MILANO - Le trimestrali della Corporate Usa si prendono oggi una pausa, ma i conti emersi fino a ieri sera orientano l'umore degli investitori e sui mercati asiatici lo fanno in termini negativi, dando il via a un'ondata di vendite che portano Tokyo a cedere il 3%. In Europa, invece, dopo un avvio in terreno positivo i listini si indeboliscono e procedono contrastati, mentre Wall Street estende le perdite. L'Italia, intanto, incassa un importante attestato di fiducia con un'asta di Ctz con buona domanda e rendimenti in calo, che però non sposta gli equilibri del mercato azionario. Il clima economico italiano si potrebbe rasserenare con l'autunno, come rileva Confindustria, ma in attesa della svolta il tasso di disoccupazione ritocca nuovi record, con oltre 3,1 milioni di persone in cerca di lavoro.
A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude poco mosso (-0,06%). Tra i singoli titoli, continua lo spunto positivo di FonSai; ieri, l'Ivass, in anticipo sui tempi previsti, ha dato il via libera all'operazione di fusione Unipol-Fonsai. Bene anche Terna, dopo il consiglio di acquisto da parte degli analisti di Chevreux, invece il titolo Finmeccanica accusa una pesante perdita. Sul versante obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si stabilizza a 273 punti con una cedola del 4,4% sul mercato secondario. Il Tesoro ha collocato tutti i tre miliardi del Ctz a 24 mesi (scadenza giugno 2015) con il tasso in calo sotto il 2%. Il rendimento medio è sceso infatti all'1,857% dal 2,403% dell'asta di giugno. In aumento la domanda, con rapporto di copertura salito a 1,56 da 1,48 precedente. Quanto alle altre principali Borse europee, Parigi guadagna lo 0,45%, mentre Londra cede lo 0,47% e Francoforte lo 0,63%.
L'agenda macroeconomica del Vecchio Continente non prevedeva rilevazioni importanti, ad eccezione della fiducia dei consumatori francesi in miglioramento: l'indice nel mese di luglio si è attestato a 82 punti contro i 79 della precedente indicazione e stimati dagli analisti. Notizie positive anche negli Stati Uniti, dove la fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan è salita alla fine di luglio a 85,1 punti da 84,1 punti alla fine di giugno e 83,9 a metà mese. Si tratta del livello più alto degli ultimi sei anni ed è migliore delle attese degli analisti che si attendevano un lieve ribasso a quota 84 punti. La ripresa americana, però, secondo il Fmi è ancora "tiepida", perché frenata dai tagli automatici della spesa necessari per il consolidamento fiscale. Wall Street, reduce da una chiusura in leggero rialzo, muove allora in ribasso: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jone cede lo 0,7%, come lo S&P 500, mentre il Nasdaq lima lo 0,3%. Ha deluso le aspettative il bilancio trimestrale di Amazon, che ha riportato una perdita inattesa e disegnato un futuro poco brillante.
In mattinata il Nikkei ha terminato le contrattazioni segnando -2,97% a 14.129 punti. Eppure, prima dell'apertura di Borsa, erano stati diffusi buoni dati sull'inflazione in Giappone: l'indice dei prezzi al consumo 'core' è salito in giugno dello 0,4% su base annua, andando oltre le attese degli analisti che prevedevano un incremento dello 0,3%. Un segnale positivo in linea con la politica di contrasto alla deflazione portata avanti dal governo. Complessivamente, l'inflazione è cresciuta dello 0,2% sull'anno, superando le previsioni relative a un +0,1%. A maggio, l'inflazione aveva subito una contrazione dello 0,3%.
A far scattare le vendite nipponiche è stato anche un rialzo improvviso dello yen. Quanto all'euro, la moneta unica chiude stabile a 1,3270 dollari dopo aver toccato un massimo da cinque settimane sul filo degli 1,33 dollari. Gli operatori attendono con cautela la prossima settimana, quando si svolgerà il vertice di politica monetaria della Federal Reserve, per prendere posizioni più nette. Nel frattempo prosegue l'avanzata dello yen, che sale a 130,29 sull'euro e a 98,15 sul dollaro. Sugli scambi asiatici ha pesato poi una trimestrale di Samsung sotto le attese, soprattutto per quanto riguarda l'outlook della società coreana, che registra comunque profitti da record.
