MILANO - La Banca centrale europea ha deciso di confermare per il terzo mese consecutivo il principale tasso di interesse di riferimento nell'area euro, al minimo storico dello 0,50 per cento. La decisione è in linea con quanto atteso dagli analisti. Ieri sera anche il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, ha lasciato i tassi d'interesse al minimo storico tra lo 0 e lo 0,25% e ha confermato la politica espansiva con l'iniezione di 85 miliardi di dollari al mese sotto forma di acquisto bond. Lo stesso ha fatto la Banca centrale inglese che ha deciso di mantenere i tassi d'interesse fermi (0,5% minimo storico) e invariato il programma di acquisto dei titoli, che resta stabile a 375 miliardi di sterline.
Confortate dalle banche centrali e dai dati macro, le Borse europee chiudono la seduta in rialzo. A Milano Piazza Affari sale del 2,04% trainando gli altri listini del Vecchio continente: Francoforte cresce dell'1,63%, Parigi guadagna l'1,25%, Londra lo 0,92%. L'euro chiude in ribasso ma resta sopra
1,32 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3225 dollari (1,3302 ieri), dopo aver toccato un minimo di 1,3196 dopo che Draghi ha detto che l'economia europea si sta stabilizzando, ma crescerà in modo moderato e con rischi che restano al ribasso. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è in calo a 268 punti base. Tassi in discesa nell'asta di titoli di Stato spagnoli: i bonos a tre anni sono stati aggiudicati a un rendimento del 2,63% dal 2,76% di luglio, i titoli a cinque anni sono stati assegnati a un tasso del 3,56% dal 3,73% per cento dell'asta precedente. Tra i singoli titoli a Milano, acquisti su Eni dopo la trimestrale, mentre il migliore semeste degli ultimi 5 anni non basta a sostenere Generali. Bene Wall Street con il Dow Jones in rialzo dello 0,8% e il Nasdaq che recupera l'1,1%, mentre l'S&P 500 guadagna l'1% e sfonda per la prima volta nella storia la soglia dei 1.700 punti.
A sostenere i listini anche le nuove richieste di sussidio alla disoccupazione negli Usa che sono
calate di 19mila unità a quota 326mila unità, il livello più basso degli ultimi cinque anni. Domani sarà la volta del rapporto sul lavoro di luglio. In Cina, invece, cresce la produzione manifatturiera a luglio. Il dato, diffuso dal governo di Pechino, ha fatto segnare un incremento a 50,3 da 50,1 in giugno, in contrasto, però, con quello della Banca Hsbc: escluse le imprese statali il Pmi è sceso a 47,7 a luglio da 48,2 il mese precedente. Bene anche l'Italia, dove il Pmi torna a segnalare crescita del settore manifatturiero per la prima volta in due anni, segnando a luglio a 50,4 da 49,1 di giugno e contro stime per 49,7 (nell'Eurozona sale a 50,3 punti).
Chiusura in forte rialzo, questa mattina, per la Borsa di Tokyo dopo un avvio incerto. A spingere gli scambi sulla piazza asiatica ancora una volta è stato l'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro. Un movimento del cambio favorito da un dato macro cinese che ha segnalato una possibile accelerazione dell'economia del più grande paese asiatico. Nel finale il Nikkei è risalito sopra la soglia dei 14mila punti guadagnando il 2,47%.
Sul fronte delle materie prime, l'oro è in leggero calo con il lingotto con consegna immediata che viene scambiato a 1.322 dollari l'oncia. Il metallo prezioso ha archiviato il mese di luglio con una crescita del 7,4% la più forte dal mese di gennaio del 2012. Il Il petrolio sale del 2,1% al mercato di New York attestandosi su 107,2 dollari al barile.
Confortate dalle banche centrali e dai dati macro, le Borse europee chiudono la seduta in rialzo. A Milano Piazza Affari sale del 2,04% trainando gli altri listini del Vecchio continente: Francoforte cresce dell'1,63%, Parigi guadagna l'1,25%, Londra lo 0,92%. L'euro chiude in ribasso ma resta sopra
1,32 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3225 dollari (1,3302 ieri), dopo aver toccato un minimo di 1,3196 dopo che Draghi ha detto che l'economia europea si sta stabilizzando, ma crescerà in modo moderato e con rischi che restano al ribasso. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è in calo a 268 punti base. Tassi in discesa nell'asta di titoli di Stato spagnoli: i bonos a tre anni sono stati aggiudicati a un rendimento del 2,63% dal 2,76% di luglio, i titoli a cinque anni sono stati assegnati a un tasso del 3,56% dal 3,73% per cento dell'asta precedente. Tra i singoli titoli a Milano, acquisti su Eni dopo la trimestrale, mentre il migliore semeste degli ultimi 5 anni non basta a sostenere Generali. Bene Wall Street con il Dow Jones in rialzo dello 0,8% e il Nasdaq che recupera l'1,1%, mentre l'S&P 500 guadagna l'1% e sfonda per la prima volta nella storia la soglia dei 1.700 punti.
A sostenere i listini anche le nuove richieste di sussidio alla disoccupazione negli Usa che sono
calate di 19mila unità a quota 326mila unità, il livello più basso degli ultimi cinque anni. Domani sarà la volta del rapporto sul lavoro di luglio. In Cina, invece, cresce la produzione manifatturiera a luglio. Il dato, diffuso dal governo di Pechino, ha fatto segnare un incremento a 50,3 da 50,1 in giugno, in contrasto, però, con quello della Banca Hsbc: escluse le imprese statali il Pmi è sceso a 47,7 a luglio da 48,2 il mese precedente. Bene anche l'Italia, dove il Pmi torna a segnalare crescita del settore manifatturiero per la prima volta in due anni, segnando a luglio a 50,4 da 49,1 di giugno e contro stime per 49,7 (nell'Eurozona sale a 50,3 punti).
Chiusura in forte rialzo, questa mattina, per la Borsa di Tokyo dopo un avvio incerto. A spingere gli scambi sulla piazza asiatica ancora una volta è stato l'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro. Un movimento del cambio favorito da un dato macro cinese che ha segnalato una possibile accelerazione dell'economia del più grande paese asiatico. Nel finale il Nikkei è risalito sopra la soglia dei 14mila punti guadagnando il 2,47%.
Sul fronte delle materie prime, l'oro è in leggero calo con il lingotto con consegna immediata che viene scambiato a 1.322 dollari l'oncia. Il metallo prezioso ha archiviato il mese di luglio con una crescita del 7,4% la più forte dal mese di gennaio del 2012. Il Il petrolio sale del 2,1% al mercato di New York attestandosi su 107,2 dollari al barile.