Economia

Sale la fiducia delle imprese tedesche.
Mercati europei deboli con i dati Usa

Borse asiatiche in calo: pesano le trimestrali societarie e i dati macro degli Stati Uniti che non fanno luce sulle prossime mosse della Fed. In Europa migliora anche la fiducia dei consumatori italiani, lo spread tra Btp e Bund a quota 270 punti. Segnali positivi dalla trimestrale di Facebook. L'euro intorno a 1,32 dollari, scende il petrolio

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MILANO - I segnali di miglioramento dell'attività economica europea, mostrati ad esempio dalla crescita dell'indice Pmi che anticipa l'andamento della produzione di beni e servizi attraverso il giudizio dei direttori degli acquisti, si confermano in Germania. L'indice Ifo che misura la fiducia degli imprenditori è salito a luglio a 106,2, leggermente al di sopra del consensus degli analisti censito da Bloomberg, ma i mercati finanziari non ne traggono benefici. A questa rilevazione se ne aggiungono altre provenienti dagli Usa: gli ordini di beni durevoli sono cresciuti, oltre le attese, del 4,2%, mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione sono aumentate di 7mila unità a quota 343mila nell'ultima settimana, meno delle attese. E così, nonostante l'Ifo, i listini azionari europei restano in territorio negativo ma limano parte delle perdite. A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude la seduta recuperando la parità (-0,07%) nonostante il rossi di Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,5%, l'S&P 500 lo 0,3%, mentre il Nasdaq è invariato.

L'incertezza si sente anche sulle altre Borse Ue:  il Dax di Francoforte perde lo 0,96%, il Cac 40 di Parigi cede lo 0,17% e il Ftse 100 di Londra arretra dello 0,49%. Il downgrade operato da Standard & Poor's, atteso dopo il taglio del giudizio sull'Italia, penalizza le banche tricolori con le Popolari a trattare con i maggiori ribassi. Luci accese su Bpm: l'ispezione di Bankitalia si chiude con l'invito a riaprire il dossier per la trasformazione in Spa. Buona performance per Recordati: la società farmaceutica ha chiuso il primo semestre dell'anno con una crescita dell'utile dell11%, oltre 70 milioni. Oltre alla fiducia degli imprenditori tedeschi, è salita nettamente anche quella dei consumatori italiani, il cui indice per luglio si è portato a 97,3 punti. In Gran Bretagna, intanto, l'economia è cresciuta dello 0,6% nel secondo trimestre dell'anno, in linea con le attese degli analisti; buone notizie dalla Spagna, dove la disoccupazione è calata per la prima volta in due anni e si attesta a 26,3% nel secondo trimestre.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si mantiene a quota 272 punti base; sul restringimento del differenziale di rendimento pesa più l'andamento dei titoli tedeschi, visto che la cedola sul decennale italiano è rimasta tutto sommato stabile oltre il 4,3% sul mercato secondario. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3231 dollari, mentre il biglietto verde perde terreno sulla scia dell'aspettativa dell'annunciato ritiro delle misure di stimolo da parte della Fed.

In Asia si è chiusa in in netto ribasso la seduta della Borsa di Tokyo, dove l'indice Nikkei si è portato a 14,562,93 punti in calo di 168,35 punti (-1,14%). A pesare sul trend degli scambi sono stati il rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro, le prime trimestrali deludenti di alcune blue chip e una corrente di prese di beneficio in un mercato sottile. L'indice Topix del mercato primario segna nel finale 1.202,32 punti, in calo di 17,6 punti (-1,44%).

Ulteriori indicazioni per gli investitori sono quelle fornite dalle trimestrali delle grandi società Usa ed Ue. Come nel caso di Facebook, che ieri a Wall Street chiusa ha annunciato conti sopra le aspettative, rafforzando l'ottimismo trasmesso da Apple dopo alcuni passaggi a vuoto di altre società tecnologiche quali Google e Microsoft. In Europa, invece, cresce l'utile di Crédit Suisse, mentre cala quello di Telefonica che però conferma i target annui. Dopo la recente galoppata, continua a ritracciare il prezzo del petrolio che scende a quota 105 dollari al barile. Sale, invece, l'oro a 1.330 dollari l'oncia dopo il calo del 2% segnato ieri.