Le Borse guardinghe dopo i massimi.
Pesa il taglio delle stime da parte della Bce
di RAFFAELE RICCIARDI
Tokyo scende dalle vette degli ultimi cinque anni, mentre i listini europei chiudono contrastati. Intanto continua l'azione dei governatori a sostegno dell'economia, oggi tocca alla Corea che taglia il costo del denaro. Invariati invece i tassi della BoE. Lo spread sale oltre 260 punti dopo le indicazioni dell'Eurotower
MILANO - Francoforte, Tokyo, Wall Street. Dopo aver ritoccato i massimi da una parte all'altra del globo, le Borse tirano un po' il fiato. Continua invece l'attività di supporto all'economia da parte dei banchieri centrali, a testimonianza del fatto che agganciare la ripresa senza stimoli ulteriori non è ritenuto fattibile. Dopo la sorpresa della Banca centrale australiana, che ha tagliato i tassi di riferimento al minimo storico del 2,75%, nella notte è stata la volta dell'istituto centrale coreano. A Seul il costo del denaro è stato portato al 2,5%, ai minimi da inizio 2011. La Banca d'Inghilterra, invece, ha tenuto invariato il tasso di riferimento allo 0,5%, come da attese. La Bce, preoccupata dalla disoccupazione galoppante (in Portogallo ha segnato il record del 17,7% nel primo trimestre, in Grecia è arrivata al 27% e supera il 64% per i giovani), ha poi confermato che la politica monetaria "resterà accomodante" in futuro, anch…
MILANO - Francoforte, Tokyo, Wall Street. Dopo aver ritoccato i massimi da una parte all'altra del globo, le Borse tirano un po' il fiato. Continua invece l'attività di supporto all'economia da parte dei banchieri centrali, a testimonianza del fatto che agganciare la ripresa senza stimoli ulteriori non è ritenuto fattibile. Dopo la sorpresa della Banca centrale australiana, che ha tagliato i tassi di riferimento al minimo storico del 2,75%, nella notte è stata la volta dell'istituto centrale coreano. A Seul il costo del denaro è stato portato al 2,5%, ai minimi da inizio 2011. La Banca d'Inghilterra, invece, ha tenuto invariato il tasso di riferimento allo 0,5%, come da attese. La Bce, preoccupata dalla disoccupazione galoppante (in Portogallo ha segnato il record del 17,7% nel primo trimestre, in Grecia è arrivata al 27% e supera il 64% per i giovani), ha poi confermato che la politica monetaria "resterà accomodante" in futuro, anche perché il Pil dell'Eurozona è ora visto in calo dello 0,4% nel 2013 mentre prima si stimava una tenuta.
La Borsa coreana ha trattato in rialzo, ma nel complesso le Piazza asiatiche hanno mostrato debolezza. Stesso discorso per l'Europa, dove Piazza Affari ha chiuso in ribasso dello 0,96%. Hanno sofferto maggiormente Bpm e Snam. Lo stop da parte del presidente Andrea Bonomi al progetto di trasformare la Popolare di Milano in una spa ha impedito al titolo Bpm di far prezzo. Eni ha invece completato la cessione dell'11,69% di Snam incassando 1,45 miliardi. Il pacchetto è stato valutato 3,69 euro per azione e i titoli della società delle reti gas si sono adeguati. Bene, tra gli altri titoli, FonSai che ieri sera ha annunciato utili triplicati nel primo trimestre verso quota 100 milioni. I conti sostengono anche Lottomatica.
Contrastate le altre Borse Ue: Parigi ha ceduto lo 0,7%, mentre Francoforte e Londra hanno chiuso intorno alla parità. Ad alimentare le incertezze dei mercati ha contribuito Wall Street: alla chiusura delle Piazze europee, il Dow Jones, il Nasdaq e l'S&P 500 sono sostanzialmente invariati, nonostante il calo dei sussidi di disoccupazione Usa scesi oltre le attese a quota 323mila unità, ai minimi dal novembre 2007.
La Borsa di Tokyo in mattinata ha interrotto la serie positiva e ha chiuso in territorio negativo (-0,66%) a causa delle prese di beneficio alimentate dal rialzo dello yen sulle principali valute. L'indice Nikkei si è allontanato dai massimi degli ultimi cinque anni e cede 94,21 punti, attestandosi sui minimi di seduta, a quota 14.191,48. Giornata pesante per Bridgestone: -6% dopo aver confermato target 2013 inferiori alle attese. Boom invece per Sharp (+15%) sulle voci di un maggiore investimento da parte di Samsung nell'azienda in difficoltà, mentre Sony è tornata a vedere l'utile alla fine dell'esercizio 2012-2013.
