MILANO - L'accordo per evitare il fallimento della Grecia è ancora lontano e i mercati sembrano avere poca fiducia nello stabilizzarsi della situazione economica e monetaria dell'Eurozona e nel calo dei rendimenti dei debiti sovrani.
Per il primo ministro italiano, Mario Monti, "le tensioni sui mercati, determinate dalla situazione greca e poi dal declassamento di un ampio numero di stati, compresa l'italia da parte di Standard&Poor's, si sono lentamente attenuate, come dimostra la discesa dello spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi che tuttavia rimane oscillante e che denota ancora un quadro che, se pur lontano dai massimi, è ancora quadro di persistente turbolenza".
Lo spread tra Btp e Bund decennali è in salita e si attesta intorno ai 430 punti. La Germania resta il bene rifugio per eccellenza come dimostra l'asta per i titoli a 30 anni: Berlino ha collocato 2,458 di obbligazioni a fronte di una domanda di 5,04 miliardi con tassi in calo dal 2,82% al 2,62%. La Francia, invece, ha collocato sul mercato titoli a breve per complessivi 8,381 miliardi di euro a tassi fissi: per la scadenza al 26 aprile il rendimento è salito allo 0,174% dallo 0,165% del 16 gennaio.
Il quadro di incertezza rimane e non giovano le deludenti trimestrali provenienti dal mondo dell'industria e della tecnologia come quelle di Siemens ed Ericsson. Piazza Affari ha perso lo 0,56%, Londra perde lo 0,62%, Francoforte lo 0,08%, Parigi lo 0,35%. Seduta fiacca anche a Wall Street con il Dow Jones che perde lo 0,38%, lo S&P500 che perde lo 0,2% e il Nasdaq che guadagna lo 0,78% grazie ad Apple che guadagna oltre l'8% a 454,54 dollari, per una capitalizzazione di mercato - riporta l'agenzia Bloomberg - di 420 miliardi di dollari che ne fa la prima società per capitalizzazione di mercato davanti a ExxonMobil. A pesare sui listini Usa ci sono le previsioni non ottimistiche per il 2012 fatte da Boeing in occasione della presentazione della trimestrale. A fone serata Wall Street gira, con il Dow Jones che sale dello 0,66 per cento a 12.758,85 punti, il Nasdaq dell'1,14 per cento a 2.818,31 punti e lo S&P 500 dello 0,87 per cento a 1.326,06 punti.
Insomma a nulla sembrano valere i dati provenienti dalla Germania dove la fiducia delle imprese a gennaio è salita oltre le attese, con l'indice Ifo che si è attestato a 108,3 punti, contro le stime a 107,6 e la lettura di dicembre a 107,3. Si tratta del terzo rialzo consecutivo. Per l'istituto che redige l'indice, l'economia tedesca ha iniziato l'anno positivamente, anche se le aziende vedono la situazione corrente meno favorevolmente rispetto a dicembre. Ad alimentare le tensioni anche la contrazione del Pil della Gran Bretagna che nel quarto trimestre 2011 ha segnato un -0,2% rispetto al terzo trimestre, quando si era registrato un +0,6%.
L'euro cambia a 1,29 nei confronti del dollaro, in attesa che oggi, al termine di una riunione di due giorni, la Fed annunci le sue prospettive sull'andamento dei tassi. Secondo gli esperti la Fed assicurerà che l'attuale bassissimo livello si manterrà fino al 2014. Debole il prezzo del petrolio con il Wti che scambia a poco più di 98 dollari, grazie all'aumento delle scorte. Riflettori puntati anche sul Medio oriente, viste le tensioni tra Iran e Occidente.
In Asia, Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1,12%, premiata dalla flessione dello yen rispetto a dollaro ed euro e soprattutto dai conti record pubblicati da Apple. In forte rialzo il comparto auto, con Toyota che ha guadagnato il 3% nonostante l'annuncio di essere stata superata da General Motors, Volkswagen e Renault-Nissan nella classifica mondiale dei maggiori produttori mondiali. In salita anche Nissan il 2,50% e Honda il 3,82% insieme ai titoli legati all'export, vista la debolezza della moneta nipponica scambiato a 101,53 nei confronti dell'euro. Per la prima volta dal 1980, però, la bilancia commerciale del Paese ha chiuso in rosso a causa delle conseguenze legate al sisma dell'11 marzo, della fiammata della fattura energetica e del rafforzamento dello yen dello scorso anno. Il deficit si è attestato a 25 miliardi di euro, le importazioni sono salite del 12% a 680 miliardi, le esportazioni sono calate del 2,7% a 655 miliardi.
