Pechino, aperti i Giochi olimpici invernali. Gli azzurri sfilano in mantella tricolore, braciere acceso da un'atleta uigura

L'Italia dietro alla portabandiera Michela Moioli, penultima davanti alla Cina. Due settimane di gare, chiusura il 20 febbraio. Al "Nido d'uccello" solo tremila spettatori per le rigide norme anti Covid. Putin applaude gli atleti russi. Il presidente del Cio Bach cita John Lennon: "Give peace a chance"
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PECHINO — La ventiquattresima Olimpiade invernale è iniziata. La cerimonia d'apertura dei Giochi di Pechino 2022, blindata per le rigide norme anti Covid volute dalla Cina, si è tenuta al "Nido d'uccello", lo stadio costruito per le Olimpiadi 2008, con una capienza al 60 per cento. La capitale cinese è la prima città al mondo ad aver ospitato sia l'edizione estiva che quella invernale. A differenza di quattrodici anni fa, hanno preso parte tremila comparse, e non quindicimila.

Novantuno nazioni partecipanti, esordio per Arabia Saudita e Haiti. L'Italia, rappresentata da 118 atleti, sfila in mantella tricolore e mascherina guidata dalla portabandiera Michela Moioli, campionessa in carica nello snowboard che ha sostituito l'infortunata Sofia Goggia. Il presidente del Cio Thomas Bach cita John Lennon nel suo discorso: "Date una chance alla pace". Poi l'accensione del braciere: due atleti, tra cui una della minoranza uigura, la fondista Diniger Ylamuijang, sono stati gli ultimi dei 1.200 tedofori che hanno portato la fiaccola negli ultimi tre giorni attraverso i luoghi delle gare di questi Giochi.

Pechino 2022, dentro allo stadio che ospita la cerimonia di apertura

La cerimonia

Il conto alla rovescia è partito da 24, secondo il calendario lunare in cui ogni mese è diviso in due Jie Qi (periodi). Ognuno dei 24 periodi, che durano due settimane, ha un nome che corrisponde al rapporto dei cinesi con la natura. I nomi dei mesi sono stati stilizzati abbinandoli a immagini degli sport invernali. Il countdown termina con una celebrazione della primavera, la vita nuova che segue il gelo, e un'esplosione di verde. Poi i fuochi d'artificio con la parola "Spring".

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Le telecamere inquadrano Xi Jinpging e Bach mentre la bandiera cinese passa fra le mani di cinesi di 56 etnie diverse, tra cui gli uiguri. Viene issata la bandiera e viene eseguito l'inno nazionale della Repubblica Popolare Cinese, la Marcia dei Volontari. Il direttore della cerimonia inaugurale è Zhang Yimou, regista di Lanterne Rosse. Ha guidato un team operativo con un solo straniero, il consulente creativo Scott Givens.

La cerimonia spettacolare prosegue con l'omaggio al Fiume Giallo: una goccia d'inchiostro cinese si trasforma in un flusso d'acqua azzurra che sgorga dal cielo. Dall'acqua emerge un blocco di ghiaccio su cui vengono proiettati i nomi della città che hanno ospitato i Giochi invernali in passato. Sei giocatori di hockey giocano con un puck virtuale, il ghiaccio si rompe e si scioglie e compaiono i Cinque Cerchi, tutto grazie alla tecnologia laser. Sotto, gli atleti delle 91 nazioni che parteciperanno ai Giochi.

La prima nazione a sfilare è la Grecia, come da tradizione: è la culla dei Giochi. La sua delegazione è di cinque atleti, i portabandiera sono Maria Ntanou e Apostolos Angelis, entrambi atleti di cross-country.

Poi tocca a Turchia, Malta e Madagascar, l'ordine segue l'alfabeto cinese. L'Italia sfila per penultima, in quanto organizzerà i Giochi del 2026 a Milano e Cortina. Ultima la Cina. Molti Paesi hanno scelto due portabandiera, per gli azzurri Moioli che sostituisce Goggia, infortunata e in cerca di un miracoloso recupero per partecipare alla discesa del 15 febbraio. Dei 118 atleti delle delagazione sfileranno solo 50, gli altri sono già concentrati sulle gare di domani.

