Economia

Borse in rosso con Tokyo e Wall Street.
Attesa per le mosse di Bernanke e Draghi

Il premier giapponese promette un nuovo piano di crescita da 500 miliardi di dollari, ma solo tra qualche mese. Milano chiude a -1%. Negli Usa la Fed pensa di ridurre gli stimoli economici, maggiori indicazioni arriveranno con il 'beige book' di questa sera. Attesa per la riunione di domani della Bce: difficile un taglio dei tassi, si guarda alle previsioni per l'Eurozona

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MILANO - La volatilità torna protagonista e padrona dei mercati, che correggono al ribasso sulla debolezza di Tokyo e di Wall Street. Toccati i nuovi massimi storici i listini di tutto il mondo hanno inziato una fase di correzione costellata di crolli e rimbalzi quotidiani, con gli operatori appesi alle parole dei banchieri centrali e della politica. Smaltita la sensazione di urgenza e assodata la debolezza della ripresa economica, le Borse europee seguono le indicazioni che - ancora una volta - arrivano da Giappone e Stati Uniti.

Dal Paese del Sol Levante è intervenuto il premier Shinzo Abe promettendo che la ripresa passerà per il settore privato e assicurando uno shock da oltre 500 miliardi di euro che però "non arriverà prima di qualche mese". Abbastanza per gettare nello sconforto il Nikkei, sprofondato del 3,86%. Negli Usa continua il dibattito sul piano di aiuti in essere della Federal Reserve: ogni mese la banca centrale acquista 85 miliardi di dollari di titoli di Stato. Per i governatori locali, ieri sono intervenuti da Dallas e Kansas City, è il momento di ridurre la presa, perché "le condizioni economiche lo permettono". Qualche indicazione maggiore arriverà dal 'beige book' con le linee guida sulla politica monetaria e l'analisi della situazione economica americana. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, il primo taglio potrebbe arrivare dopo l'estate a settembre.

A Wall Street, mentre terminano gli scambi in Europa, gli indici accelerano al ribasso: Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 lasciano sul parterre lo 0,8%. A preoccupare gli operatori sono l'atteggiamento della Fed verso la sua politica monetaria accomodante e i dati macroeconomici: le richieste di mutui nell'ultima settimana sono calate dell'11,5%, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro si è fermata a 135mila unità, meno delle 170mila previste. Rivisti al ribasso, infine, anche i dati sul costo del lavoro (-4,3% nel primo trimestre) e sulla produttività (-0,5%). L'indice Ism nel settore dei servizi è cresciuto a maggio dai 53,1 punti di aprile ai 53,7 punti di maggio (le attese erano ferme a 53,5).

In Europa, gli investitori sono rimasti cauti anche in vista della riunione della Bce di domani. Un nuovo intervento sui tassi pare altamente improbabile, anche se il governatore Mario Draghi ha parlato a più riprese della possibilità di avere tassi negativi. Gli addetti ai lavori, però, aspettano con ansia le nuove previsioni sull'Eurozona. Nel frattempo, i dati emersi sul Pil parlano di una recessione dello 0,2%, aggravata in Italia e Francia. In questo contesto a Milano, Piazza Affari sconta le stime negative di Confindustria e amplia il rosso sul finale, in scia a Wall Street, per chiudere a -0,96%. Occhi ancora puntati su Pirelli e Camfin, in profondo rosso dopo la nota ufficiale attesa dai mercati: il riassetto della galassia della Bicocca passerà attraverso un'opa sulla holding a 0,8 euro. Tronchetti Provera, con i nuovi soci, deterrà il 61% della newco che rileverà Camfin. Balzo per il Monte dei Paschi, nonostante l'allargarsi dello spread: il differenziale tra Btp e Bund è salito infatti a 262 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,1%. Accelerano in territorio negativo le altre Borse europee: Londra cede il 2,1%, Parigi l'1,87% e Francoforte l'1,2%. L'euro chiude stabile a 1,3089 dollari.

Come detto, la Borsa di Tokyo è crollata chiudendo in picchiata del 3,83%: l'indice Nikkei, a stretto giro dalla diffusione del piano di riforme per ottenere la crescita sostenibile, voluto dal premier Shinzo Abe, perde 518,89 punti, attestandosi a quota 13.014,87. Il tonfo ha trascinato al ribasso tutta l'Asia con le Borse del continente che hanno chiuso in calo la quarta seduta delle ultime cinque. Sul fronte delle materie prime, l'oro resta sopra quota 1.400 dollari: il metallo segna una crescita dello 0,6% a 1407 dollari, spinto dal calo delle quotazioni azionarie che lo rende di nuovo appetibile agli investitori. Il petrolio torna in rialzo con il Wti che passa sopra 94 dollari al barile alla chiusura dei mercati azionari europei.