MILANO - Piazza Affari si mette alle spalle la condanna di Berlusconi e chiude in lieve calo una seduta fiacca, iniziata, peraltro, sotto buoni auspici in scia all'esito del vertice tra Palazzo Chigi e Bankitalia di ieri secondo cui "la ripresa è vicina" e il Paese "è a un punto di svolta". E in effetti sembrano crederci anche gli investitori internazionali: lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund che misura il rischio del debito italiano è in calo sotto quota 255 punti, ai minimi da inizio giugno. Sulle mosse degli investitori, però, pesano i dati sul Pil del secondo trimestre (-0,2% su base congiunturale, -2% rispetto al 2012) e quelli sulla produzione industriale che ha fatto registrare il ventiduesimo calo congiunturale consecutivo. Con la Ue che dice: "L'Italia deve ancora trovare la ricetta della crescita".
A Milano, quindi, Piazza Affari chiude in calo dello 0,44%, nonostante i buoni conti di Unicredit. Nel resto del Vecchio continente, Londra cede lo 0,23%, Francoforte retrocede dell'1,17% e Parigi scende dello 0,43%. Tra i singoli titoli pesante Pirelli dopo la semestrale di ieri, mentre continua a guadagnare terreno Mediaset. L'euro chiude in rialzo sopra 1,33 dollari. A condizionare le Borse europee è anche il calo di Wall Street nonostante i positivi dati sul deficit commerciale Usa, che a giugno scende ai minimi da quasi 4 anni. Il Dow Jones ha terminato le contrattazioni con un calo dello 0,6% a 15.518,74 punti. Il Nasdaq perde lo 0,74% a quota 3.665,77.
In Asia, intanto, continua l'ottovolante di Tokyo che dopo aver ceduto l'1,4% nella prima seduta della settimana, oggi ha recuperato l'1%: il listino giapponese resta quindi appeso all'andamento dello yen che oggi è arretratro nei confronti del dollaro spingendo i titoli dell'export. Sul fronte delle materie prime, battuta d'arresto dell'oro. Il metallo prezioso con consegna immediata, che ieri era tornato sopra quota 1300 dollari, ora torna a scendere: perde oltre l'1% a 1286 dollari. In ribasso anche il petrolio: il greggio Wti scende sotto quota 106 dollari al barile.
A Milano, quindi, Piazza Affari chiude in calo dello 0,44%, nonostante i buoni conti di Unicredit. Nel resto del Vecchio continente, Londra cede lo 0,23%, Francoforte retrocede dell'1,17% e Parigi scende dello 0,43%. Tra i singoli titoli pesante Pirelli dopo la semestrale di ieri, mentre continua a guadagnare terreno Mediaset. L'euro chiude in rialzo sopra 1,33 dollari. A condizionare le Borse europee è anche il calo di Wall Street nonostante i positivi dati sul deficit commerciale Usa, che a giugno scende ai minimi da quasi 4 anni. Il Dow Jones ha terminato le contrattazioni con un calo dello 0,6% a 15.518,74 punti. Il Nasdaq perde lo 0,74% a quota 3.665,77.
In Asia, intanto, continua l'ottovolante di Tokyo che dopo aver ceduto l'1,4% nella prima seduta della settimana, oggi ha recuperato l'1%: il listino giapponese resta quindi appeso all'andamento dello yen che oggi è arretratro nei confronti del dollaro spingendo i titoli dell'export. Sul fronte delle materie prime, battuta d'arresto dell'oro. Il metallo prezioso con consegna immediata, che ieri era tornato sopra quota 1300 dollari, ora torna a scendere: perde oltre l'1% a 1286 dollari. In ribasso anche il petrolio: il greggio Wti scende sotto quota 106 dollari al barile.