Sul fronte delle materie prime, oro e petrolio ritracciano a New York, mentre in Europa terminano gli scambi. Il barile di Wti cede oltre un punto percentuale poco sopra 104 dollari, mentre il metallo prezioso passa sotto quota 1.320 dollari l'oncia.
A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude poco mosso (-0,06%). Tra i singoli titoli, continua lo spunto positivo di FonSai; ieri, l'Ivass, in anticipo sui tempi previsti, ha dato il via libera all'operazione di fusione Unipol-Fonsai. Bene anche Terna, dopo il consiglio di acquisto da parte degli analisti di Chevreux, invece il titolo Finmeccanica accusa una pesante perdita. Sul versante obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si stabilizza a 273 punti con una cedola del 4,4% sul mercato secondario. Il Tesoro ha collocato tutti i tre miliardi del Ctz a 24 mesi (scadenza giugno 2015) con il tasso in calo sotto il 2%. Il rendimento medio è sceso infatti all'1,857% dal 2,403% dell'asta di giugno. In aumento la domanda, con rapporto di copertura salito a 1,56 da 1,48 precedente. Quanto alle altre principali Borse europee, Parigi guadagna lo 0,45%, mentre Londra cede lo 0,47% e Francoforte lo 0,63%.
L'agenda macroeconomica del Vecchio Continente non prevedeva rilevazioni importanti, ad eccezione della fiducia dei consumatori francesi in miglioramento: l'indice nel mese di luglio si è attestato a 82 punti contro i 79 della precedente indicazione e stimati dagli analisti. Notizie positive anche negli Stati Uniti, dove la fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan è salita alla fine di luglio a 85,1 punti da 84,1 punti alla fine di giugno e 83,9 a metà mese. Si tratta del livello più alto degli ultimi sei anni ed è migliore delle attese degli analisti che si attendevano un lieve ribasso a quota 84 punti. La ripresa americana, però, secondo il Fmi è ancora "tiepida", perché frenata dai tagli automatici della spesa necessari per il consolidamento fiscale. Wall Street, reduce da una chiusura in leggero rialzo, muove allora in ribasso: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jone cede lo 0,7%, come lo S&P 500, mentre il Nasdaq lima lo 0,3%. Ha deluso le aspettative il bilancio trimestrale di Amazon, che ha riportato una perdita inattesa e disegnato un futuro poco brillante.
In mattinata il Nikkei ha terminato le contrattazioni segnando -2,97% a 14.129 punti. Eppure, prima dell'apertura di Borsa, erano stati diffusi buoni dati sull'inflazione in Giappone: l'indice dei prezzi al consumo 'core' è salito in giugno dello 0,4% su base annua, andando oltre le attese degli analisti che prevedevano un incremento dello 0,3%. Un segnale positivo in linea con la politica di contrasto alla deflazione portata avanti dal governo. Complessivamente, l'inflazione è cresciuta dello 0,2% sull'anno, superando le previsioni relative a un +0,1%. A maggio, l'inflazione aveva subito una contrazione dello 0,3%.
A far scattare le vendite nipponiche è stato anche un rialzo improvviso dello yen. Quanto all'euro, la moneta unica chiude stabile a 1,3270 dollari dopo aver toccato un massimo da cinque settimane sul filo degli 1,33 dollari. Gli operatori attendono con cautela la prossima settimana, quando si svolgerà il vertice di politica monetaria della Federal Reserve, per prendere posizioni più nette. Nel frattempo prosegue l'avanzata dello yen, che sale a 130,29 sull'euro e a 98,15 sul dollaro. Sugli scambi asiatici ha pesato poi una trimestrale di Samsung sotto le attese, soprattutto per quanto riguarda l'outlook della società coreana, che registra comunque profitti da record.
Sul fronte delle materie prime, oro e petrolio ritracciano a New York, mentre in Europa terminano gli scambi. Il barile di Wti cede oltre un punto percentuale poco sopra 104 dollari, mentre il metallo prezioso passa sotto quota 1.320 dollari l'oncia.