MILANO - La Cina come contraltare degli Stati Uniti. Gli Usa fanno paura per il riaffiorare dell'incertezza sui tempi della exit strategy della Federal Reserve: si teme cioè il "tapering", la riduzione progressiva del ritmo di acquisti di treasury e bond ipotecari da parte della Fed (85 miliardi di dollari al mese). Pechino, invece, lancia segnali di stabilizzazione dopo il calo della crescita. Prima l'indice Pmi tornanto stabilmente sopra quota 50 punti (lo spartiacque tra crescita e decrescita), poi il rimbalzo dell'export che a luglio è salito del 5,1% rispetto a un anno fa e oltre l'atteso +3,1%. Aumenta anche l'import frenando il surplus commerciale a 17,8 miliardi di dollari, ma mostrando segnali positivi sul fronte della crescita della domanda interna, uno dei principali obiettivi del governo dell'ex Impero Celeste. Sul fronte macroeconomico c'è fiducia dopo la pubblicazione del bollettino mensile della Bce che taglia le stime sulla crescita, ma veda la ripresa "nel prosieguo dell'anno".
Negli Usa, intanto le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana sono salite di 5.000 unità a 333.000. Il dato sulla media delle ultime quattro settimane, considerato meno volatile, si è attestato a 335.500, il migliore dal novembre 2007. E così dopo due sedute difficili, alla chiusura dei mercati europei, i listini americani sono contrastati: il Dow Jones cede lo 0,1%, mentre il Nasdaq sale dello 0,3% e l'S&P 500 dello 0,1%.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rally guadagnando l'1,83% sostenuta dalla banche e dal balzo di Tod's dopo la trimestrale di ieri. Il listini milanese consolida così la buona performance di ieri, si stabilizza oltre quota 17mila punti, e batte gli altri listini europei: Londra sale dello 0,28%, Francoforte dello 0,7%, Parigi dello 0,64%. L'euro chiude in rialzo a 1,3384 dollari dopo aver sfiorato quota 1,34 dollari, mentre il biglietto verde s'indebolisce per le incertezze sull'inizio del ritiro degli stimoli da parte della Fed. In calo a quota 250 punti lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund è ai minimi dallo scorso 22 maggio. A giugno, intanto, la bilancia commerciale tedesca ha registrato un avanzo in aumento a 15,7 miliardi. Tra i singoli titoli è in calo Mps in scia ai conti pubblicati ieri.
A sostenere i mercati anche il superindice Ocse che continua la sua lenta risalita e fa segnare 100,7 punti a giugno (100,6 a maggio). Nella zona euro, l'indicatore continua a segnalare un aumento della dinamica di crescita: per la Germania punta a un ritorno al trend di crescita mentre per l'Italia, che ottiene il giudizio migliore, l'indicatore continua a segnalare un "cambiamento in positivo".
Nuovo calo, invece, per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che scende dell'1,59%. Non è bastata a sostenere i mercati la decisione della BoJ, la banca centrale del Giappone, di lasciare invariati gli stimoli all'economia approvati ad aprile e di non cambiare l'outlook secondo cui l'economia nipponica "sta iniziando una moderata ripresa". A luglio i prestiti delle banche giapponesi salgono quasi del 2%, il massimo da 4 anni. La BoJ è ottimista sul rialzo dell'inflazione. L'aggressiva politica monetaria, varata ad aprile, dovrà proseguire finchè "sarà necessario" e "gli obiettivi saranno conseguiti". Nei prossimi due anni, intanto, arriveranno tagli alla spesa pubblica per 62 miliardi di dollari. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in calo sotto quota 103 dollari al barile. In rialzo, invece, le quotazioni dell'oro che fanno segnare 1.313 dollari l'oncia per il lingotto a consegna immediata.
Negli Usa, intanto le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana sono salite di 5.000 unità a 333.000. Il dato sulla media delle ultime quattro settimane, considerato meno volatile, si è attestato a 335.500, il migliore dal novembre 2007. E così dopo due sedute difficili, alla chiusura dei mercati europei, i listini americani sono contrastati: il Dow Jones cede lo 0,1%, mentre il Nasdaq sale dello 0,3% e l'S&P 500 dello 0,1%.
In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in rally guadagnando l'1,83% sostenuta dalla banche e dal balzo di Tod's dopo la trimestrale di ieri. Il listini milanese consolida così la buona performance di ieri, si stabilizza oltre quota 17mila punti, e batte gli altri listini europei: Londra sale dello 0,28%, Francoforte dello 0,7%, Parigi dello 0,64%. L'euro chiude in rialzo a 1,3384 dollari dopo aver sfiorato quota 1,34 dollari, mentre il biglietto verde s'indebolisce per le incertezze sull'inizio del ritiro degli stimoli da parte della Fed. In calo a quota 250 punti lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund è ai minimi dallo scorso 22 maggio. A giugno, intanto, la bilancia commerciale tedesca ha registrato un avanzo in aumento a 15,7 miliardi. Tra i singoli titoli è in calo Mps in scia ai conti pubblicati ieri.
A sostenere i mercati anche il superindice Ocse che continua la sua lenta risalita e fa segnare 100,7 punti a giugno (100,6 a maggio). Nella zona euro, l'indicatore continua a segnalare un aumento della dinamica di crescita: per la Germania punta a un ritorno al trend di crescita mentre per l'Italia, che ottiene il giudizio migliore, l'indicatore continua a segnalare un "cambiamento in positivo".
Nuovo calo, invece, per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che scende dell'1,59%. Non è bastata a sostenere i mercati la decisione della BoJ, la banca centrale del Giappone, di lasciare invariati gli stimoli all'economia approvati ad aprile e di non cambiare l'outlook secondo cui l'economia nipponica "sta iniziando una moderata ripresa". A luglio i prestiti delle banche giapponesi salgono quasi del 2%, il massimo da 4 anni. La BoJ è ottimista sul rialzo dell'inflazione. L'aggressiva politica monetaria, varata ad aprile, dovrà proseguire finchè "sarà necessario" e "gli obiettivi saranno conseguiti". Nei prossimi due anni, intanto, arriveranno tagli alla spesa pubblica per 62 miliardi di dollari. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in calo sotto quota 103 dollari al barile. In rialzo, invece, le quotazioni dell'oro che fanno segnare 1.313 dollari l'oncia per il lingotto a consegna immediata.