Le uova di Yan Wengang, il pane di Klaebo, il tavolo di Malagò: i Giochi in dieci storie
dal nostro inviato Mattia Chiusano , dal nostro inviato Mattia ChiusanoPECHINO - Dieci storie, dieci immagini non passate in tv. Nell'Olimpiade di Pechino appena finita, coperta da maratone televisive eppure immensa e un po' inesplorata, come ogni edizione dei Giochi. Prima di chiuderla definitivamente negli archivi, ecco dieci flash dai campi e dalle zone in cui 91 nazioni sono scese su neve e ghiaccio con alterne fortune.
La Norvegia vince anche a scacchi
Ormai la vera superpotenza delle Olimpiadi invernali è un paese di cinque milioni di abitanti: la Norvegia, che ha raccolto 16 ori, 8 argenti e 13 bronzi (e alle estive aveva pure il recordman dei 400 hs Warholm e l'oro dei 1500 Ingebrigtsen). Un successo così rischia di dare alla testa, e qualche segnale già si manifesta. Quando a Birk Ruud, campione olimpico del Freeski big air, è stato chiesto il segreto del suo paese, la risposta è stata: "Beh, noi abbiamo il campione del mondo degli scacchi". Si chiama Sven Magnus Øen Carlsen, e a …
PECHINO - Dieci storie, dieci immagini non passate in tv. Nell'Olimpiade di Pechino appena finita, coperta da maratone televisive eppure immensa e un po' inesplorata, come ogni edizione dei Giochi. Prima di chiuderla definitivamente negli archivi, ecco dieci flash dai campi e dalle zone in cui 91 nazioni sono scese su neve e ghiaccio con alterne fortune.
La Norvegia vince anche a scacchi
Ormai la vera superpotenza delle Olimpiadi invernali è un paese di cinque milioni di abitanti: la Norvegia, che ha raccolto 16 ori, 8 argenti e 13 bronzi (e alle estive aveva pure il recordman dei 400 hs Warholm e l'oro dei 1500 Ingebrigtsen). Un successo così rischia di dare alla testa, e qualche segnale già si manifesta. Quando a Birk Ruud, campione olimpico del Freeski big air, è stato chiesto il segreto del suo paese, la risposta è stata: "Beh, noi abbiamo il campione del mondo degli scacchi". Si chiama Sven Magnus Øen Carlsen, e a Pechino non c'era.
Il re è caduto, viva il re
Il giorno in cui il Main Media Center di Pechino ha registrato l'attività più frenetica in conferenza stampa non c'era un vincitore, ma uno sconfitto. Quarto alla fine, lui che aveva vinto a Sochi e PyeongChang. Ma Yuzuru Hanyu non è un mito appannato per i giapponesi, che anzi continuano a idolatrarlo tra media e pubblico che segue ogni sua esibizione nel pattinaggio di figura. E mentre si esercita per diventare il primo uomo a completare il quadruplo axel, ai suoi fan a Pechino ha mandato a dire: "Il re delle Olimpiadi sono io".
Dieci uova al giorno
Tra I tanti campioni cinesi celebrati a ogni ora del giorno, ce n'è anche uno che vi può mandare dritti dal gastroenterologo. Si chiama Yan Wengang, e quando è entrato nel team di skeleton pesava 68 chili, troppo pochi. Ecco la sua ricetta per potenziarsi: "In due anni ho mangiato tanto, fino a dieci uova per volta. Sono riuscito a raggiungere gli 80 chili e li ho mantenuti". Fino alla medaglia di bronzo, in attesa della prossima gastroscopia.
Gli ultimi saranno con i primi
Ripetendo un gesto di trent'anni fa di Alberto Tomba (ma sicuramente non lo sapeva, perché è nato pochi giorni prima nel '92), il campione finlandese Ilvo Niskanen ha celebrato l'ultimo classificato della gara che ha vinto, la 15 km tecnica classica. Al colombiano Carlos Andres Quintana, 95° al traguardo, si è avvicinato e ha detto: "Ben fatto, complimenti". In conferenza stampa ha poi spiegato che "bisogna rispettarsi a vicenda tra atleti". Un gesto nobile che fa capire che l'Olimpiade non è una gara di Coppa del mondo, ed è aperta anche ad atleti che vengono da lontano.
