MILANO - Come previsto la Banca centrale europea non ha tagliato i tassi d'interesse, lasciandoli fermi all'1%. Per il presidente della Bce, Mario Draghi, "il passo di espansione economica rimane moderato e le previsioni rimangono deboli e incerte". L'inflazione è attesa al di sopra del 2% per alcuni mesi, poi tornerà sotto i target. "I rischi per l'economia arrivano anche dalla crisi dei debiti sovrani", ha aggiunto Draghi nel suo discorso.
Su questo fronte, tuttavia, la tensione sullo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi si allenta con il differenziale di rendimento in forte calo a quota 480 punti base. Il decennale rende il 6,582%, il quinquennale il 5,672% e il biennale il 4,113%.
Piazza Affari ha chiuso la giornata in crescita del 2,09%, trascinata dai titoli bancari con Unicredit (+12,59%) in testa, e torna sopra la soglia psicologica dei 15mila punti. A rendere ancora migliore la giornata sono poi giunte le parole del portavoce del Fondo monetario internazionale che ha lodato le misure varate dal governo, sottolineando che si è trattato di "passi importanti per ricostruire la fiducia, alimentare la crescita e rimettere il debito sulla giusta traiettoria".
Altrove in Europa Parigi perde lo 0,08%, Francoforte guadagna lo 0,42% e Londra perde lo 0,22% dopo il profit warning di Tesco.
Wall Street si muove in ribasso con il Dow Jones a -0,3%, S&P500 a -0,2% e il Nasdaq sulla parità. Non buone le notizie dall'economia reale: nella settimana terminata il 7 gennaio le richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate di 24mila unità a 399mila. Le stime erano per un aumento di sole 8mila unità. Chiusura, alla fine, in territorio positivo, con il Dow Jones che guadagna lo 0,17 per cento, a 12.471,02 punti; il Nasdaq che sale dello 0,51 per cento a 2.742,70 punti; e lo S&P 500 che sale dello 0,23 per cento, a 1.295,50 punti.
A spingere l'ottimismo era stato in mattinata il successo dell'asta Bot: il Tesoro ha collocato tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi (gennaio 2013) nell'asta di oggi con rendimenti in picchiata al 2,735% dal 5,952% dell'ultima asta. Il governo ha anche collocato 3,5miliardi di Bot semestrali con il tasso in netto calo all'1,644% dal precedente 3,251%. Gli investitori hanno ben interpretato, quindi, il positivo incontro di ieri, a Berlino, tra Mario Monti e il cancelliere tedesco Angela Merkel, disposta a incrementare la dotazione del fondo Salva Stati permanente e a puntare di più sulla crescita. Dal canto suo, Monti ha chiesto all'Europa di fare la sua parte per contribuire a far scendere drasticamente i tassi italiani.
La Spagna, nel frattempo, ha collocato sul mercato 9,986 miliardi di titoli a 3 e 4 anni, il doppio dell'obiettivo di 5 miliardi.
Ancora debole l'euro a 1,2752 nei confronti del dollaro. In rosso le Borse asiatiche con Tokyo che ha ceduto lo 0,74%. Hong Kong lo 0,30%, Shanghai lo 0,05%. In controtendenza Seul a +1,03%.
All'inizio della seduta a New York, il barile si attesta in rialzo, sull'aumentare delle preoccupazioni per l'offerta globale. Ad alimentare il timore sono in particolare le tensioni in Iran e uno sciopero in Nigeria. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 101,78 dollari al barile, in aumento di 90 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.
Su questo fronte, tuttavia, la tensione sullo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi si allenta con il differenziale di rendimento in forte calo a quota 480 punti base. Il decennale rende il 6,582%, il quinquennale il 5,672% e il biennale il 4,113%.
Piazza Affari ha chiuso la giornata in crescita del 2,09%, trascinata dai titoli bancari con Unicredit (+12,59%) in testa, e torna sopra la soglia psicologica dei 15mila punti. A rendere ancora migliore la giornata sono poi giunte le parole del portavoce del Fondo monetario internazionale che ha lodato le misure varate dal governo, sottolineando che si è trattato di "passi importanti per ricostruire la fiducia, alimentare la crescita e rimettere il debito sulla giusta traiettoria".
Altrove in Europa Parigi perde lo 0,08%, Francoforte guadagna lo 0,42% e Londra perde lo 0,22% dopo il profit warning di Tesco.
Wall Street si muove in ribasso con il Dow Jones a -0,3%, S&P500 a -0,2% e il Nasdaq sulla parità. Non buone le notizie dall'economia reale: nella settimana terminata il 7 gennaio le richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate di 24mila unità a 399mila. Le stime erano per un aumento di sole 8mila unità. Chiusura, alla fine, in territorio positivo, con il Dow Jones che guadagna lo 0,17 per cento, a 12.471,02 punti; il Nasdaq che sale dello 0,51 per cento a 2.742,70 punti; e lo S&P 500 che sale dello 0,23 per cento, a 1.295,50 punti.
A spingere l'ottimismo era stato in mattinata il successo dell'asta Bot: il Tesoro ha collocato tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi (gennaio 2013) nell'asta di oggi con rendimenti in picchiata al 2,735% dal 5,952% dell'ultima asta. Il governo ha anche collocato 3,5miliardi di Bot semestrali con il tasso in netto calo all'1,644% dal precedente 3,251%. Gli investitori hanno ben interpretato, quindi, il positivo incontro di ieri, a Berlino, tra Mario Monti e il cancelliere tedesco Angela Merkel, disposta a incrementare la dotazione del fondo Salva Stati permanente e a puntare di più sulla crescita. Dal canto suo, Monti ha chiesto all'Europa di fare la sua parte per contribuire a far scendere drasticamente i tassi italiani.
La Spagna, nel frattempo, ha collocato sul mercato 9,986 miliardi di titoli a 3 e 4 anni, il doppio dell'obiettivo di 5 miliardi.
Ancora debole l'euro a 1,2752 nei confronti del dollaro. In rosso le Borse asiatiche con Tokyo che ha ceduto lo 0,74%. Hong Kong lo 0,30%, Shanghai lo 0,05%. In controtendenza Seul a +1,03%.
All'inizio della seduta a New York, il barile si attesta in rialzo, sull'aumentare delle preoccupazioni per l'offerta globale. Ad alimentare il timore sono in particolare le tensioni in Iran e uno sciopero in Nigeria. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 101,78 dollari al barile, in aumento di 90 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.