Torna un po' di tensione sul versante obbligazionario - in particolare dopo la prudenza della Bce sulla forza della ripresa: lo spread - la differenza tra il rendimento offerto dai Btp decennali italiani e gli omologhi Bund tedeschi - si attesta intorno ai 260 punti base per un rendimento del 3,9%. Buona comunque l'asta spagnola in agenda oggi: si è conclusa con 4,5 miliardi di titoli venduti, oltre le previsioni, e un netto calo dei tassi su tutte le scadenze. Tra le valute, mentre si rafforzano il dollaro australiano e neozelandese dopo una crescita oltre le attese dell'occupazione, l'euro passa di mano a 1,31 dollari. Il cambio tra la moneta unica e lo yen si porta a 129,8 e quello dollaro/yen a 99,3.
A livello macroeconomico si segnala la produzione manifatturiera in Gran Bretagna, che a marzo è cresciuta dell'1,1% mensile, mentre è calata dell'1,4% su base annua, facendo in entrambi i casi meglio delle attese. Qualche segnale di preoccupazione è intanto arrivato dall'inflazione cinese, che spinta dal costo delle verdure è salita ad aprile al 2,4%, oltre il 2,1% di marzo e sopra le attese per un +2,2% dei prezzi. Per il 2013 il governo di Pechino ha fissato un limite-obiettivo del 3,5%.
L'oro ritraccia sensibilmente a 1464 dollari l'oncia dopo la corsa di ieri quando, complice il calo dei rendimenti dei titoli di Stato, le quotazioni erano salite dell'1,5%. Anche il petrolio fa segnare una pausa, con il Wti che cala a quota 96 dollari al barile.
La Borsa coreana ha trattato in rialzo, ma nel complesso le Piazza asiatiche hanno mostrato debolezza. Stesso discorso per l'Europa, dove Piazza Affari ha chiuso in ribasso dello 0,96%. Hanno sofferto maggiormente Bpm e Snam. Lo stop da parte del presidente Andrea Bonomi al progetto di trasformare la Popolare di Milano in una spa ha impedito al titolo Bpm di far prezzo. Eni ha invece completato la cessione dell'11,69% di Snam incassando 1,45 miliardi. Il pacchetto è stato valutato 3,69 euro per azione e i titoli della società delle reti gas si sono adeguati. Bene, tra gli altri titoli, FonSai che ieri sera ha annunciato utili triplicati nel primo trimestre verso quota 100 milioni. I conti sostengono anche Lottomatica.
Contrastate le altre Borse Ue: Parigi ha ceduto lo 0,7%, mentre Francoforte e Londra hanno chiuso intorno alla parità. Ad alimentare le incertezze dei mercati ha contribuito Wall Street: alla chiusura delle Piazze europee, il Dow Jones, il Nasdaq e l'S&P 500 sono sostanzialmente invariati, nonostante il calo dei sussidi di disoccupazione Usa scesi oltre le attese a quota 323mila unità, ai minimi dal novembre 2007.
La Borsa di Tokyo in mattinata ha interrotto la serie positiva e ha chiuso in territorio negativo (-0,66%) a causa delle prese di beneficio alimentate dal rialzo dello yen sulle principali valute. L'indice Nikkei si è allontanato dai massimi degli ultimi cinque anni e cede 94,21 punti, attestandosi sui minimi di seduta, a quota 14.191,48. Giornata pesante per Bridgestone: -6% dopo aver confermato target 2013 inferiori alle attese. Boom invece per Sharp (+15%) sulle voci di un maggiore investimento da parte di Samsung nell'azienda in difficoltà, mentre Sony è tornata a vedere l'utile alla fine dell'esercizio 2012-2013.
Torna un po' di tensione sul versante obbligazionario - in particolare dopo la prudenza della Bce sulla forza della ripresa: lo spread - la differenza tra il rendimento offerto dai Btp decennali italiani e gli omologhi Bund tedeschi - si attesta intorno ai 260 punti base per un rendimento del 3,9%. Buona comunque l'asta spagnola in agenda oggi: si è conclusa con 4,5 miliardi di titoli venduti, oltre le previsioni, e un netto calo dei tassi su tutte le scadenze. Tra le valute, mentre si rafforzano il dollaro australiano e neozelandese dopo una crescita oltre le attese dell'occupazione, l'euro passa di mano a 1,31 dollari. Il cambio tra la moneta unica e lo yen si porta a 129,8 e quello dollaro/yen a 99,3.
A livello macroeconomico si segnala la produzione manifatturiera in Gran Bretagna, che a marzo è cresciuta dell'1,1% mensile, mentre è calata dell'1,4% su base annua, facendo in entrambi i casi meglio delle attese. Qualche segnale di preoccupazione è intanto arrivato dall'inflazione cinese, che spinta dal costo delle verdure è salita ad aprile al 2,4%, oltre il 2,1% di marzo e sopra le attese per un +2,2% dei prezzi. Per il 2013 il governo di Pechino ha fissato un limite-obiettivo del 3,5%.
L'oro ritraccia sensibilmente a 1464 dollari l'oncia dopo la corsa di ieri quando, complice il calo dei rendimenti dei titoli di Stato, le quotazioni erano salite dell'1,5%. Anche il petrolio fa segnare una pausa, con il Wti che cala a quota 96 dollari al barile.