MILANO - Il contratto siglato nel 2009 da Mps con Nomura sull'operazione Alexandria, l'ormai famoso mandate agreement rinvenuto, secondo le affermazioni di Alessandro Profumo, nell'ufficio dell'ex direttore generale Antonio Vigni, è stato celato per ben due volte agli ispettori della Banca d'Italia. E' l'indicazione che emerge dalla relazione di vigilanza inviata dal governatore Ingazio Visco al ministro del Tesoro Vittorio Grilli.
Dalla relazioneemerge che Banca d'Italia ha informato prontamente la procura di Siena di tale occultamento. Il contratto con Nomura, si legge, "comprova il collegamento tra la ristrutturazione del titolo Alexandria e le operazioni di repo eseguite con Nomura e fornisce elementi circa le reali finalità delle operazioni. Il contratto non era stato esibito agli ispettori della Banca d'Italia responsabili degli accertamenti condotti sul comparto finanza di Mps nel 2010 e 2011".
La relazione di via Nazionale spiega, inoltre, che in seguito alle indagini penali la vigilanza ha avuto nuovi dati per capire lo schema contrattuale del prestito Fresh del 2008 da un miliardo di euro sul quale vengono evidenziati "elementi ostativi al pieno computo nel patrimonio di qualità primaria della banca delle azioni al servizio". Si tratta del contratto siglato da Banca Mps con Jp Morgan e che fu essenziale per ottenere il via libera all'acquisto di Antonveneta.
Successivamente all'inizio del 2010 la situazione della banca viene giudicata "di scarsa chiarezza e potenzialmente critica" e si dispone "l'avvio immediato di una verifica ispettiva mirata alla gestione della liquidità e al comparto dei rischi finanziari del gruppo". Una seconda ispezione seguirà nel 2011 per concludersi a marzo 2012 con "pesanti rilievi" e l'avvio di una procedura sanzionatoria "in fase di conclusione"
Banca d'Italia dalla fine del 2011 è stata informata dalla procura di Siena delle indagini in corso. "L'azione di accertamento dell'effettiva natura delle operazioni del Mps - si legge - si è quindi basata anche sugli sviluppi delle indagini penali che hanno messo in luce fatti non altrimenti riscontrabili".
Dalla relazioneemerge che Banca d'Italia ha informato prontamente la procura di Siena di tale occultamento. Il contratto con Nomura, si legge, "comprova il collegamento tra la ristrutturazione del titolo Alexandria e le operazioni di repo eseguite con Nomura e fornisce elementi circa le reali finalità delle operazioni. Il contratto non era stato esibito agli ispettori della Banca d'Italia responsabili degli accertamenti condotti sul comparto finanza di Mps nel 2010 e 2011".
La relazione di via Nazionale spiega, inoltre, che in seguito alle indagini penali la vigilanza ha avuto nuovi dati per capire lo schema contrattuale del prestito Fresh del 2008 da un miliardo di euro sul quale vengono evidenziati "elementi ostativi al pieno computo nel patrimonio di qualità primaria della banca delle azioni al servizio". Si tratta del contratto siglato da Banca Mps con Jp Morgan e che fu essenziale per ottenere il via libera all'acquisto di Antonveneta.
Successivamente all'inizio del 2010 la situazione della banca viene giudicata "di scarsa chiarezza e potenzialmente critica" e si dispone "l'avvio immediato di una verifica ispettiva mirata alla gestione della liquidità e al comparto dei rischi finanziari del gruppo". Una seconda ispezione seguirà nel 2011 per concludersi a marzo 2012 con "pesanti rilievi" e l'avvio di una procedura sanzionatoria "in fase di conclusione"
Banca d'Italia dalla fine del 2011 è stata informata dalla procura di Siena delle indagini in corso. "L'azione di accertamento dell'effettiva natura delle operazioni del Mps - si legge - si è quindi basata anche sugli sviluppi delle indagini penali che hanno messo in luce fatti non altrimenti riscontrabili".