Economia

Cala la tensione per la Fed, Borse positive.
Pieno all'asta di Btp, rendimenti in salita

I mercati asiatici recuperano dopo il calo dei tassi a Pechino e l'allentamento dei timori sulle intenzioni della Fed. Il Pil americano cresce meno del previsto e allontana lo spettro della riduzione delle iniezioni di liquidità da parte di Bernanke. I listini Ue chiudono in rialzo, l'Italia piazza tutti i Btp con tassi in crescita e buona domanda

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MILANO - L'attesa asta di Btp del Tesoro italiano si conclude come da previsioni, con i rendimenti in risalita che testimoniano la crescita della tensione sui mercati internazionali degli ultimi tempi. D'altra parte, anche i collocamenti di Ctz e Bot semestrali dei giorni scorsi erano andati in porto con la stessa dinamica. Ma le notizie positive vengono dalla domanda sempre sostenuta, che nel caso del decennale è in crescita. A livello globale, paiono comunque rientrare le preoccupazioni legate alla crisi di liquidità in Cina e alla decisione della Federal Reserve di ridurre fino a esaurire il piano di sostegno all'economia da 85 miliardi di dollari al mese. Non è un caso che le Piazze asiatiche abbiano recuperato per il secondo giorno consecutivo e la Borsa di Tokyo abbia chiuso le contrattazioni in rialzo del 2,96%. Paradossalmente, quindi, continua quella spirale poco coerente per la quale i dati negativi sull'andamento economico stimolano gli acquisti sui mercati: l'andamento del Pil americano meno baldanzoso del previsto (crescita a +1,8% nel primo trimestre rispetto al +2,4% inizialmente stimato) ha allontanato l'eventualità che la Fed acceleri il piano di disimpegno e continui invece a pompare liquidità nel mercato.

Anche in Europa i listini chiudono in positivo, pure se lontano dai massimi, grazie alla buona lena di Wall Street. L'Ecofin ha dato il via libera all'accordo sul "fallimento ordinato" delle banche della zona Euro e per il ministro italiano, Fabrizio Saccomanni, si tratta di un "buon compromesso". Ha preso inoltre il via il Vertice di Bruxelles che si incentrerà sul lavoro. L'attenzione si concentrava, come accennato, sull'asta di Btp. Il Tesoro ha venduto il Btp quinquennale per 2,5 miliardi di euro, importo massimo prefissato, registrando un rialzo del rendimento medio al 3,47% dal 3,01% del collocamento di maggio. Il rapporto di copertura è calato a 1,30 da 1,40 precedente. Simile andamento per il decennale: target massimo di 2,5 miliardi centrato, ma rendimento in crescita dal 4,14 al 4,55%. Bene la domanda, con il rapporto di copertura che sale all'1,46. Lo spread tra Btp e Bund si restringe a 284 punti base e la cedola del decennale italiano si allinea all'asta: 4,55%.

Dopo una mattinata incerta, Piazza Affari passa in nero, arriva a guadagnare oltre un punto ma poi chiude in lieve rialzo: +0,44%. Tra i singoli titoli, focus sulla Popolare di Milano, protagonista prima di un avvio sprint e poi di una repentina correzione. La Consob ha avviato indagini dopo l'assemblea di sabato scorso che ha eletto Giuseppe Coppini presidente del Cds per una manciata di voti. Continuano invece gli acquisti su Mediaset, passata anche in asta di volatilità; oggi presso la Corte di Cassazione si è aperta l'udienza sul ricorso Fininvest relativo alla sentenza di condanna per il Lodo Mondadori. Nel resto d'Europa, Francoforte chiude in rialzo dello 0,63%, Parigi dello 0,97% e Londra dell'1,26%.

Le Borse Ue si sono rafforzate anche grazie all'andamento di Wall Street, che ha chiuso in rialzo con il Dow Jones in progresso dello 0,77% e il Nasdaq dello 0,76%. Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi per la disoccupazione sono calate di 9mila unità nell'ultima settimana tracciata, in linea sostanzialmente con le attese. A maggio sono aumentati sia i consumi (+0,3%) che i redditi personali (+0,5%) degli americani, dati leggermenti superiori alle aspettative. E' invece calato l'indice manifatturiero della Fed di Chicago, che sempre a maggio ha segnato il -0,4% mensile e il +4,2% annuo.
 
Sempre a livello macroeconomico, nel Regno Unito è stata confermata la lettura del Pil del primo trimestre a +0,3%. Buone indicazioni dall'indice di fiducia economica in Europa, che sale a giugno sia considerando l'Eurozona che l'Ue a 27. Nel primo caso è salito a 91,3 (da 89,4 a maggio), nel secondo a 92,6; l'Italia ha regitrato un rialzo in linea di 1,7 punti. A Bruxelles si registra anche un balzo "significativo" della fiducia dei consumatori. In Germania, intanto, il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa al 6,8% a giugno ed anche il dato di maggio è stato limato al 6,8% dal 6,9% della prima lettura. A Berlino si rileva una flessione superiore alle aspettative per i prezzi all'importazione: -0,4% a maggio. Continua intanto a salire l'inflazione in Spagna: +2,2% annuo a giugno, oltre le attese.

L'euro chiude debole a 1,3006 dollari, pur allontanandosi dai minimi da quattro settimane toccati ieri. Il biglietto verde avanza  sullo yen a 98,48. Sul versante delle materie prime si registra una stabilizzazione dopo la corsa al ribasso dell'oro, che ha rivisto i minimi dell'estate 2010: lo spot, salito in mattinata in asia, torna a stabilizzarsi e alla chiusura dei mercati europei viene prezzato sotto 1.230 dollari l'oncia. Dall'inizio dell'anno il prezzo del metallo giallo ha limato circa un quarto del proprio valore. Il petrolio si apprezza con decisione e il Wti scambia a 96,6 dollari.