MILANO - I 3,9 miliardi di Monti bond liberati dal governo per il Monte dei Paschi non si configurano come un salvataggio. E la banca è solida, tanto che è "indispensabile non insinuare dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano" a seguito dello scandalo derivati esploso a Siena. A sostenerlo è il ministro dell'Economia uscente, Vittorio Grilli, nel corso di una relazione alle Commissioni finanze di Camera e Senato, che segue una riunione del Comitato di stabilità finanziaria. Quest'ultimo ha ribadito a sua volta il fatto che l'istituto nell'occhio del ciclone "ha una situazione patrimoniale complessiva solida" e "le tensioni che lo hanno riguardato non producono effetti sul sistema bancario nel suo complesso".
Grilli ha precisato che uno dei "punti forza dell'Italia" è esattamente "la riconosciuta solidità del sistema bancario. Le nostre banche hanno mostrato capacità uniche. Non sono necessari salvataggi. Non bisogna insinuare dubbi sulla solidità del sistema, non risponde a realtà. Neppure le vicende Mps modificano il quadro", ha detto in Commissione finanze, richiamando la necessità di usare "prudenza e responsabilità nel dibattito pubblico sulla situazione dei nostri intermediari finanziari", in particolare sul caso del Monte.
Sul ruolo della Vigilanza in particolare, Grilli ha spiegato che "anche grazie alle informazioni fornitemi dal Governatore, a mio parere l'azione di vigilanza è stata continua, attenta, appropriata e via via si è intensificata negli anni: è iniziata nel 2010 con il governatore Draghi e proseguita poi nel 2012 e nel 2013 con il governatore Visco". Nella vicenda Mps, ha sottolineato, "vanno tenute distinte le responsabilità individuali" da quelle della banca. Ripercorrendo poi l'attività svolta dagli uomini di via Nazionale negli anni passati, Grilli ha precisato che sono stati bloccati "comportamenti anomali a elevata rischiosità. Nel complesso - ha detto il ministro - Mps è stata sottoposta a un'intensa attività di vigilanza", che ha indotto "la banca a rafforzare i presidi organizzativi di controllo".
IL DOCUMENTO di Bankitalia: Mps nascose i derivati durante gli accertamenti
Leggendo in Commissione la relazione di vigilanza, Grilli ha detto che Bankitalia ha avviato una procedura sanzionatoria nei confronti degli ex vertici, sulla scia dell'ispezione del 2011, conclusa il 9 marzo 2012, quando furono riscontrate "gravi carenze nei controlli interni". Due anni fa, cioè, non erano state superate le "tensioni sulla situazione di liquidità e un'elevata esposizione ai rischi di tasso" già segnalate l'anno prima. Nella ricostruzione preparata da Bankitalia per Grilli emerge che il contratto sull'operazione "Alexandria" fra Mps e Nomura, rinvenuto lo scorso ottobre dai nuovi vertici dell'istituto senese, "è stato celato agli ispettori di vigilanza sia nell'ispezione 2010 sia in quella del 2011". Il direttorio, nel novembre 2011, convocò i vertici di Mps e della Fondazione per "metterli di fronte alle proprie responsabilità" e chiese loro "una rapida, netta discontinuità nella conduzione aziendale". Nell'ultima nota di Bankitalia, datata 28 gennaio, "si evidenzia" però che, "a seguito degli interventi effettuati, la situazione di liquidità è migliorata e il capitale ampiamente adeguato rispetto ai limiti regolamentari".
Sui cosiddetti Monti bond, 3,9 miliardi di titoli che verranno sottoscritti dal Tesoro, Grilli ha aggiunto che "l'intervento dello Stato non si configura come un salvataggio di una banca insolvente, ma come un rafforzamento del capitale" secondo gli stadard Eba, l'autorità europea di sorveglianza delle banche. Il ministro ha dato notizia del fatto che ieri via Nazionale ha dato il via libera al riscatto dei vecchi Tremonti bond emessi da Mps per 1,9 miliardi, passaggio propedeutico all'emissione dei 3,9 miliardi di Monti bond.
L'aiuto finanziario "non è a favore dei manager o degli azionisti, ma dei risparmiatori della banca". Grilli ha poi ricordato quelli che sono i dettagli tecnici del prestito da parte pubblica, specificando che si tratta di "un prestito ad un tasso di interesse del 9% e non a fondo perduto". Per la banca, una volta che avrà richiesto ufficialmente il prestito, ci saranno condizioni "pesanti e con onerosità crescente per incentivare il rimborso nel più breve tempo possibile", che includono anche "limiti alle strategie commerciali e acquisizione partecipazioni". Previsti inoltre "divieti di distribuire dividendi, e vincoli a remunerazioni". Ragionando in termini tecnici, Grilli ha spiegato che un'eventuale conversione dei Monti bond in titoli Mps si "baserebbe su uno sconto del 30%" e comporterebbe "effetti diluitivi estremamente rilevanti per quanto riguarda gli azionisti correnti e vantaggiosi per lo Stato", che salirebbe all'82%.
SEGUI le reazioni politiche all'intervento di Grilli in Commissione finanze
Quanto al Comitato, di quest'ultimo fanno parte proprio il ministro Grilli, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e il presidente dell'Ivass (la neo autorità di vigilanza delle assicurazioni, ndr), Fabrizio Saccomanni.
