Economia

Atene vuole a processo per corruzione
l'ex numero uno di Siemens

Il "Grande vecchio" del colosso tedesco coinvolto insieme ad altri pezzi da novanta della compagnia. L'accusa è di aver pagato tangenti ai politici greci per vincere commesse. E nella Grecia salvata a caro prezzo - per la popolazione - scoppia l'indignazione: tutti sapevano dello stato dei conti pubblici

1 minuti di lettura
BERLINO - Il confronto tra Atene e Berlino assume una nuova dimensione, stavolta giudiziaria, sullo sfondo della drammatica crisi del debito ellenico e dei durissimi sacrifici chiesti da Germania, Trojka, Ue e Fmi alla Grecia per il salvataggio dell'euro e il consolidamento dei suoi conti pubblici. La magistratura ateniese ha infatti chiesto a Heinrich von Pierer, l'ex potentissimo numero uno (e tuttora considerato 'Grande vecchio') del colosso elettronica-trasporti-energia-multicomparto Siemens di recarsi in Grecia per essere interrogato dai giudici. Insieme a von Pierer, sono stati convocati dai magistrati ellenici anche l'ex responsabile delle finanze del colosso tedesco, Hans Joachim Neubuerger, e altri due ex alti dirigenti, cioè Thomas Ganswind e Volker Jung. Sul capo di tutti i tedeschi sopra citati pende una gravissima accusa: corruzione in un caso grave di tangenti e riciclaggio di denaro.

E' una situazione imbarazzantissima per von Pierer e per la Siemens nel suo complesso. Per simili accuse, il codice penale ellenico prevede pene durissime, al limite fino al carcere a vita. Nel corso di vari anni, secondo il capo d'accusa della magistratura ellenica, la Siemens avrebbe corrotto molti politici greci con sostanziose tangenti, per indurle a preferire il gruppo tedesco ai suoi rivali di altri paesi in importanti commesse pubbliche.

In Germania non sono emerse prove concrete a carico di von Pierer nel corso delle indagini sulle tangenti Siemens, quindi il suo caso era stato archiviato in cambio del pagamento di un forte risarcimento, una somma a sei cifre scrive Spiegel online. Ma in Grecia le tangenti che si sospetta siano state pagate da diverse multinazionali hanno una forte valenza politica: in sostanza fanno sospettare, se non dimostrano, che le grandi potenze economiche della Ue sapevano benissimo quale fosse lo stato delle finanze pubbliche elleniche, eppure hanno incoraggiato  -  anche con tangenti, si presume - i governanti di Atene a spendere sempre di più con lucrosi contratti a vantaggio delle multinazionali stesse.

Von Pierer e gli altri convocati non hanno ancora fatto sapere se accoglieranno o respingeranno il passo dei giudici ateniesi. Ma se così faranno, la magistratura ellenica spiccherà un mandato di cattura internazionale a loro carico, per cui non potranno lasciare la Germania. La Repubblica federale infatti non accetta quasi mai l'estradizione di suoi cittadini. In qualsiasi altro paese, verrebbero arrestati a causa del mandato che i magistrati greci minacciano di spiccare.