Economia

Milano sale dell'1,26% con le banche. Borse Ue incerte con il petrolio

Il greggio ha annullto gli effetti dell'accordo Opec sul taglio alla produzione. Oggi si stabilizza, dopo il calo delle scorte Usa. Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,45% sul rafforzamento dello yen. Gli indici Msci accolgono le azioni cinesi. Piazza Affari migliora con l'offerta di Intesa per le venete

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MILANO - I listini europei trattano deboli con il calo del prezzo del petrolio che pesa sugli indici azionari, mentre Milano scatta fino a chiudere in rialzo dell'1,26%. In luce il comparto bancario (+2,8% l'indice dedicato) dopo che Intesa Sanpaolo ha formalizzato l'offerta per acquisire le banche venete. Chiudono in ribasso le altre: Francoforte cede lo 0,32%, Parigi lo 0,37% e Londra lo 0,33%. Contrastata Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,26%, il Nasdaq guadagna lo 0,74% e l'indice S&P500 scivola dello 0,06%.

Il barile fatica a rimbalzare dopo esser retrocesso ai livelli di prezzi antecedenti l'accordo Opec per il taglio alla produzione: un'intesa mirata proprio a mantenere alte le quotazioni, ma che ha avuto come effetto solo una fiammata iniziale e poco più. La ripresa dell'estrazione libica, il recupero dello shale oil americano e le incrinature diplomatiche tra i Paesi del Golfo pesano sul barile. Oggi il greggio ad agosto al Nymex rivede 44 dollari al barile, dopo che ieri i future sono arrivati a perdere oltre il 2% toccando il livello più basso da agosto, poi si stabilizza intorno a 43,5 dollari. L'oro nero, annotano nelle sale operative, è ufficialmente in una fase "da orso", ovvero una sequenza di ribassi che l'ha portato a perdere più del 20 per cento dal picco precedente. Una notizia a supporto delle quotazioni è arrivata dalle scorte di petrolio Usa, calate più del previsto nella settimana chiusa il 16 giugno: gli stock sono scesi di 2,5 milioni di barili a 509,1 milioni. Gli analisti si attendevano una flessione di 1,2 milioni.
Gli ultimi cinque anni del greggio Wti 
"Probabilmente gli investitori si sposteranno verso alcuni asset meno rischiosi e i mercati asiatici pagheranno un po' il conto" di questo calo del petrolio, ha spiegato a Bloomberg lo strategist Jingyi Pan, di IG Asia.

L'agenda di giornata è piuttosto scarica: dagli Usa sono si registra la crescita dell'1,1% delle vendite di case esistenti a maggio, sopra le attese. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si restringe sotto la soglia di 165 punti base, per un rendimento del decennale italiano inferiore all'1,9% sul mercato secondario. L'euro chiude in leggero rialzo sopra quota 1,11 dollari e anche la sterlina è sostanzialmente stabile e resta debole sotto quota 1,27 sul biglietto verde. La moneta europea passa di mano a 1,1142 dollari e a 124,24 yen. Dollaro/yen in rialzo a 111,51 e sterlina a 1,2666 dollari.

In Asia, in mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso, cedendo lo 0,45% appesantita dalla rivalutazione dello yen e la flessione dei prezzi petroliferi.

Poco mosse le azioni cinesi di Shanghai (+0,1%), nonostante sia stato raggiunto un traguardo che Pechino inseguiva da un po': i mercati cinesi entrano per la prima volta a far parte dell'indice globale di riferimento Msci. "Gli investitori internazionali apprezzano i positivi cambi nel mercato cinese delle azioni di classe A degli ultimi anni", ha spiegato Remy Briand, direttore generale dell'Msci. Siginfica che il secondo mercato al mondo, da 6.900 miliardi di dollari, avrà maggiore visibilità nei radar degli investitori, sebbene il "peso" negli indicatori dell'Est sarà inizialmente limitato e il mercato cinese dovrà passare attraverso nuove riforme per aumentarlo. Ci sono comunque 2mila miliardi di fondi investiti in strumenti collegati all'indice Msci dedicato ai mercati emergenti. L'ingresso della Cina arriva dopo tre falliti tentativi e concede al mercato cinese un ruolo maggiore a livello mondiale, oltre a far progredire l'agenda del presidente Xi Jinping di rendere lo yuan una valuta globale. Quanto alla reazione dei mercati, di nuovo per Jingyi Pan si tratta ad ora solo di un aspetto "simbolico" perché ci vorranno 12 mesi per la conclusione del processo.
 
Dopo cinque giorni consecutivi di calo l'oro segna un rimbalzo: quando le Borse europee si avviano agli scambi finali, il metallo prezioso guadagna lo 0,2% in area 1.245 dollari l'oncia.