MILANO - Il lavoro che non c'è da una parte e l'evasione fiscale, che invece abbonda, dall'altra. Sono i cardini intorno ai quali si sviluppa la due giorni di incontri a Lough Erne, in Irlanda del Nord, dove si ritrovano i G8. I media anglosassoni hanno etichettato il summit con le tre T: 'Tax, Transparency e Trade'. In effetti, oltre alle tasse e alla relativa trasparenza fiscale, il commercio è un tema caldo. Ma nell'agenda si è inserito di forza il tema della disoccupazione, tanto che i leader europei si sono dati appuntamento in un pre-incontro con l'obiettivo di accelerare le politiche per la crescita e l'occupazione, dei giovani in particolare.
Tema molto caro al premier Enrico Letta che oggi ha messo sul tavolo il 'decreto del Fare' fresco di stampa e incontrato Barack Obama. In Italia, però si guarda soprattutto all'imminente aumento dell'Iva: il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha detto di "sperare in un miracolo", ma è comunque "difficile" scongiurare l'innalzamento dell'imposta a luglio perché le risorse non ci sono. Anche il collega dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha parlato della necessità di tempi lunghi per prendere dei provvedimenti "ragionevoli".
In questo contesto, sui mercati finanziari domina l'attesa per le mosse della Federal Reserve. Il Fomc, il braccio operativo della Banca centrale americana, dovrà decidere il 18 e 19 giugno in che misura continuare il piano di acquisto di bond (85 miliardi al mese) che sostiene la ripresa Usa. Le recenti correzioni del mercato si sono avviate proprio quando, il 22 maggio scorso, Ben Bernanke ha lasciato intendere che la posizione dei banchieri centrali che spingono per la graduale interruzione del programma sta raccogliendo sempre più consensi. E oggi l'indice Empire manifatturiero, che misura l'andamento del settore industriale nello stato di New York, è salito a 7,8 punti, ai massimi degli ultimi tre mesi e meglio delle attese degli analisti. Positiva la reazione di Wall Street: il Dow Jones avanza dell'1,1% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq recupera l'1,2%.
In Europa le principali Piazze hanno chiuso la seduta in territorio positivo: Francoforte segna un +1,15%, Parigi +1,54%, Londra +0,33% e Madrid +0,81%. Rialza la testa anche Piazza Affari che, dopo un avvio in rosso, riesce comunque a girare in positivo e fermarsi a +0,26%. Bene Telecom, pesa però in particolare Saipem, che all'inizio non fa prezzo e poi crolla bruscamente dopo la nuova revisione al ribasso delle stime per i conti del 2013 e perde il 29%: la Consob ha bloccato le vendite allo scoperto fino a domani. Si guarda poi all'aumento di capitale di Rcs, che prende il via forte di una copertura a 389 milioni. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza a 272 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono il 4,2% sul mercato secondario. In Italia, l'Istat ha reso noti i dati sulla bilancia commerciale italiana: surplus di 1,9 miliardi in aprile, che nell'Eurozona salgono a 14,9 miliardi. Da Eurostat è emerso invece che il costo del lavoro è salito dell'1,6% nel primo trimestre, ma nel Belpaese il conto è stato più salato: +2,5% annuo. Intanto, la Borsa di Tokyo ha beneficiato di un nuovo indebolimento dello yen - che si era rafforzato la scorsa settimana - per recuperare terreno: il Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,73%.
L'euro chiude sui livelli di apertura sopra quota 1,33 dollari, allontanandosi dal massimo di tre mesi e mezzo sul biglietto verde raggiunto la settimana scorsa. La moneta europea passa di mano a 1,3338 dollari. L'oro è in lieve flessione a 1.383,3 dollari l'oncia. Venerdì a New York aveva terminato gli scambi a 1.390,74 dollari. Quanto al petrolio, i prezzi sono ai massimi da nove mesi in attesa che si trovi una soluzione alla crisi siriana. Il light crude Wti ha toccato un picco di seduta di 98,69 dollari, un livello che non si registrava dal settembre 2012, e a New York quota poi a 97,9 dollari.
Tema molto caro al premier Enrico Letta che oggi ha messo sul tavolo il 'decreto del Fare' fresco di stampa e incontrato Barack Obama. In Italia, però si guarda soprattutto all'imminente aumento dell'Iva: il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha detto di "sperare in un miracolo", ma è comunque "difficile" scongiurare l'innalzamento dell'imposta a luglio perché le risorse non ci sono. Anche il collega dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha parlato della necessità di tempi lunghi per prendere dei provvedimenti "ragionevoli".
In questo contesto, sui mercati finanziari domina l'attesa per le mosse della Federal Reserve. Il Fomc, il braccio operativo della Banca centrale americana, dovrà decidere il 18 e 19 giugno in che misura continuare il piano di acquisto di bond (85 miliardi al mese) che sostiene la ripresa Usa. Le recenti correzioni del mercato si sono avviate proprio quando, il 22 maggio scorso, Ben Bernanke ha lasciato intendere che la posizione dei banchieri centrali che spingono per la graduale interruzione del programma sta raccogliendo sempre più consensi. E oggi l'indice Empire manifatturiero, che misura l'andamento del settore industriale nello stato di New York, è salito a 7,8 punti, ai massimi degli ultimi tre mesi e meglio delle attese degli analisti. Positiva la reazione di Wall Street: il Dow Jones avanza dell'1,1% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq recupera l'1,2%.
In Europa le principali Piazze hanno chiuso la seduta in territorio positivo: Francoforte segna un +1,15%, Parigi +1,54%, Londra +0,33% e Madrid +0,81%. Rialza la testa anche Piazza Affari che, dopo un avvio in rosso, riesce comunque a girare in positivo e fermarsi a +0,26%. Bene Telecom, pesa però in particolare Saipem, che all'inizio non fa prezzo e poi crolla bruscamente dopo la nuova revisione al ribasso delle stime per i conti del 2013 e perde il 29%: la Consob ha bloccato le vendite allo scoperto fino a domani. Si guarda poi all'aumento di capitale di Rcs, che prende il via forte di una copertura a 389 milioni. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza a 272 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono il 4,2% sul mercato secondario. In Italia, l'Istat ha reso noti i dati sulla bilancia commerciale italiana: surplus di 1,9 miliardi in aprile, che nell'Eurozona salgono a 14,9 miliardi. Da Eurostat è emerso invece che il costo del lavoro è salito dell'1,6% nel primo trimestre, ma nel Belpaese il conto è stato più salato: +2,5% annuo. Intanto, la Borsa di Tokyo ha beneficiato di un nuovo indebolimento dello yen - che si era rafforzato la scorsa settimana - per recuperare terreno: il Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,73%.
L'euro chiude sui livelli di apertura sopra quota 1,33 dollari, allontanandosi dal massimo di tre mesi e mezzo sul biglietto verde raggiunto la settimana scorsa. La moneta europea passa di mano a 1,3338 dollari. L'oro è in lieve flessione a 1.383,3 dollari l'oncia. Venerdì a New York aveva terminato gli scambi a 1.390,74 dollari. Quanto al petrolio, i prezzi sono ai massimi da nove mesi in attesa che si trovi una soluzione alla crisi siriana. Il light crude Wti ha toccato un picco di seduta di 98,69 dollari, un livello che non si registrava dal settembre 2012, e a New York quota poi a 97,9 dollari.