L'euro è osservato speciale nel giorno in cui scade l'ultimatum di Madrid a Barcellona e dopo l'esito delle elezioni in Austria, che hanno consegnato la vittoria ai Popolari di Sebastian Kurz e confermato l'ascesa della destra estrema del Fpoe di Heinz Christian Strache. La divisa unica chiude sul filo di 1,18 dollari: passa di mano a 1,1798 dollari e 131,77 yen. Dollaro/yen in calo a 111,69. A sostenere il biglietto verde ci sono anche le dichiarazioni della numero uno della Fed, Janet Yellen, per la quale la bassa inflazione è destinata a non durare ancora molto.
Andamento stabile per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 167 punti, sullo stesso livello della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è poco sotto il 2,1%. Tra le pubblicazioni macroeconomiche si registra Eurostat, secondo la quale la zona euro in agosto ha registrato un avanzo commerciale di 16,1 miliardi di euro. Le esportazioni verso il resto del mondo si sono attestate a 171,5 miliardi, con un aumento del 6,8% rispetto a agosto 2016 (160,6 miliardi).
Stamattina si è registrata la chiusura positiva per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che sale dello 0,47% a 21.255,56 punti. Anche le altre Piazze asiatiche in generale hanno fatto bene mentre il Giappone scivola verso le elezioni politiche del 22 ottobre. La produzione industriale del Giappone ha segnato ad agosto, secondo la lettura finale, un rialzo del 2% rispetto al mese precedente e del 5,3% su base annua. La stima preliminare aveva rilevato un +2,1% mensile e un +5,4% annuo. Ancora più convinta la crescita di Hong Kong, che sale dello 0,9% a 28736 punti. Bene anche Seul (+0,26% a 2.480 punti) e Sidney (+0,5% a 5.917 punti). Sotto pressione, invece, le Piazze cinesi, a due giorni dall'apertura del XIX Congresso del Partito comunista. Shenzhen perde l'1,15% a 201.29 punti e Shanghai lo 0,26% a 3.381 punti. In Cina l'inflazione ha frenato a settembre al +1,6% tendenziale.
Sul fronte delle materie prime i prezzi del petrolio sono in netto rialzo, sulla scia delle tensioni in Medio Oriente, dove l'esercito iracheno sta attaccando Kirkuk, scontrandosi con i peshmerga curdi. Alla chiusura delle Borse europee il Wti sale dello 0,6% a 51,7 dollari e il Brent aggiunge l'1% circa a 57,7 dollari. L'oro mantiene i guadagni della scorsa settimana quando aveva messo a segno un aumento del 2% e scambia poco sotto 1.305 dollari. Gli investitori guardano alle prossime mosse della Fed Usa dopo che il suo presidente Yellen ha affermato di aspettarsi l'accelerazione dell'inflazione negli Stati Uniti.
Il Palladio è il re dei preziosi: sfonda quota 1.000 dollari al traino dell'industria auto
Per la prima volta dal 2001 il palladio ha sfondato quota 1.000 dollari all'oncia: è il re assoluto dei metalli preziosi, con un balzo del 47% quest'anno inavvicinabile dagli altri. L'oro si è fermato al +14%, l'argento al +9% e il platinum sta intorno al +5%. A monte della dinamica tracciata da Bloomberg c'è il boom della domanda del materiale nelle applicazioni della componentistica automobilistica, in particolare nei sistemi per la riduzione degli scarichi dei veicoli diesel. Secondo le previsioni, il mercato dei diesel dovrebbe andare rapidamente a calare e questo potrebbe mettere in difficoltà le quotazioni del platino - anch'esso utilizzato dall'industria per la riduzione delle emissioni - generando un eccesso di offerta. Diversamente, per il palladio le previsioni di Citgroup indicano ancora una domanda sostenuta rispetto alla presenza del materiale sul mercato