Economia

Il rigore frena l'economia tedesca
e pesa sui conti dei big industriali

Utili in calo per Bmw e Siemens che lancia un profit warning sull'intero 2013. Angela Merkel e i falchi della Bundesbank messi all'angolo dagli economisti, mentre calano i consensi a favore del Cancelliere in vista del voto di settembre

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BERLINO - E' un risveglio amaro per Angela Merkel e per i falchi della Bundesbank: Siemens e in minor misura Bmw, due delle più importanti industrie tedesche, punta di lancia delle eccellenze nazionali e simboli di qualità e forza del made in Germany, denunciano un calo degli utili e del fatturato. E sempre più economisti tedeschi avvertono che il rigore non basta, che l'onda della recessione sta investendo anche la prima potenza europea, per cui intanto Berlino dovrebbe "fare il tifo" per un calo del costo del denaro, quindi l'atteso taglio dei tassi centrali della Banca centrale europea, anziché ostinarsi a dire e credere che un rialzo dei saggi d'interesse sarebbe vantaggioso per il paese.

I dati più inquietanti sono quelli resi pubblici stamane da Siemens, il colosso elettronico multicomparto, che vende nel mondo di tutto, dai treni ad alta velocità, a sistemi di telecomunicazioni, a centrali nucleari. Per il secondo anno consecutivo Siemens si vede costretta a correggere al ribasso le sue previsioni per l'anno in corso. Al traguardo degli utili annuali a un livello tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro, obiettivo che la stessa azienda si era fissata, "potremo solo avvicinarci dal basso". Per il fatturato si prevede anche un moderato calo, non certo il bis del colpo grosso dei 78,5 miliardi di euro realizzato l'anno scorso. I motivi dei problemi di Siemens sono molti. Primo: la domanda dalla Cina si sviluppa peggio del previsto. Secondo: il ritardo delle consegne dei treni ad alta velocità di nuova generazione Ice 3 a Deutsche Bahn comprime le entrate oltre a danneggiare l'immagine del gruppo, visto che seri difetti costruttivi scoperti e denunciati dalle ferrovie sono la causa del ritardo stesso. Dà da sperare, tuttavia, l'aumento degli ordinativi del 20 per cento a 21,5 miliardi. In ogni caso il profit warning incoraggia Siemens ad attuare al più presto il suo duro programma di tagli ai costi: per risparmiare 6 miliardi di euro il gruppo cancellerà posti di lavoro, a migliaia, anche in Germania.

Quanto alla Bmw, numero uno mondiale delle auto del segmento premium, nonostante le vendite di auto col marchio dell'elica-cerchio biancoeblu siano state nel primo quadrimestre a un record storico (oltre 381mila auto, contro le 357mila dello stesso periodo del 2012) gli utili calano del tre per cento a 1,31 miliardo e il fatturato scende del 4 per cento a 17,5 miliardi. Le difficoltà generali del mercato dell'auto mondiale, ma anche gli alti costi degli investimenti in nuove tecnologie e nuovi modelli di auto, comprese le elettriche sportive di lancio imminente, pesano sulle casse del gruppo.

La situazione generale dell'economia tedesca dovrebbe far riflettere il governo Merkel e spingerlo a smetterla di cullarsi nelle illusioni di una crescita mentre va male a quasi tutti i partner europei. Lo scrive l'economista Wolfgang Munchau nella sua column su Spiegel online. E sottolinea che a questo punto l'ultima speranza anche per la Germania è non già un rialzo dei tassi come piacerebbe alla Bundesbank bensì un loro taglio radicale. Le cattive notizie sul fronte economico oltre tutto pesano sulla cancelliera e il suo potere, a cinque mesi dalle elezioni politiche federali. Nell'ultimo sondaggio il suo partito, la CduCsu, resta primo, ma perde due punti.