Economia

Sospensione della prima rata Imu:
un affare da 112 euro a contribuente

Oggi il Consiglio dei ministri definirà la sospensione dell'acconto del balzello degli immobili. Nel 2012 i versamenti sull'abitazione principale hanno comportato un esborso medio di 225 euro e hanno rappresentato il 17% del gettito complessivo

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MILANO - L'Imu ha catalizzato l'attenzione della politica durante le prime settimane del governo guidato da Enrico Letta. Il Consiglio dei ministri di stamattina ha stabilito di rimandare il pagamento della prima rata per le prime case, previsto per giugno, al 16 settembre. L'esecutivo si è dato tempo fino al 31 agosto per rivedere l'impianto complessivo del balzello, viceversa i contribuenti si potrebbero trovare con due rate da pagare nel giro di poco tempo (il saldo è calendarizzato per dicembre). D'altra parte, se ciò dovesse avvenire, il governo sarebbe a forte rischio visto che il Pdl ha detto chiaramente che lo farà cadere senza una riforma dell'Imu.

Il decreto ha chiarificato alcuni aspetti che erano rimasti incerti. Ville, castelli e palazzi di pregio artistico sono stati confermati come destinatari del balzello. "La rata non si paga e entro il 31 agosto verrà approvata la riforma", ha detto Letta, aggiungendo: "Il perimetro riguarda tutte le categorie che hanno a che vedere con immobili di pregio e signorili, ma esclude terreni agricoli e fabbricati rurali". Fabrizio Saccomanni ha specificato che anche cooperative e Iacp (Istituti autonomi per le case popolari) ne sono escluse.

Nel 2012, come noto, l'Imu ha portato nelle casse pubbliche 23,7 miliardi, dei quali 9,9 di acconto e 13,8 di saldo. Ha interessato 25,8 milioni di contribuenti. La quota della prima casa è stata di 4 miliardi, per un versamento medio di 225 euro a persona. Nel complesso - includendo cioè le imprese - il versamento medio è stato di oltre 900 euro. L'anno scorso, i conti dello Stato ne hanno beneficiato per circa 8 miliardi, mentre il resto è rimasto ai Comuni. Quest'anno, da impianto originario, l'intero gettito sarebbe dovuto finire al Comune senza necessità di ripartire l'incasso in due quote. In attesa dei cambiamenti definiti oggi, la commissione Bilancio della Camera aveva deciso di fissare al 50% dell'imposta pagata nel 2012 il valore dell'acconto del 2013, nell'intenzione di semplificare la vita ai contribuenti.

Per questo motivo il valore dell'acconto sulla prima casa si può fissare a 2 miliardi, la metà di quanto versato nell'intero 2012. Dividendo semplicemente per due il versamento medio di 225 euro, la sospensione dell'acconto 2013 si potrebbe tradurre in un risparmio di 112,5 euro a testa: non male in tempi di crisi, ma è una cifra che difficilmente potrebbe risollevare un bilancio familiare. Complessivamente, l'acconto di giugno sulla prima casa, avrebbe costituito l'8% circa del gettito totale Imu del 2012, una cifra superiore agli 1,7 miliardi che sarebbero derivati dall'aliquota base, senza cioè le maggiorazioni dei singoli Comuni. Cifra che il governo si è impegnato a girare alle amministrazioni locali come anticipazioni di cassa, con copertura anche delle spese per interessi per circa 16 milioni, per evitare che i sindaci si trovino a corto di liquidità.


La scomposizione dei versamenti del 2012 sulla prima casa (fonte Mef)

D'altra parte, lo stesso Mef ha già spiegato - nell'analisi dei versamenti del 2012  -  che "il peso dell'Imu per abitazione principale sul totale del gettito è stato pari al 17%". Questo risulta poi "inferiore al 5 per cento per 1.290 comuni. Dal lato opposto, oltre un terzo del gettito Imu "da manovre sull'abitazione principale deriva da quattro grandi comuni: Roma, Torino, Genova e Napoli" nei quali il peso del balzello si attesta al 27% del totale, con importi medi dei versamenti che vanno dai 917 euro di Roma a 585 di Napoli, tra prime e seconde case.