La sfilata prosegue con Malesia, Ecuador, Eritrea. Poi la Giamaica con Jazmine Fenlator-Victorian (bob) e Benjamin Alexander (sci alpino). Dopo Belgio e Giappone (124 atleti) è la volta di Taipei/Taiwan, con quattro atleti (Yu ting Huang e Ping-jui Ho i porta bandiera), e di Hong Kong, con tre partecipanti e il portabandiera Sidney Chu (short track). Il pubblico cinese applaude le due squadre.

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Seguono Danimarca, Ucraina, Uzbekistan e il Brasile, che ha 11 atleti ma sfila solo con i portabandiera, Jaqueline Mourao e Edson Iuques Bindilatti. Mourao, ciclista ma anche atleta di biathlon e cross-country, è una dei due atleti ad aver partecipato anche a Pechino 2008. Dopo di loro, sui led illuminati del pavimento, Pakistan, Israele, Timor Est, Macedonia del Nord, Lussemburgo e Bielorussia.

Poi è la volta dell'India col portandandiera Arif Mohd Khan. Come gli Usa, il Paese boicotterà diplomaticamente i Giochi e non trasmetterà le gare in diretta. Ecco anche Lituania, Nigeria, Ghana, Canada e San Marino. I portabandiera del Monte Titano sono Anna Torsani e Matteo Gatti, entrambi dello sci alpino. Per il Kyrgyzstan lo sciatore Maksim Gordeev. Quindi Armenia, Spagna, Liechtenstein (due atleti in totale). Anche l'Iran presenta due portabandiera: la sciatrice Atefeh Ahmadi e il collega Hossein Saveh Shemshaki. Seguono Ungheria, Islanda, Andorra, Finlandia e Croazia.

È poi la volta dell'Arabia Saudita, Paese esordiente ai Giochi invernali insieme ad Haiti. Il portabandiera è Fayik Abdi, slalomista che si è presentato con il costume tradizionale. Seguono Albania, Argentina, Azerbaigian con Vladimir Litvintsev (pattinaggio di figura) e Lettonia. La bandiera della Gran Bretagna è in mano a Dave Ryding, che a 35 anni ha vinto lo slalom di Kitzbuehel, primo successo britannico in coppa del mondo, e Eve Muirhead, bronzo nel curling a Sochi.

Dopo la Romania sfilano gli atleti russi, senza la bandiera nazionale per la squalifica dopo i casi di doping ma con quella del Roc, il comitato olimpico russo, sotto gli occhi di Vladimir Putin, che ha incontrato Xi Jinping prima della cerimonia. Il portabandiera è Vadim Shipachyov, uno degli hockeisti oro a PyeongChang che cantarono l'inno nazionale nonostante il bando della Russia per doping.

Sfilano la Francia con Tessa Worley e Kevin Rolland, la Polonia, Porto Rico (la portabandiera è Kellie Delka dello skeleton, con William Flaherty dello sci), Bosnia-Erzegovina e Bolivia. Poi è la volta della Norvegia, la nazionale da battere, prima del nel medagliere all-time dei Giochi invernali inseguita dagli Stati Uniti. I portabandiera norvegesi sono Kjetil Jansrud, rivale di Dominik Paris, e Kristin Skaslien del curling, battuta qualche ora prima dall'Italia. Seguono Kazakistan, Kosovo, Bulgaria.

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Ecco gli Stati Uniti, le Isole Vergini e Samoa, col portabandiera Nathan Crumpton che sfida il freddo a torso nudo. Tocca poi a Thailandia, Paesi Bassi, Georgia, Colombia, Trinidad & Tobago e Perù. Nello stadio suona la marcia dell'Aida, prima dell'ingresso in pista di Irlanda, Estonia, Haiti, Repubblica Ceca, Filippine, Slovenia, Slovacchia, Portogallo, Corea del Sud, Montenegro, Cile, Austria, Svizzera (168 atleti, il quinto contingente qui a Pechino), Svezia, Mongolia (con i due portabandiera in abiti tradizionali), Nuova Zelanda, Serbia.

