Economia

Lapo debutta a Piazza Affari
con gli occhiali di Italia Independent

La valutazione del titolo è da start up della new economy: 19,2 volte quello che guadagna tolti i costi La società punta a raccogliere 13,6 milioni di euro per finanziare la crescita e ridurre il rischio liquidità

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MILANO - "Mio fratello Lapo è l'esempio di chi sa rischiare". L'ultima benedizione al più giovane dei rampolli della famiglia Agnelli, prima del debutto in Borsa di Italia Independent, arriva dal fratello John Elkann, numero uno di Fiat: "E' un esempio molto forte di chi ha avuto un'idea, ha avuto coraggio e ha creato una realtà". Come ha fatto Lapo Elkann con la fondazione della sua società nel 2007 scommettendo sul richiamo dell'occhiale made in Italy. Con l'obiettivo, quasi, di creare uno stile di vita. Una passione che si è trasformata in una realtà da 15 milioni di euro di fatturato l'anno e adesso arriva sull'Aim di Borsa Italiana, il listino per le piccole e medie imprese - aperto solo agli investitori istituzionali - che cercano nuovi capitale per sostenere la crescita. Una via non facile, proprio quando l'accesso al credito tradizionale è sempre più complicato. Ma d'altra parte nel bilancio chiuso al 31 dicembre la società cita tra i possibili rischi quello della liquidità che potrebbe essere risolto proprio con la quotazione.

Con l'operazione la società, che fattura 15 milioni l'anno, conta di raccogliere 13,6 milioni di euro, 11 dei quali in aumento di capitale, il resto derivante dalla vendita delle azioni da parte dei soci. Di certo la valutazione della società, 57,4 milioni di euro, è di quelle da start up della new economy: 19,2 volte l'ebitda (margine lordo) del 2012 (2,97 milioni di euro). Stesso discorso per il price earning (il p/e, il rapporto tra prezzo e utile per azione), che con un valore di collocamento a 26 euro per azione e un utile a dicembre 2012 di 907mila euro risulta essere pari a 65 volte. Di fatto a utili costanti servirebbero quasi 65 anni per recuperare il capitale investito, ma nel caso di un'azienda nuova l'investitore scommette su una crescita più rapida dovuta proprio all'apporto di capitali freschi. Negli ultimi due anni, i ricavi di Italian Independent sono aumentati del 67% l'anno, confermati nel primo trimestre 2013. La differenza si percepisce con aziende che hanno alle spalle una storia robusta. Il p/e di Luxottica è pari a 19 volte, mentre il rapporto con l'ebitda è di 13,4 volte; Safilo è valutata 33 volte il p/e e 7 volte l'ebitda. In termini di margini, invece, Italian Independent con un ebitda pari al 14% dei ricavi si piazza a metà strada tra Luxottica (19,2%) e Safilo (9,8%).

Sul fronte dei rischi, il più marcato è quello legato alle condizioni economiche in particolare nei paesi più industrializzati, dove la domanda è più forte: "La congiuntura - si legge nel bilancio - potrebbe incidere sulla crescita della domanda e sui risultati di gruppo". Meno problematica, invece, la situazione debitoria: la società è esposta verso le banche per 2,2 milioni di euro.

Il debutto a Piazza Affari porterà anche a un rimescolamento delle quote nella società: Elkann ridurrà la propria partecipazione dal 64% al 48,8% del capitale, Mario Ginatta dall'11,7% all'8,92%, Andrea Tessitore dall'11,13% all'8,48%, Giovanni Accongiagioco dal 4,49% al 3,43%, Alberto Fusignani dal 4,49% al 3,43% e Pietro Peligra dal 4,19% al 3,19%. Nel caso dell'integrale esercizio dell'opzione di over allotment le quote saranno ulteriomente limate. La domanda per il titolo è stata 3 volte l'offerta e per il 60% coperta da investitori italiani.