Per il primo ministro italiano, Mario Monti, "le tensioni sui mercati, determinate dalla situazione greca e poi dal declassamento di un ampio numero di stati, compresa l'italia da parte di Standard&Poor's, si sono lentamente attenuate, come dimostra la discesa dello spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi che tuttavia rimane oscillante e che denota ancora un quadro che, se pur lontano dai massimi, è ancora quadro di persistente turbolenza".
Lo spread tra Btp e Bund decennali è in salita e si attesta intorno ai 430 punti. La Germania resta il bene rifugio per eccellenza come dimostra l'asta per i titoli a 30 anni: Berlino ha collocato 2,458 di obbligazioni a fronte di una domanda di 5,04 miliardi con tassi in calo dal 2,82% al 2,62%. La Francia, invece, ha collocato sul mercato titoli a breve per complessivi 8,381 miliardi di euro a tassi fissi: per la scadenza al 26 aprile il rendimento è salito allo 0,174% dallo 0,165% del 16 gennaio.
Il quadro di incertezza rimane e non giovano le deludenti trimestrali provenienti dal mondo dell'industria e della tecnologia come quelle di Siemens ed Ericsson. Piazza Affari ha perso lo 0,56%, Londra perde lo 0,62%, Francoforte lo 0,08%, Parigi lo 0,35%. Seduta fiacca anche a Wall Street con il Dow Jones che perde lo 0,38%, lo S&P500 che perde lo 0,2% e il Nasdaq che guadagna lo 0,78% grazie ad Apple che guadagna oltre l'8% a 454,54 dollari, per una capitalizzazione di mercato - riporta l'agenzia Bloomberg - di 420 miliardi di dollari che ne fa la prima società per capitalizzazione di mercato davanti a ExxonMobil. A pesare sui listini Usa ci sono le previsioni non ottimistiche per il 2012 fatte da Boeing in occasione della presentazione della trimestrale. A fone serata Wall Street gira, con il Dow Jones che sale dello 0,66 per cento a 12.758,85 punti, il Nasdaq dell'1,14 per cento a 2.818,31 punti e lo S&P 500 dello 0,87 per cento a 1.326,06 punti.
Insomma a nulla sembrano valere i dati provenienti dalla Germania dove la fiducia delle imprese a gennaio è salita oltre le attese, con l'indice Ifo che si è attestato a 108,3 punti, contro le stime a 107,6 e la lettura di dicembre a 107,3. Si tratta del terzo rialzo consecutivo. Per l'istituto che redige l'indice, l'economia tedesca ha iniziato l'anno positivamente, anche se le aziende vedono la situazione corrente meno favorevolmente rispetto a dicembre. Ad alimentare le tensioni anche la contrazione del Pil della Gran Bretagna che nel quarto trimestre 2011 ha segnato un -0,2% rispetto al terzo trimestre, quando si era registrato un +0,6%.
L'euro cambia a 1,29 nei confronti del dollaro, in attesa che oggi, al termine di una riunione di due giorni, la Fed annunci le sue prospettive sull'andamento dei tassi. Secondo gli esperti la Fed assicurerà che l'attuale bassissimo livello si manterrà fino al 2014. Debole il prezzo del petrolio con il Wti che scambia a poco più di 98 dollari, grazie all'aumento delle scorte. Riflettori puntati anche sul Medio oriente, viste le tensioni tra Iran e Occidente.
In Asia, Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1,12%, premiata dalla flessione dello yen rispetto a dollaro ed euro e soprattutto dai conti record pubblicati da Apple. In forte rialzo il comparto auto, con Toyota che ha guadagnato il 3% nonostante l'annuncio di essere stata superata da General Motors, Volkswagen e Renault-Nissan nella classifica mondiale dei maggiori produttori mondiali. In salita anche Nissan il 2,50% e Honda il 3,82% insieme ai titoli legati all'export, vista la debolezza della moneta nipponica scambiato a 101,53 nei confronti dell'euro. Per la prima volta dal 1980, però, la bilancia commerciale del Paese ha chiuso in rosso a causa delle conseguenze legate al sisma dell'11 marzo, della fiammata della fattura energetica e del rafforzamento dello yen dello scorso anno. Il deficit si è attestato a 25 miliardi di euro, le importazioni sono salite del 12% a 680 miliardi, le esportazioni sono calate del 2,7% a 655 miliardi.