MILANO - Le Borse hanno vissuto l'ultima giornata di contrattazioni della settimana con più ottimismo rispetto agli ultimi giorni. Tanto da spingere gli stock mondiali al livello più alto da sei mesi e mezzo a questa parte. Merito di un consenso che si starebbe coagulando intorno ai termini del salvataggio della Grecia (e che dovrebbe includere anche un intervento della Banca centrale europea sul fronte dei bond). Quanto basta per far passare in secondo piano, almeno agli occhi degli investitori, le dimissioni del presidente tedesco Christian Wulff.
A Milano il Ftse-Mib ha chiuso in rialzo dell'1,09%, trainato da Finmeccanica che sulla spinta della commessa vinta da Alenia Aermacchi in Israele ha guadagnato il 16%. Atene ha archiviato la sessione con un rialzo del 6,69%. Bancari in evidenza a Parigi, con l'indice Cac 40 in progresso dell'1,36%. Bnp Paribas segna +2,59%, SocGen +5,63%, Credit Agricole +4,30%. Acquisti diffusi in modo più uniforme sui vari comparti a Francoforte. Sui circuiti del Dax, in rialzo dell'1,35%, brillano Heidelberg (+6,13%) e Metro (+3,35%). Finanziari protagonisti anche a Londra, con Rbs a +3,14% e Lloyds a +3,22%: l'indice Ftse 100 cresce dello 0,33%. Chiusura piatta invece a Wall Street, col Dow Jones che guadagna lo 0,35% e il Nasdaq che cede lo 0,27%.
Sul fronte dello spread, il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi a 10 anni è a 365 punti, in ribasso rispetto a ieri e all'apertura di questa mattina.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo grazie allo yen in calo sia sul dollaro (a quota 79,1) che sull'euro (103,82). Il Nikkei ha registrato un progresso dell'1,58% toccando i massimi dallo scorso mese di agosto. Sui listini nipponici dimostra quindi di funzionare la mossa della Banca centrale giapponese che mercoledì scorso ha deciso di allargare il suo dispositivo di allentamento monetario al fine di rendere più dinamica l'attività e stabilizzare i mercati finanziari. In Cina Hong Kong ha guadagnato l'1,01%, mentre Shanghai ha chiuso piatta (+0,01%) e in Corea il Kospi di Seul ha guadagnato l'1,30%.
Sul fronte macro l'inflazione in Germania è salita a gennaio dello 0,6% su base mensile e del 3,4% su base annua. Si tratta di dati superiori alle attese degli analisti che scommettevano su una dinamica più moderata pari a un +0,3% mensile e a un +3,2% annuo. Negli Usa l'indice dei prezzi al consumo a gennaio è salito dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,9% rispetto al gennaio 2011. Anche l'indice core, quello al netto dei costi dei prodotto alimentari ed energetici, è aumentato dello 0,2%. Gli economisti avevano messo in conto un progresso dell'indice generale dello 0,3% e di quello core dello 0,2%. Il superindice dell'economia americana è cresciuto a gennaio dello 0,4% mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo. Il Conference Board, che pubblica il dato, ha rivisto al rialzo il dato del mese precedente, dal +0,4% preliminare al +0,5% definitivo. Secondo gli economisti del gruppo, "i piccoli segnali di rafforzamento dell'economia già riscontrati nel quarto trimestre sono continuati anche in gennaio".
L'euro è in rialzo su quota 1,3143 contro il dollaro rispetto alla chiusura di ieri sera a Wall Street (1,3138) e dopo la chiusura di Wall Street viene scambiato a quota 1,3150, mentre continua la volata dello yen che ha toccato i 104,31 contro la moneta unica europea.
A New York il petrolio termina ai massimi in nove mesi: i contratti con scadenza a marzo hanno guadagnato lo 0,9%, 93 centesimi, a 103,24 dollari al barile. Dopo lo stop di ieri tornano a crescere le quotazioni dell'oro: il metallo prezioso con consegna immediata tocca i 1.731,57 dollari l'oncia. L'aumento dei prezzi questa settimana è stato dello 0,6%.
A Milano il Ftse-Mib ha chiuso in rialzo dell'1,09%, trainato da Finmeccanica che sulla spinta della commessa vinta da Alenia Aermacchi in Israele ha guadagnato il 16%. Atene ha archiviato la sessione con un rialzo del 6,69%. Bancari in evidenza a Parigi, con l'indice Cac 40 in progresso dell'1,36%. Bnp Paribas segna +2,59%, SocGen +5,63%, Credit Agricole +4,30%. Acquisti diffusi in modo più uniforme sui vari comparti a Francoforte. Sui circuiti del Dax, in rialzo dell'1,35%, brillano Heidelberg (+6,13%) e Metro (+3,35%). Finanziari protagonisti anche a Londra, con Rbs a +3,14% e Lloyds a +3,22%: l'indice Ftse 100 cresce dello 0,33%. Chiusura piatta invece a Wall Street, col Dow Jones che guadagna lo 0,35% e il Nasdaq che cede lo 0,27%.
Sul fronte dello spread, il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi a 10 anni è a 365 punti, in ribasso rispetto a ieri e all'apertura di questa mattina.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo grazie allo yen in calo sia sul dollaro (a quota 79,1) che sull'euro (103,82). Il Nikkei ha registrato un progresso dell'1,58% toccando i massimi dallo scorso mese di agosto. Sui listini nipponici dimostra quindi di funzionare la mossa della Banca centrale giapponese che mercoledì scorso ha deciso di allargare il suo dispositivo di allentamento monetario al fine di rendere più dinamica l'attività e stabilizzare i mercati finanziari. In Cina Hong Kong ha guadagnato l'1,01%, mentre Shanghai ha chiuso piatta (+0,01%) e in Corea il Kospi di Seul ha guadagnato l'1,30%.
Sul fronte macro l'inflazione in Germania è salita a gennaio dello 0,6% su base mensile e del 3,4% su base annua. Si tratta di dati superiori alle attese degli analisti che scommettevano su una dinamica più moderata pari a un +0,3% mensile e a un +3,2% annuo. Negli Usa l'indice dei prezzi al consumo a gennaio è salito dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,9% rispetto al gennaio 2011. Anche l'indice core, quello al netto dei costi dei prodotto alimentari ed energetici, è aumentato dello 0,2%. Gli economisti avevano messo in conto un progresso dell'indice generale dello 0,3% e di quello core dello 0,2%. Il superindice dell'economia americana è cresciuto a gennaio dello 0,4% mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo. Il Conference Board, che pubblica il dato, ha rivisto al rialzo il dato del mese precedente, dal +0,4% preliminare al +0,5% definitivo. Secondo gli economisti del gruppo, "i piccoli segnali di rafforzamento dell'economia già riscontrati nel quarto trimestre sono continuati anche in gennaio".
L'euro è in rialzo su quota 1,3143 contro il dollaro rispetto alla chiusura di ieri sera a Wall Street (1,3138) e dopo la chiusura di Wall Street viene scambiato a quota 1,3150, mentre continua la volata dello yen che ha toccato i 104,31 contro la moneta unica europea.
A New York il petrolio termina ai massimi in nove mesi: i contratti con scadenza a marzo hanno guadagnato lo 0,9%, 93 centesimi, a 103,24 dollari al barile. Dopo lo stop di ieri tornano a crescere le quotazioni dell'oro: il metallo prezioso con consegna immediata tocca i 1.731,57 dollari l'oncia. L'aumento dei prezzi questa settimana è stato dello 0,6%.