La cucina dello chef di Cortina
Nell'Olimpiade della bolla, del closed loop in cui non era nemmeno possibile attraversare la strada, gli azzurri hanno seguito un percorso fino a Casa Italia che più del solito si è rivelato una seconda cerimonia di premiazione, diretta dallo chef cortinese Fabio Pompanin. Chi si adattava chi no alla cucina del Villaggio, ma per tutti quella tappa significava un carico di calorie che sapeva di casa e famiglia. Visto l'etereo Daniel Grassl con un ricco piatto di melanzane grigliate, ed è qui che Francesca Lollobrigida ha consumato quattro cacio e pepe, sentendosi poi male, ma non al punto di non salire sul podio della mass start del 19 febbraio.
Social Bob Media
Formare un equipaggio di bob significa trovare qualcuno che rischia la vita insieme a te, e magari con un movimento giusto o sbagliato può determinare conseguenze positive o disastrose. Ma in tempi di social media, poteva mancare alle Olimpiadi l'equipaggio formato su Instagram? "Ho appena iniziato a fare delle ricerche sulle persone e ho trovato Andre (Marcano)" ha spiegato Axel Brown, pilota del bob di Trinidad tornato ai Giochi dopo vent'anni. "Lui è un corridore veloce con un buon peso corporeo, e ho detto 'hey'".
Il tavolo di Malagò
Lo ha rivelato il presidente del Coni Giovanni Malagò, a lungo recluso in un Covid hotel e rimasto isolato dagli atleti anche nei giorni successivi: "Quando andavo alle gare entravo in un'area riservata attrezzata con molti tavoli vuoti, mi sedevo ad uno, completamente da solo, ma arrivava subito l'addetto che mi indicava quale dei tanti tavoli fosse destinato a me". Pechino non sarà ricordata per la sua flessibilità.
L'attimo in cui Arianna Fontana
Vince, divora record e si lamenta, la sua benzina da quando aveva 15 anni. Ma lo fa con aria un po' malinconica, in genere, rievocando i momenti in cui lei e il marito Anthony hanno combattuto soli contro il mondo. Ma c'è stato un attimo in cui la freccia del ghiaccio ha deciso di varcare il confine, estremizzando talmente la situazione e mettendo forse le premesse per quel "tavolo della pace" da cui potrebbe partire la sua corsa verso Milano-Cortina. Quando le è stato chiesto se fosse tra i quattro staffettisti medaglia di bronzo quello che voleva farla cadere in allenamento, lei ha cambiato sguardo nella zona mista del Capital Indoor Stadium, poi ha deciso di dire "sì". Chi non litiga non va d'accordo, si dice, e forse quel momento di rottura un giorno riscriverà la storia.
Il pane di Klaebo non basta
Ha preso due ori, un argento e un bronzo, poteva vincere di più ma è sempre ben avviato per diventare il più grande fondista della storia. "Quando viaggio, ho una borsa con l'attrezzatura, e poi ho un'altra piena solo del mio pane", ha spiegato Johannes Hoesflot Klaebo, citando il prezioso alimento preparato dalla nonna per la sua intolleranza al glutine. La cura dell'alimentazione non lo ha protetto però completamente durante un'Olimpiade lunga e stressante: "La scorsa notte non ho dormito per niente. Andavo in bagno più di quanto dormissi. Non so cosa fosse" ha detto prima della 50km mass dalla quale si è poi ritirato.
Quando Ireen era come una mucca
È l'olandese più vincente di tutti i tempi. A 35 anni Ireen Wust ha conquistato la sesta medaglia d'oro olimpica nel pattinaggio di velocità, per un totale di 13 podi in una corsa cominciata a Torino 2006. Un ricordo che l'ha portata a rievocare il suo debutto: "Quando avevo 19 anni, era come una festa. Mi sentivo come una bambino in un negozio di dolciumi. Mi stavo davvero godendo il Villaggio Olimpico, e le stesse Olimpiadi. Nei Paesi Bassi abbiamo le mucche e in primavera escono per la prima volta. Ecco, io mi sentivo così".