Economia

Borse Ue deboli, preoccupa la Cina.
Rally a Tokyo, S&P alza l'outlook sugli Usa

L'economia del gigante asiatico ha il fiatone e le Piazze occidentali procedono incerte. Lo spread tra Btp e Bund rivede quota 270 punti base, Milano chiude in rosso dello 0,8%. Le politiche aggressive di Tokyo spingono il Pil al +4,1%, il Nikkei guadagna il 5%. L'agenzia di rating porta a "stabili" le prospettive sugli Stati Uniti

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MILANO - Il rallentamento economico della Cina preoccupa gli investitori occidentali, che non seguono l'euforica performance di Tokyo e non riescono neppure a beneficiare delle buone notizie provenienti dagli Usa. In Giappone, invece, la cura da cavallo del premier Shinzo Abe permette di correggere al rialzo l'andamento del Pil e la Borsa nipponica guadagna quasi cinque punti percentuali dopo i recenti ribassi. In Europa, però, la crisi morde ancora e guardando alla sola Italia lo testimoniano chiaramente il nuovo calo della produzione industriale e il peggioramento delle stime Istat sul Pil, calato del 2,4% annuo nel primo trimestre del 2013. L'unica nota positiva arriva dal superindice Ocse, che a giugno conferma un cambiamento positivo nello slancio dell'attività economica italiana e lascia presagire un rimbalzo positivo esteso a tutta l'Eurozona. Ma per il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, "la svolta non sarà nel secondo trimestre". Gli Usa, intanto, dopo i buoni dati sulla creazione di posti di lavoro incassano la promozione dell'outlook da parte di S&P: per l'agenzia di rating ora le prospettive per l'economia americana sono 'stabili' e non più 'negative'. Secondo gli esperti, il giudizio "riflette soprattutto la forza dell'economia americana e del sistema monetario, così come lo status del dollaro come valuta chiave di riserva mondiale".

Nonostante la mossa di S&P, Wall Street avanza nervosa oscillando intorno alla parità: alla chiusura delle Borse europee, il Dow Jones sale dello 0,2%, lo S&P 500 dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,3%. In Europa, dopo una giornata debole Parigi cede lo 0,2%, in linea con Londra che alla fine segna -0,18%. In controtendenza Francoforte, che strappa un guadagno dello 0,64%, mentre Piazza Affari è la peggiore: il Ftse Mib cede alla chiusura degli scambi lo 0,81%. Pesanti, tra gli altri, Fiat e Telecom, mentre le banche pagano l'allargamento dello spread, passato momentaneamente oltre quota 270 punti base, per poi tornare a 268. Occhi puntati su Risanamento, dopo l'annuncio dell'Opa di Zunino a 0,25 euro, e su Milano Assicurazioni, in rialzo in scia all'interesse da parte di Warren Buffett. Sempre sotto i riflettori la galassia Pirelli, mentre si muove la Consob dopo l'accordo tra Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza per il riassetto della catena di controllo.  Rcs cede infine nove punti nel giorno in cui si riuniscono i soci del patto. L'euro è in calo sul dollaro ma in rialzo sullo yen. La moneta unica europea passa di mano sotto quota 1,32 dollari e a 130,7 sullo yen.

Durante la mattinata, gli acquisti sono stati frenati da alcuni dati macroeconomici - emersi ieri - sulla debolezza dell'ex Celeste Impero, colpito dalla stagnazione economica generale. Hanno deluso in particolare il calo dello 0,3% delle importazioni (contro attese di un +6%) e la crescita delle esportazioni ai minimi da 10 mesi. Anche la produzione industriale e la dinamica dei prestiti non hanno centrato le aspettative e questa serie di colpi si è fatta sentire sulle materie prime, con il rame ai minimi da metà maggio a Londra.
 
Sensazioni diverse, invece, per gli investitori nipponici. L'economia del Sol levante beneficia della politica aggressiva del governo e della Banca centrale: il surplus delle partite correnti sale ad aprile a 6 miliardi di euro, mentre il Pil del primo trimestre registra una crescita del 4,1% rispetto al 2012 (dato oltre le aspettative di +3,5% e migliore del +1% dell'ultimo trimestre dell'anno scorso) e la fiducia dei consumatori migliora di 1,2 punti a maggio. Così l'indice Nikkei chiude in volata a +4,94%, miglior performance da oltre due anni. Tokyo ha beneficiato anche dei dati diffusi venerdì dagli Stati Uniti, dove sono stati creati 175mila posti di lavoro, più del previsto, ma la disoccupazione al 7,6% rende ancora indispensabile il supporto della Fed all'economia e allontana i timori che il programma di acquisto di bond venga interrotto. Come sempre accade, anche l'andamento al ribasso dello yen ha giocato la sua parte nel galvanizzare il mercato azionario.

Sul fronte macroeconomico, in Francia la produzione industriale è cresciuta oltre le attese: +2,2% ad aprile. La Germania ha intanto collocato 3,23 miliardi di titoli a sei mesi con tassi vicini allo zero. Quanto al petrolio, alla chiusura dei mercati europei le quotazioni del Wti sono in ribasso a 95,7 dollari al barile. La debolezza economica cinese, invece, spinge al rialzo l'oro spot, che tratta in area 1.385 dollari l'oncia.