MILANO - Uno stanziamento da 1,5 miliardi di euro dall'Unione europea e un provvedimento del governo che incentiva l'assunzione dei giovani non sono sufficienti. E' il giudizio dei circa 25mila tweet rilevati nella prima settimana di luglio da Voices from the blogs, l'osservatorio della rete dell'Università statale di Milano, sulle novità introdotte dall'Unione europea con l'obiettivo di dare respiro al mercato del lavoro giovanile
Per un pelo, il decreto del governo non raggiunge la sufficienza. Il 48,2% dei tweet lo ha accolto positivamente: il 19,2% lo giudica discreto, il 16,7% buono, il 12,3% addirittura ottimo, ma il restante 51,8% lo ritiene insufficiente, e va notato che un terzo dei pareri parla di insufficienza grave.
Le ragioni? Un quarto dei pareri trova però che le risorse stanziate siano inadeguate a fronteggiare il problema e l'11% riprende opinioni espresse anche da qualche autorevole economista, secondo cui un incentivo "d'urgenza" è destinato a non cambiare in modo significativo il comportamento delle imprese verso le assunzioni. Per il 14% dei tweet, invece, il provvedimento presenta gravi inadeguatezze: i limiti e le condizioni di applicabilità degli incentivi vengono fortemente criticati e si teme che siano causa di una scarsa incisività dell'intervento. Il 27,7% degli italiani in rete, tuttavia, plaude all'iniziativa del governo, che finalmente interviene su quello che è considerato un problema prioritario, e il 21,4% sottolinea che gli interventi a favore dell'occupazione sono un segnale di segno espansivo, e quindi di controtendenza, dopo i molti inasprimenti fiscali, accusati di essere recessivi e di aggravare la crisi.
In generale, sembra prevalere nella rete un timido sentimento di favore verso le istituzioni europee: se solo il 9,3% dei commenti può essere classificato come decisamente europeista, è vero infatti che il 36,3% si esprime comunque favorevolmente nei confronti dell'Unione europea. I pareri critici (6,7%) o dichiaratamente antieuropeisti (10,9%) costituiscono una minoranza.
Ciò nonostante, l'impressione prevalente è che le istituzioni europee non ci stiano dando l'aiuto sperato per uscire dalla crisi: ben il 40,9% dei tweet sostiene che l'Unione europea non abbia fatto adeguatamente la propria parte nel sostenere l'Italia e ad essi si aggiunge il 18,1% di quanti - più drasticamente - pensano che l'Ue non ci abbia affatto aiutati. Perplesso è il 15,3% dei commenti, mentre i giudizi complessivamente positivi assommano ad un quarto circa del totale, ma solo l'8% pensa che l'intervento europeo sia stato determinante per evitare al Paese guai peggiori.
Alla luce di queste opinioni, che atteggiamento dovrebbe assumere l'Italia verso l'Unione europea? Qui i pronunciamenti si fanno, se possibile, ancora più decisi: il 35,1% ritiene che i vincoli cui è soggetta la nostra appartenenza all'Unione e all'area della moneta unica vadano rinegoziati, per fare in modo che non siano d'ostacolo alla ripresa economica; piccole minoranze invitano a violare i vincoli (ancor prima di ogni negoziato) o ad abbandonare Unione e euro. Molto pochi coloro che ritengono che, per il bene del sistema economico nazionale, ci si debba uniformare alle indicazioni (o prescrizioni) che ci vengono dalle istituzioni o dai partner europei. Un sintomo di crescente insofferenza verso l'Unione Europea che da diversi mesi sembra essere presente anche nel nostro paese. E infatti la larga maggioranza degli italiani attivi in rete (58,5%) propone un'alternativa secca: l'Europa? O ci aiuta di più, oppure è meglio andarsene.
"Voices from the Blogs" (http://voicesfromtheblogs. com/) è l'osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S. M. Iacus e G. Porro.
Per un pelo, il decreto del governo non raggiunge la sufficienza. Il 48,2% dei tweet lo ha accolto positivamente: il 19,2% lo giudica discreto, il 16,7% buono, il 12,3% addirittura ottimo, ma il restante 51,8% lo ritiene insufficiente, e va notato che un terzo dei pareri parla di insufficienza grave.
Le ragioni? Un quarto dei pareri trova però che le risorse stanziate siano inadeguate a fronteggiare il problema e l'11% riprende opinioni espresse anche da qualche autorevole economista, secondo cui un incentivo "d'urgenza" è destinato a non cambiare in modo significativo il comportamento delle imprese verso le assunzioni. Per il 14% dei tweet, invece, il provvedimento presenta gravi inadeguatezze: i limiti e le condizioni di applicabilità degli incentivi vengono fortemente criticati e si teme che siano causa di una scarsa incisività dell'intervento. Il 27,7% degli italiani in rete, tuttavia, plaude all'iniziativa del governo, che finalmente interviene su quello che è considerato un problema prioritario, e il 21,4% sottolinea che gli interventi a favore dell'occupazione sono un segnale di segno espansivo, e quindi di controtendenza, dopo i molti inasprimenti fiscali, accusati di essere recessivi e di aggravare la crisi.
In generale, sembra prevalere nella rete un timido sentimento di favore verso le istituzioni europee: se solo il 9,3% dei commenti può essere classificato come decisamente europeista, è vero infatti che il 36,3% si esprime comunque favorevolmente nei confronti dell'Unione europea. I pareri critici (6,7%) o dichiaratamente antieuropeisti (10,9%) costituiscono una minoranza.
Ciò nonostante, l'impressione prevalente è che le istituzioni europee non ci stiano dando l'aiuto sperato per uscire dalla crisi: ben il 40,9% dei tweet sostiene che l'Unione europea non abbia fatto adeguatamente la propria parte nel sostenere l'Italia e ad essi si aggiunge il 18,1% di quanti - più drasticamente - pensano che l'Ue non ci abbia affatto aiutati. Perplesso è il 15,3% dei commenti, mentre i giudizi complessivamente positivi assommano ad un quarto circa del totale, ma solo l'8% pensa che l'intervento europeo sia stato determinante per evitare al Paese guai peggiori.
Alla luce di queste opinioni, che atteggiamento dovrebbe assumere l'Italia verso l'Unione europea? Qui i pronunciamenti si fanno, se possibile, ancora più decisi: il 35,1% ritiene che i vincoli cui è soggetta la nostra appartenenza all'Unione e all'area della moneta unica vadano rinegoziati, per fare in modo che non siano d'ostacolo alla ripresa economica; piccole minoranze invitano a violare i vincoli (ancor prima di ogni negoziato) o ad abbandonare Unione e euro. Molto pochi coloro che ritengono che, per il bene del sistema economico nazionale, ci si debba uniformare alle indicazioni (o prescrizioni) che ci vengono dalle istituzioni o dai partner europei. Un sintomo di crescente insofferenza verso l'Unione Europea che da diversi mesi sembra essere presente anche nel nostro paese. E infatti la larga maggioranza degli italiani attivi in rete (58,5%) propone un'alternativa secca: l'Europa? O ci aiuta di più, oppure è meglio andarsene.
"Voices from the Blogs" (http://voicesfromtheblogs. com/) è l'osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S. M. Iacus e G. Porro.