SCHEDA: Cos'è il Comitato di stabilità finanziaria
All'ordine del giorno della riunione odierna c'era "l'aggiornamento sulla situazione del settore finanziario italiano" e quindi la vicenda Mps. Il Comitato ha infatti esaminato la condizione del settore bancario, assicurativo e dei mercati finanziari, "rilevando i segnali di miglioramento, conseguenti soprattutto all'allentamento delle tensioni sul rischio sovrano".
Grilli ha precisato che uno dei "punti forza dell'Italia" è esattamente "la riconosciuta solidità del sistema bancario. Le nostre banche hanno mostrato capacità uniche. Non sono necessari salvataggi. Non bisogna insinuare dubbi sulla solidità del sistema, non risponde a realtà. Neppure le vicende Mps modificano il quadro", ha detto in Commissione finanze, richiamando la necessità di usare "prudenza e responsabilità nel dibattito pubblico sulla situazione dei nostri intermediari finanziari", in particolare sul caso del Monte.
Sul ruolo della Vigilanza in particolare, Grilli ha spiegato che "anche grazie alle informazioni fornitemi dal Governatore, a mio parere l'azione di vigilanza è stata continua, attenta, appropriata e via via si è intensificata negli anni: è iniziata nel 2010 con il governatore Draghi e proseguita poi nel 2012 e nel 2013 con il governatore Visco". Nella vicenda Mps, ha sottolineato, "vanno tenute distinte le responsabilità individuali" da quelle della banca. Ripercorrendo poi l'attività svolta dagli uomini di via Nazionale negli anni passati, Grilli ha precisato che sono stati bloccati "comportamenti anomali a elevata rischiosità. Nel complesso - ha detto il ministro - Mps è stata sottoposta a un'intensa attività di vigilanza", che ha indotto "la banca a rafforzare i presidi organizzativi di controllo".
IL DOCUMENTO di Bankitalia: Mps nascose i derivati durante gli accertamenti
Leggendo in Commissione la relazione di vigilanza, Grilli ha detto che Bankitalia ha avviato una procedura sanzionatoria nei confronti degli ex vertici, sulla scia dell'ispezione del 2011, conclusa il 9 marzo 2012, quando furono riscontrate "gravi carenze nei controlli interni". Due anni fa, cioè, non erano state superate le "tensioni sulla situazione di liquidità e un'elevata esposizione ai rischi di tasso" già segnalate l'anno prima. Nella ricostruzione preparata da Bankitalia per Grilli emerge che il contratto sull'operazione "Alexandria" fra Mps e Nomura, rinvenuto lo scorso ottobre dai nuovi vertici dell'istituto senese, "è stato celato agli ispettori di vigilanza sia nell'ispezione 2010 sia in quella del 2011". Il direttorio, nel novembre 2011, convocò i vertici di Mps e della Fondazione per "metterli di fronte alle proprie responsabilità" e chiese loro "una rapida, netta discontinuità nella conduzione aziendale". Nell'ultima nota di Bankitalia, datata 28 gennaio, "si evidenzia" però che, "a seguito degli interventi effettuati, la situazione di liquidità è migliorata e il capitale ampiamente adeguato rispetto ai limiti regolamentari".
Sui cosiddetti Monti bond, 3,9 miliardi di titoli che verranno sottoscritti dal Tesoro, Grilli ha aggiunto che "l'intervento dello Stato non si configura come un salvataggio di una banca insolvente, ma come un rafforzamento del capitale" secondo gli stadard Eba, l'autorità europea di sorveglianza delle banche. Il ministro ha dato notizia del fatto che ieri via Nazionale ha dato il via libera al riscatto dei vecchi Tremonti bond emessi da Mps per 1,9 miliardi, passaggio propedeutico all'emissione dei 3,9 miliardi di Monti bond.
L'aiuto finanziario "non è a favore dei manager o degli azionisti, ma dei risparmiatori della banca". Grilli ha poi ricordato quelli che sono i dettagli tecnici del prestito da parte pubblica, specificando che si tratta di "un prestito ad un tasso di interesse del 9% e non a fondo perduto". Per la banca, una volta che avrà richiesto ufficialmente il prestito, ci saranno condizioni "pesanti e con onerosità crescente per incentivare il rimborso nel più breve tempo possibile", che includono anche "limiti alle strategie commerciali e acquisizione partecipazioni". Previsti inoltre "divieti di distribuire dividendi, e vincoli a remunerazioni". Ragionando in termini tecnici, Grilli ha spiegato che un'eventuale conversione dei Monti bond in titoli Mps si "baserebbe su uno sconto del 30%" e comporterebbe "effetti diluitivi estremamente rilevanti per quanto riguarda gli azionisti correnti e vantaggiosi per lo Stato", che salirebbe all'82%.
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Quanto al Comitato, di quest'ultimo fanno parte proprio il ministro Grilli, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e il presidente dell'Ivass (la neo autorità di vigilanza delle assicurazioni, ndr), Fabrizio Saccomanni.
SCHEDA: Cos'è il Comitato di stabilità finanziaria
All'ordine del giorno della riunione odierna c'era "l'aggiornamento sulla situazione del settore finanziario italiano" e quindi la vicenda Mps. Il Comitato ha infatti esaminato la condizione del settore bancario, assicurativo e dei mercati finanziari, "rilevando i segnali di miglioramento, conseguenti soprattutto all'allentamento delle tensioni sul rischio sovrano".