Per Cipro il portabandiera è lo sciatore Yianno Kouyoumdjian, per il Messico il pattinatore Donovan Carrillo e la sciatrice Sarah Schleper, e poi il Libano con Manon Ouaiss e Cesar Arnouk, due sciatori. La Germania, salutata dal presidente del Cio Bach, ha scelto Claudia Pechstein (speed skating) e il bobbista Francesco Friedrich. Doina Descalui (slittino) porta la bandiera della Moldova, Arnaud Alessandria quella del Principato di Monaco, Yassine Aouich quella del Marocco.

Terzultima a sfilare l'Australia poi, finalmente, è il momento dell'Italia, con una mantella che ricorda una bandiera: l'omaggio voluto da Giorgio Armani per il tricolore. Molto concentrata Michela Moioli nel suo ruolo di portabandiera, in onore anche dell'amica Sofia Goggia che avrebbe dovuto essere al suo posto questa sera prima dell'infortunio di Cortina. Tra gli azzurri saluta e sorride Marta Bassino, nel gruppo si riconosce anche il pattinatore Daniel Grassl. In tribuna si alza e saluta Federica Pellegrini, per la prima volta dall'altra parte come membro del Cio. Un colpo d'occhio bellissimo. Alla sfilata 50 atleti sui 118 che gareggeranno (ottava delegazione più numerosa a Pechino).

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Chiude la sfilata la Cina padrona di casa, salutata dal presidente Xi, in piedi sorridente.Cinesi in tenuta rigorosamente rossa e bandierine al vento. Poi la chiusura della cerimonia con un altro effetto laser spettacolare: enormi fiocchi di neve che cadono sul pavimento azzurro, ognuno con all'interno il nome di uno dei 91 Paesi partecipanti. Ogni fiocco diverso dall'altro, per rappresentare l'unicità di ogni nazione.

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Bach cita John Lennon: "Give peace a chance"

Il presidente del Cio Bach ha preso la parola, lanciando un appello nel nome di John Lennon e del suo "Give peace a chance": "La missione olimpica è questa: unirci in una competizione pacifica, costruendo sempre ponti, mai erigendo muri. Unendo l'umanità in tutte le sue diversità. Questa missione è fortemente sostenuta dall'Assemblea delle Nazioni Unite, che ha adottato la risoluzione sulla tregua olimpica. In questo spirito olimpico di pace mi appello a tutte le autorità politiche del mondo, affinché si impegnino in questa tregua olimpica". Una chiaro riferimento alle tensioni di queste settimane, soprattutto sul confine tra Russia e Ucraina. "Give peace a chance" la citazione del numero uno del Cio.

Malagò isolato in albergo: "Ma anche in tv è un'emozione unica"

Il presidente del Coni Giovanni Malagò, ancora positivo al Covid, ha seguito la cerimonia in un albergo a poche centinaia di metri dallo stadio. "La cerimonia d'apertura è sempre un'emozione indescrivibile, unica e ogni volta che la vedi, dal vivo o in televisione, come è toccato a me, capisci perché le Olimpiadi sono l'unico spettacolo al mondo globalizzante. Mi sono molto emozionato a vedere sfilare Michela Moioli con la bandiera. L'ho sentita al telefono poco prima dell'ingresso in campo. Era tesa ma felice. La squadra era elegantissima con la mantella disegnata da Giorgio Armani. Il tricolore è sempre da brividi".

La staffetta finale della fiaccola

Il primo a entrare nello stadio con la fiaccola olimpica è Luo Zhihuan, primo cinese campione del mondo negli sport invernali (pattinaggio di velocità 1963). A seguire i campioni olimpici cinesi Zhang Hui, Li Jiajun, Shen Xue, Han Xiaopeng e Zhang Hong. il gigantesco fioco di neve col nome di tutte le nazioni partecipanti si alza col fuoco olimpico all'interno mentre i bambini figuranti compongono un cuore.