Economia

FIAT

Angeletti: "Inaccettabile calo produzione"
Bonanni: "Ora voglio vedere i piani"

Il giorno dopo l'attacco della Camusso, che ha accusato l'azienda di aver preso in giro il Paese, anche gli altri rappresentanti sindacali intervengono nel dibattito nato dopo le dichiarazioni di Marchionne sul futuro di Fabbrica Italia

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ROMA - "Non possiamo accettare riduzioni della capacità produttiva. Noi crediamo ancora che la Fiat possa restare una casa automobilistica competitiva, ma perché ciò sia possibile bisogna crederci e fare gli investimenti necessari". A parlare è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che interviene nelle ultime polemiche su Fiat, dopo le dichiarazioni dell'ad, Sergio Marchionne sul futuro di Fabbrica Italia.

Angeletti spiega i motivi per i quali un calo della produzione non è accettabile: "è evidente che siamo in una fase di crisi di mercato, ma in Italia, malgrado tutto, si produce un terzo delle auto che si comprano. In Europa la recessione ovviamente finirà", ha aggiunto.

E il giorno dopo l'attacco del segretario della Cgil, Susanna Camusso, che ieri ha accusato la Fiat di aver preso in giro il Paese per tre anni e ha chiesto al governo di intervenire il prima possibile, anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni interviene sul caso Fiat e chiede che l'ad di Fiat Sergio Marchionne chiarisca quali sono le strategia dell'azienda: "Un caso è sospendere i programmi, un'altra invece è cambiarli" indipendentemente da come possa evolvere il mercato. "Penso che Marchionne farebbe bene a chiarire il concetto e spiegare se il programma pattuito è sospeso solo fino a quando il mercato non inverte il trend. Oppure l'intenzione è quella di cambiare indipendentemente da come vanno le vendite", precisa il sindacalista al Secolo XIX, chiedendo all'amministratore delegato del Lingotto di "arrivare a un chiarimento pubblico con noi prima di presentare il piano a ottobre".

Fra i sostenitori dell'accordo firmato con la Fiat per la fabbrica di Pomigliano d'Arco, Bonanni non si pente dell'intesa: "Tra chiudere un'esperienza e aprirne una nuova c'è una differenza enorme. Si stava discutendo di come rilanciare un impianto e io, ancora oggi, attendo chiarimenti in merito". Bene l'intervento dei ministri Passera e Fornero: "Credo sia giusto arrivare a un chiarimento pubblico". "Un incontro servirà a mettere a nudo l'atteggiamento strumentale di molte persone". Per Bonanni "è arrivato il momento di far emergere in modo chiaro i soggetti che agiscono in malafede in questa triste storia, dimenticando che ci sono ampi territori italiani che vivono di quella produzione. La Fiat non è soltanto Torino ma anche gran parte del Centro sud".