacrificio e un pizzico di incoscienza. Nel periodo di preparazione a un evento importante come i Giochi i punti di riferimento devono essere saldi come piloni di cemento armato perché niente deve distrarre dall'obiettivo. Quelli di Goggia sono l'aria della sua Bergamo, il cane Belle che non voleva farla partire per la Cina e la passione per la fotografia, di cui la campionessa dà sfoggio su Instagram. Ma nel bagaglio della vita di Sofia ci sono anche gli infortuni, le rinunce, rapporti di non sempre facile gestione.

Bergamo nel cuore e nel casco

Bergamo è nel cuore di Goggia, ma è anche rappresentata nel casco con cui gareggia. La sua città non è solo la comfort zone dove riparare nei periodi di pausa da gare e allenamenti. Oltre alla famiglia, gli amici, le passeggiate, la quiete domestica, c'è un rapporto viscerale che la pandemia e il dolore hanno rafforzato. Lei e l'altra fuoriclasse bergamasca, Michela Moioli, hanno rappresentato le speranze di ripartenza di una città intera dopo i lutti e le file dei camion con le bare. In qualunque parte del mondo si trovi, dopo qualsiasi risultato, di fronte alle telecamere un saluto a Bergamo non manca mai. Il suo cuore è ovviamente nerazzurro e batte per l'Atalanta.

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Il cane Belle

Quando Goggia ha annunciato di volerci provare, di partire per Pechino, nella Instagram story si vedeva un cane che tentava di entrare in una valigia, speranzoso di seguire la sua amica del cuore in capo al mondo. Quella è Belle, la guardia del corpo di Sofia quando non scia, visto che la segue ovunque, sempre in cerca di attenzioni e coccole.

I social network e le fotografie

Sofia è bravissima a comunicare attraverso i social network. Foto, post o video, ogni suo aggiornamento lascia il segno. Un'altra arte la sta pian piano imparando, ed è quella della fotografia. Il suo profilo Instagram contiene delle prove di questa passione. Chissà se, dopo la carriera sportiva, Goggia deciderà di approfondire ulteriormente.

La pista da sci preferita

Sofia sente sempre dire che "quella di oggi è una pista da Goggia". E spesso risponde dicendo che "quando sto bene tutte sono piste da Goggia". Ma ce n'è una, in realtà, che ama più di ogni altra: l'Olympia delle Tofane a Cortina. Sia per il tracciato che per il paesaggio.

Il tappo di lambrusco

Goggia un po' scaramantica? Forse. Dopo la vittoria di PyeongChang in Coppa del mondo, nel 2017, conservò il tappo della bottiglia di lambrusco che le avevano dato. Un anno dopo, in occasione delle Olimpiadi, se lo è portato dietro ed è divenuta campionessa olimpica. Dopo l'argento di Pechino ha invece raccontato che, prima di imbarcarsi per la Cina, ha baciato quella medaglia e l'ha separata da quelle vinte in Coppa del mondo, per lasciare spazio a un eventuale nuovo cimelio. Quel vuoto in bacheca verrà riempito.

Gli infortuni

La carriera di Sofia Goggia è stata anche segnata da infortuni gravi. Capitano, certo, ma Sofia è un'atleta che non si risparmia mai, non calcola, quindi il rischio aumenta. Il primo, al ginocchio, nell'estate del 2009, con una ricaduta nel 2010. Nel febbraio 2012, in Coppa Europa, lo stiramento dei legamenti collaterali di entrambe le ginocchia e la frattura del piatto tibiale. Il resto sono imprevisti accaduti quando Sofia era già divenuta Goggia: la frattura del malleolo nel 2018, quella del radio nel 2020, la distorsione al ginocchio del 2021. Fino alla caduta del 23 gennaio 2022, che non le ha però impedito di vincere l'argento olimpico a Pechino.

Sofia e le altre: il rapporto con Moioli e Vonn

Per sua stessa ammissione Goggia si preoccupa più che altro di sé e del proprio mondo. Tutto quello che ruota intorno conta relativamente. Anche per questo in pista, oltre alla rivalità sportiva che porta a confrontarsi e scontrarsi, c'è poco altro. Ha un buon rapporto con Michela Moioli, di cui si è detta "orgogliosa" quando l'ha sostituita come portabandiera durante la cerimonia d'apertura dei Giochi. E poi c'è Lindsey Vonn, di otto anni più grande, che Goggia ha sfidato e alla fine battuto. Un passaggio di consegne generazionale da cui è nata una bella amicizia. Le due, alla fine di ogni gara che le ha viste protagoniste, hanno divertito il pubblico con sketch e battute. Nel mondo di Sofia, del resto, i sorrisi non mancano neanche nei periodi più difficili.