MILANO - La Bce conferma il costo del denaro allo 0,5%, ai minimi storici dell'Eurozona. E il numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, rilancia: "Terremo i tassi d'interesse al livello attuale, o inferiore, per un periodo di tempo prolungato". Di più: "La liquidità rimarrà "abbondante" per tutto il tempo necessario. Anche perché, nonostante gli ultimi dati sulla fiducia confermano le aspettative di una stabilizzazione dell'attività economica, la ripresa sarà "graduale" e solo nell'ultima parte dell'anno, mentre le pressioni inflazionistiche "resteranno contenute nel medio periodo". Tuttavia il mercato del credito resta in constante contrazione.
Lavoro e riforme. A preoccupare la Banca centrale sono le condizioni del mercato del lavoro che restano deboli, mentre il consolidamento fiscale continua a pesare sull'attività economica, che dovrebbe essere sostenuta in futuro da una ripresa delle esportazioni. Anche per questo Draghi insiste affinché i governi dell'Eurozona adottino politiche fiscali favorevoli alla crescita, minimizzando gli effetti distorsivi sulla tassazione. Tuttavia la Bce mette in guardia i paesi dell'unione monetaria dall'affievolire gli sforzi per il consolidamento fiscale e ha ribadito l'esortazione ad applicare le riforme strutturali necessarie a stimolare la crescita e combattere la disoccupazione, "che colpisce soprattutto i giovani".
Trasparenza. Il numero uno dell'Eurotower è poi tornato sul tema della trasparenza della Bce, già sollevato da diversi membri del consiglio direttivo. Draghi ha quindi annunciato che in autunno verrà proposta di riforma dei canali di comunicazione di Francoforte che potrebbe prevedere la pubblicazione dei verbali dei direttivi di politica monetaria, le cosiddette "minute": così come già succede per i verbali della Federal Reserve.
Lavoro e riforme. A preoccupare la Banca centrale sono le condizioni del mercato del lavoro che restano deboli, mentre il consolidamento fiscale continua a pesare sull'attività economica, che dovrebbe essere sostenuta in futuro da una ripresa delle esportazioni. Anche per questo Draghi insiste affinché i governi dell'Eurozona adottino politiche fiscali favorevoli alla crescita, minimizzando gli effetti distorsivi sulla tassazione. Tuttavia la Bce mette in guardia i paesi dell'unione monetaria dall'affievolire gli sforzi per il consolidamento fiscale e ha ribadito l'esortazione ad applicare le riforme strutturali necessarie a stimolare la crescita e combattere la disoccupazione, "che colpisce soprattutto i giovani".
Trasparenza. Il numero uno dell'Eurotower è poi tornato sul tema della trasparenza della Bce, già sollevato da diversi membri del consiglio direttivo. Draghi ha quindi annunciato che in autunno verrà proposta di riforma dei canali di comunicazione di Francoforte che potrebbe prevedere la pubblicazione dei verbali dei direttivi di politica monetaria, le cosiddette "minute": così come già succede per i verbali della Federal Reserve.