Economia

Whirlpool, Varese capitale del freddo
L'ad: "Investiremo 245 mln in 4 anni"

Il gruppo degli elettrodomestici ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Trento che costerà il lavoro a 450 persone. Davide Castiglioni: "Decisione difficile, ma era in gioco la continuità dell'azienda. In Lombardia saremo più competitivi"

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MILANO - Una decisione sofferta, ma inevitabile: "Abbiamo studiato la situazione di tutti i siti produttivi e non avevamo altra soluzione che chiudere l'impianto di Trento per creare un hub dei frigoriferi da incasso a Varese" dice Davide Castiglioni, amministratore delegato di Whirlpool Italia, facendo chiarezza sul piano industriale del gruppo per i prossimi quattro anni. "I conti ci lasciavano pochi margini di manovra. Lo scorso anno - dice Castiglioni - abbiamo avuto una perdita operitiva di 50 milioni di dollari in Europa, nel primo trimestre dell'anno ne abbiamo persi altri 8. Con numeri così era a rischio anche la continuità aziendale, non avevamo altra scelta".

La chiusura di Trento costerà il posto di lavoro a 450 persone. E in città è già partita una mobilitazione generale.
"Non è stata una decisione facile. Per questo abbiamo dato da subito la nostra disponibilità a incontrare le organizzazioni sindacali e le istituzioni per cercare insieme una soluzione. Siamo aperti a qualunque proposta, dalla riconversione dello stabilimento alla riqualificazione, ma non possiamo tornare indietro. Faremo la nostra parte, ma è in gioco il futuro dell'azienda. Dobbiamo fare i conti con un mercato stagnante che resterà tale per i prossimi anni".

Dal governo però è arrivato l'Ecobonus anche per gli elettrodomestici.

"E' solo il primo passo nella giusta direzione. Ma la situazione è critica. Dal 2008 abbiamo perso un milioni di frigoriferi: le vendite sono scese da 4 a 3 milioni di pezzi l'anno. Si vedono segnali di riprese nell'Europa dell'Est, ma da noi la situazione è davvero difficile. Quello del freddo, poi, è un settore che soffre più degli altri perché l'impatto delle materie prime sulla produzione è forte: nei frigoriferi c'è molta plastica e quindi resina e petrolio pesano molto".

Perché avete scelto Varese?

"Perché nello stabilimento di Cassinetta c'è tutta la divisione di ricerca e sviluppo. In questo modo possiamo sfruttare ogni tipo di sinergia mettendo l'Italia al centro del piano di sviluppo. Per la nostra crescita puntiamo in particolare sugli elettrodomestici da incasso e quelli di tutta Europa arriveranno da Varese. A partire da quest'anno, per quattro anni, investiremo nello stabilimento 245 milioni di dollari. Per restare sul mercato, oggi, la competitività è ancora più importante. E Varese ci garantisce tutto questo".

Questo però non pareggia il saldo sul fronte del lavoro.
"No. E' vero. A Trento ci sono 450 persone in difficoltà per le quali siamo pronti a valutare ogni proposta senza preconcetti, però a Varese, nel 2011, avevamo 495 esuberi che oggi sono scesi a 330: sono convinto che con lo sviluppo del sito riusciremo ad assorbirli tutti".