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La crisi "taglia" anche la corruzione.
Ma ora Berlino teme l'incognita Parigi

Secondo uno studio della Hertie School of Governance tra gli effetti dell'austerity la minor disponibilità di soldi per pagare favori. L'effetto è forte soprattutto nell'Europa meridionale. Adesso, però, la Germania teme che il domino colpisca la Francia: potrebbe essere il prossimo paese e chiedere aiuto
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BERLINO - Tornano a salire negli ambienti dell'establishment tedesco l'allarme e l'inquietudine per la crisi del debito sovrano nell'Eurozona. La Francia sembra ormai, vista da Berlino, il caso potenzialmente più pericoloso, mentre l'unica ragione di sollievo, almeno in base agli ampi reportage sul tema dell'eurocrisi usciti stamane su Die Welt, è la constatazione che la crisi, le misure d'austerità e la riduzione della spesa pubblica ha ovunque tolto terreno fertile alla corruzione, specie in Europa meridionale. Osservazione cinica, ma probabilmente vera: tutti hanno meno soldi, anche per pagare in cambio di favori, quindi la corruzione rimpicciolisce.

Vediamo timori e sollievi tedeschi, uno dopo l'altro. La preoccupazione più viva di Berlino riguarda la Francia, dopo l'annuncio del ministro delle Finanze della Quinta repubblica, Pierre Moscovici, sul drammatico calo delle prospettive di crescita della seconda economia dell'Eurozona. L'ex capo economista de…
BERLINO - Tornano a salire negli ambienti dell'establishment tedesco l'allarme e l'inquietudine per la crisi del debito sovrano nell'Eurozona. La Francia sembra ormai, vista da Berlino, il caso potenzialmente più pericoloso, mentre l'unica ragione di sollievo, almeno in base agli ampi reportage sul tema dell'eurocrisi usciti stamane su Die Welt, è la constatazione che la crisi, le misure d'austerità e la riduzione della spesa pubblica ha ovunque tolto terreno fertile alla corruzione, specie in Europa meridionale. Osservazione cinica, ma probabilmente vera: tutti hanno meno soldi, anche per pagare in cambio di favori, quindi la corruzione rimpicciolisce.

Vediamo timori e sollievi tedeschi, uno dopo l'altro. La preoccupazione più viva di Berlino riguarda la Francia, dopo l'annuncio del ministro delle Finanze della Quinta repubblica, Pierre Moscovici, sul drammatico calo delle prospettive di crescita della seconda economia dell'Eurozona. L'ex capo economista della Deutsche Bank, Thomas Mayer, scrive che la Francia è in prospettiva il caso più preoccupante e potrebbe divenire il primo tra i prossimi paesi che chiederanno aiuti al fondo salvastati dell'Eurozona. La Francia, afferma Meyer sulle colonne di Welt am Sonntag, al contrario della maggioranza degli altri paesi non ha intrapreso alcuna riforma economica e finanziaria, quindi è particolarmente vulnerabile. A detta di Meyer, i prossimi paesi a chiedere aiuti saranno, nell'ordine, Francia, Spagna, Italia e Belgio. Quindi Parigi prima sia di noi sia della Spagna, a sorpresa. E a tutto danno della solidità dell'intesa politica francotedesca.

Preoccupano Berlino anche le spese decise inevitabilmente dall'Italia per consentire ai pubblici poteri di pagare i forti debiti pregressi verso le imprese, e la sentenza della Corte costituzionale portoghese che venerdì scorso ha dichiarato anticostituzionali e quindi illegittime alcune delle misure del pacchetto di austerità e consolidamento deciso dal governo del premier Pedro Passos Coelho. A seguito del verdetto della Consulta di Lisbona - che ha bocciato i tagli dei sussidi di disoccupazione e dell'indennità ferie dei funzionari pubblici - i risparmi resi possibili dalla manovra governativa scenderanno da 5,3 miliardi a 4 miliardi di euro.

L'altra faccia della medaglia, nota uno studio della Hertie School of Governance pubblicato a Berlino, è che la crescente scarsità di denaro liquido sta prosciugando le fonti di finanziamento (pubbliche e private) della corruzione. Tutti, cittadini, aziende, autorità, hanno meno soldi, e ciò - sempre secondo il rapporto - riduce l'entità della corruzione soprattutto nell'Europa meridionale dove la crisi è più acuta. In questo senso, afferma lo studio, "l'austerità ha un ruolo positivo". Nella graduatoria dei paesi più e meno corrotti nella Ue comunque i paesi dell'Europa meridionale continuano a farci una pessima figura, almeno secondo la tabella pubblicata dalla Hertie School of Governance. Primo in assoluto è la Romania, ma seguono Grecia e Cipro. L'Italia è al settimo posto, quindi molto più corrotta di Repubblica cèca, Polonia, Ungheria, Lettonia, Slovenia. I paesi meno corrotti sono in ordine ascendente Finlandia, Belgio, Germania, Francia, Svezia, Olanda, Lussemburgo e Danimarca.