Economia

L'effetto Bernanke spinge le Borse.
L'Europa in rialzo con Wall Street

Il numero uno della Fed assicura che proseguirà la politica espansiva fino a quando l'economia resterà fragile. I mercati tirano un sospiro di sollievo e accelerano gli acquisti a fine seduta. Lo spread Btp-Bund scende sotto quota 250 punti

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MILANO - Effetto Bernanke spinge in rialzo le Borse di tutto il mondo e mette in secondo piano la questione fiscale finita sotto i riflettori nel Vecchio continente. Così, mentre a Bruxelles i capi di Stato e di Governo dell'Unione europea discutono di politica energetica e lotta all'evasione fiscale su scala globale, gli investitori tendono le orecchie all'intervento del numero uno della Fed, Ben Bernanke, che davanti al Congresso Usa ha promesso che nn ridurrà gli stimoli all'economia finché resterà così fragile.

Un annuncio che ridestato dal torpore i mercati che fino ad allora si erano mossi senza prendere una direzione decisa. A Milano Piazza Affari ha chiuso in slancio recuperando lo 0,68% dopo una seduta debole con gli occhi puntati su Terna, in calo dopo che l'imprenditore della ceramica Romano Minozzi ha collocato il suo pacchetto del 5,36% a 361 milioni (3,35 euro per azione). Attenzione anche a Pirelli e ai titoli legati alla galassia della Bicocca, dopo che Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit si sono accordate con Marco Tronchetti Provera per finanziare l'Opa sulla Camfin. Indici in rialzo anche nel resto del Vecchio Continente: Londra ha guadagnato lo 0,42%, Parigi lo 0,32% e Francoforte lo 0,67%. A Wall Street, alla chiusura dei mercati europei, avanza dello 0,7% il Dow Jones, dello 0,6% l'S&P 500 come il Nasdaq, nonostante la domanda settimanale di mutui sia affondata del 9,8% e le vendite di case esistenti siano salite dello 0,6% a un tasso annualizzato di 4,97 milioni di unità.

Lo spread, la differenza tra il rendimento offerto da Btp e Bund, è sceso di nuovo a quota 249 punti base, con una cedola sul decennale italiano intorno al 3,9%. In mattinata la Germania ha collocato 4,124 miliardi di euro di bond decennali con domanda stabile e tassi in leggera risalita all'1,4%. L'euro chiude in lieve calo a 1,2893.

In mattinata, poi, erano arrivate indicazioni positive anche dal Giappone dove la BoJ ha lasciato invariata la sua politica monetaria e ha migliorato l'outlook economico, sostenendo che la ripresa è iniziata, anche se restano rischi legati all'incertezza globale. L'economia dell'arcipelago "ha iniziato a riprendersi" e crescono anche le aspettative inflazionistiche, anche se le autorità giapponesi cominciano a nutrire qualche dubbio sulla capacità del paese di centrare l'obiettivo di un aumento dell'inflazione in due anni e pensano di portare il target a lungo termine. Il deficit commerciale, però, ha raggiunto nel frattempo i 7 miliardi di euro. Su questi rilievi, Tokyo ha toccato i nuovi massimi da cinque anni e mezzo: il Nikkei ha guadagnato l'1,6%, con Sony in evidenza (+5,9%) sulla scia delle voci di uno scorporo del comparto dell'intrattenimento.

Restano intanto deboli le quotazioni dell'oro con il lingotto con consegna immediata che oscilla intorno ai 1.380 dollari l'oncia sull'onda delle incertezze degli investitori. Ieri le quotazioni avevano segnato un sensibile calo perdendo l'1,3%. In discesa anche i valori del petrolio, che passa sotto 95 dollari il barile.