MILANO - I conti di Bp, la seconda più grande compagnia petrolifera europea, sono tornati in attivo nel 2011 grazie al rialzo del prezzo del petrolio e alle dismissioni. La compagnia petrolifera britannica ha chiuso l'anno precedente con un utile netto di ben 23,9 miliardi di dollari, rispetto alla perdita di 4,9 miliardi del 2010, legata ai costi di compensazione del devastante disastro ambientale causato dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, che causò la morte di 11 dipendenti e il riversamento di una colossale quantità di greggio nelle acque del Golfo del Messico. I ricavi sono saliti a 96,34 miliardi dagli 84 miliardi di dodici mesi prima.
"La compagnia è sulla strada giusta" ha commentato l'ad di Bp, Bob Dudley. Il gruppo britannico ha finora speso 7,8 miliardi di dollari per rimborsare i danni chiesti dal governo Usa e altri 15,1 miliardi di dollari per il trust fund da utilizzare per il risarcimento delle vittime della 'marea nera'.
Nel quarto e ultimo trimestre dello scorso anno, i profitti si attestano a 7,7 miliardi di dollari rispetto ai 5,6 miliardi registrati nell'analogo periodo nel 2010, mentre gli utili salgono a 5 miliardi, battendo la attese ferme a 4,9 miliardi. Il dividendo trimestrale è aumentato del 14% a 8 centesimi per azione.
"La compagnia è sulla strada giusta" ha commentato l'ad di Bp, Bob Dudley. Il gruppo britannico ha finora speso 7,8 miliardi di dollari per rimborsare i danni chiesti dal governo Usa e altri 15,1 miliardi di dollari per il trust fund da utilizzare per il risarcimento delle vittime della 'marea nera'.
Nel quarto e ultimo trimestre dello scorso anno, i profitti si attestano a 7,7 miliardi di dollari rispetto ai 5,6 miliardi registrati nell'analogo periodo nel 2010, mentre gli utili salgono a 5 miliardi, battendo la attese ferme a 4,9 miliardi. Il dividendo trimestrale è aumentato del 14% a 8 centesimi per azione.